Concetti Chiave

  • Il debutto di "I Masnadieri" di Verdi nel 1847 a Londra fu accolto con entusiasmo, segnando un momento storico per l'opera italiana moderna.
  • Il calo di popolarità dell'opera è attribuito alla debolezza del libretto, che non ispirò adeguatamente Verdi, risultando in composizioni ripetitive.
  • Il periodo di composizione dell'opera è definito da Verdi come i suoi "anni di galera", durante i quali dovette soddisfare le pressioni del successo operistico.
  • La trama si sviluppa attorno a Carlo Moro, diseredato e diventato capo brigante, e le sue interazioni conflittuali con il fratello Francesco e la fidanzata Amalia.
  • Nonostante i difetti del dramma di Schiller, Verdi riuscì a creare passaggi musicali espressivi e originali che influenzarono le sue opere successive.

Accoglienza e declino

I Masnadieri è un’opera di Giuseppe Verdi, basato su una tragedia giovanile di Schiller. Ebbe un'accoglienza entusiasta quando fu presentata per la prima volta a Londra nel 1847, alla presenza della regina Vittoria nel tempio londinese dell'opera italiana, Her Majesty's Theatre. La serata era attesa come il momento “clou” della stagione. Era la prima volta che un compositore italiano moderno scriveva un'opera per Londra. Ma questo folgorante successo finì per diminuire nel corso delle rappresentazioni, poi degli anni, fino alla completa scomparsa dell'opera che conobbe solo un'effimera e tardiva resurrezione dal 1951 in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Verdi.

Debolezza del libretto

La ragione principale di questo fallimento risiede nella debolezza del libretto, le cui situazioni e personaggi non hanno saputo ispirare Verdi: l’artista sembra applicare "ricette" senza cercare di superare sé stesso. Il libretto fu scritto dal marito della contessa Maffei, una donna straordinaria, molto vicina ai patrioti italiani e una delle più fedeli amiche di Verdi.

Anni di galera di Verdi

L'opera appartiene al periodo che lo stesso compositore definì i suoi "anni di galera" durante i quali, pressato dalle esigenze del successo, dovette comporre instancabilmente per rispondere alle richieste dei direttori d'opera. Tuttavia, alcune magnifiche pagine spiccano da un insieme un po' abitudinario, di routine, come il Preludio in re minore dominato da un assolo di violoncello, che Verdi compose per l'amico Alfredo Piatti, solista dell'orchestra. Il primo atto si conclude con un bellissimo quartetto che annuncia quello dell'atto 3 di Rigoletto (1851). La confessione di Francesco a Moser prefigura il celebre duetto di Filippo II e l'Inquisitore in Don Carlos (1867).

Trama e personaggi

L'azione, in quattro atti e sette quadri, è ambientata in Germania, all'inizio del XVIII secolo. Carlo Moro, cacciato e diseredato dal padre, diventa capo dei briganti. È proprio il fratello di Carlo, l'infido Francesco, a screditarlo nei confronti del padre Massimiliano per prendere il potere e portargli via la fidanzata, Amalia. Carlo riesce a trovare la ragazza e a liberare il padre, che Francesco ha imprigionato, dopo averlo fatto passare per morto. Carlo giura vendetta, ma suo padre gli chiede di perdonare. Amalia accetta di sposare Carlo nonostante il suo status ignominioso di capo dei briganti, ma lui preferisce pugnalarla e consegnarsi alla giustizia.

Intrighi e vendette

Cacciato dal castello paterno dal padre Massimiliano, Carlo Moor si unisce ad una banda di briganti di cui diventa il capo, pur pentendosi amaramente della scelta fatta. In realtà è il fratello minore Francesco ad essere all'origine di questa disgrazia. Ora vuole uccidere suo padre, raccontandogli della morte di Carlo, e poi convincere la sua fidanzata, Amalia, a sposarlo. Francesco si serve di Arminio per far credere che Carlo sia morto. Massimiliano crolla sotto il colpo del dolore.

Francesco trionfa mentre Amalia piange Massimiliano, ucciso dal dolore. Fortunatamente Arminio, pentito, arriva a confessare ad Amalia che Carlo non è morto, né lo è Massimiliano. Da parte sua, Francesco minaccia Amalia che si rifiuta di amarlo. Per salvare uno dei suoi compagni arrestati, Carlo assedia Praga sentendosi disonorato di dover combattere al fianco dei briganti.

Amalia e Carlo

Amalia fugge nella foresta e, con grande gioia, trova Carlo, deciso a nascondere il suo stato di brigante. Carlo scopre che suo fratello tiene prigioniero il padre, in condizioni terribili. Dopo averlo liberato e giurato vendetta, affida il vecchio alla custodia dei suoi briganti.
Francesco ha avuto un terribile incubo che lo ha portato a voler confessare. Padre Moser rifiuta di concedergli l'assoluzione per i suoi due crimini imperdonabili: parricidio e fratricidio. Massimiliano chiede a Carlo, che non è stato riconosciuto, di risparmiare Francesco. Carlo confessa finalmente il suo stato di brigante, chiedendo ad Amalia di decidere il suo destino. Lei accetta di sposarlo, nonostante il disonore che li attende per una vita da fuorilegge. Massimiliano chiede alla terra di inghiottirlo mentre i briganti reclamano il loro capo. Obbedendo alla preghiera di Amalia che preferisce morire piuttosto che rinunciare a lui, Carlo la pugnala, sacrificandola ai briganti che chiama "i suoi demoni", poi scrive: "Ora, al patibolo!».

Schiller e Verdi

L'opera letteraria di Schiller, un tempo così decantata e così famosa, oggi è diventata quasi illeggibile. I suoi difetti, l'ultimo dei quali è quello di non avere buon senso, hanno eclissato le sue qualità. Ma questo dramma oscuro, pieno di declamazioni, imprecazioni e orrori, aveva sedotto Giuseppe Verdi.

Un vecchio rinchiuso in una prigione dal proprio figlio, due fratelli mortali nemici e rivali; uno di loro che si fa capo di briganti per far regnare sulla terra la virtù e punire il delitto, che uccide la fidanzata e poi si accoltella, tali sono i personaggi ai quali il compositore fa cantare cavatine, duetti e scenografie. Nonostante il disinteresse che proviamo per l'azione di questo dramma, e il disagio che proviamo di fronte a situazioni perennemente fosche e monotone, non possiamo però non notare l'originalità di certi effetti e la forte espressività di alcuni passaggi della partitura, e di vari procedimenti che sono stati riprodotti ne Il Trovatore, ne La Traviata e ne Il Rigoletto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione iniziale all'opera "I Masnadieri" di Verdi?
  2. L'opera ebbe un'accoglienza entusiasta alla sua prima a Londra nel 1847, considerata il momento clou della stagione, ma il suo successo diminuì rapidamente nel tempo fino alla sua quasi completa scomparsa.

  3. Qual è la principale critica rivolta al libretto di "I Masnadieri"?
  4. La debolezza del libretto è vista come la ragione principale del fallimento dell'opera, poiché le situazioni e i personaggi non ispirarono Verdi, portandolo a utilizzare "ricette" senza cercare di superare sé stesso.

  5. Come Verdi descrisse il periodo in cui compose "I Masnadieri"?
  6. Verdi definì quel periodo come i suoi "anni di galera", durante i quali si sentì costretto a comporre incessantemente per soddisfare le richieste dei direttori d'opera, sebbene emergessero alcune pagine magnifiche.

  7. Qual è la trama centrale di "I Masnadieri"?
  8. La trama ruota attorno a Carlo Moro, un brigante diseredato dal padre, e al suo conflitto con il fratello Francesco, che trama contro di lui, portando a una serie di vendette e tragedie familiari.

  9. Qual è il legame tra Schiller e Verdi in relazione a "I Masnadieri"?
  10. Sebbene l'opera di Schiller sia oggi considerata quasi illeggibile, Verdi fu sedotto dal dramma oscuro e dalle sue situazioni estreme, creando una partitura che, nonostante le critiche, mostrava originalità ed espressività.

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