Concetti Chiave
- La VES misura la distanza percorsa dagli eritrociti in un'ora per valutare la sedimentazione del sangue, influenzata da vari fattori come la viscosità del plasma e la concentrazione di proteine.
- Durante i processi infiammatori, l'aumento delle proteine di fase acuta porta a un incremento della VES, ma risulta aspecifico e ridondante rispetto ad altri esami come PCR e PCT.
- La provetta per la VES deve contenere EDTA come anticoagulante per garantire risultati affidabili, poiché la formazione di coaguli compromette l'analisi.
- La VES ha applicazioni diagnostiche specifiche in patologie come la polimialgia reumatica e l’arterite a cellule giganti, richiedendo l'analisi in situazioni di emergenza solo in questi casi.
- I metodi di misurazione della VES sono evoluti da tecniche manuali come il metodo Wintrobe a sistemi automatizzati, che forniscono risultati rapidi e precisi.
Definizione e fattori influenzanti
La VES è definita come la distanza che gli eritrociti percorrono sotto gravità in un’ora, all’interno di un campione di sangue intero nel quale viene inserito un anticoagulante per evitare la formazione di coaguli. È un metodo semplice e a costo praticamente irrisorio, ma è influenzato da alcuni fattori, quali il numero di eritrociti, le loro dimensioni, la loro forma, le cariche elettrostatiche e soprattutto la viscosità del plasma, quindi la concentrazione delle proteine nel plasma.
Processo infiammatorio e limitazioni
In condizioni fisiologiche, gli eritrociti hanno cariche negative sulla loro superficie che fanno in modo che questi si respingano e quindi non si formino degli aggregati. Se aumentano le proteine all’interno del campione (es. fibrinogeno), queste formano una sorta di rete tra gli eritrociti, facilitando la formazione di aggregati e quindi la sedimentazione. Per questo motivo la VES, durante il processo infiammatorio e di conseguenza all’aumento delle proteine di fase acuta, aumenta; tuttavia, aumenta in modo altamente aspecifico, quindi richiedendo la VES si ottiene un’informazione ridondante rispetto a quella data da PCR e PCT. È per questo motivo che non può essere richiesta in emergenza/urgenza.
La provetta utilizzata per valutare la VES è una provetta con tappo lilla al cui interno è presente un anticoagulante detto EDTA, un chelante irreversibile del calcio, fondamentale per il processo della coagulazione (stessa provetta utilizzata per esame emocromo-citometrico): se si formano coaguli non si può dare un valore affidabile, quindi le provette devono essere controllate prima dell’analisi del campione.
Utilizzo e diagnosi specifiche
La VES viene utilizzata per valutare la gravità di alcune patologie dermatologiche e reumatologiche (erisipela, psoriasi, fascite eosinofila, dermatomiosite, malattia di Behcet) oppure per fare diagnosi solamente in due condizioni critiche:
• Polimialgia reumatica, patologia in cui compare dolore ai muscoli del cingolo scapolare nelle donne sopra i 50 anni.
• Arterite a cellule giganti, una vasculite che colpisce alcune arterie come l’arteria temporale
Solo in questi casi è possibile fare richiesta in emergenza/urgenza).
Metodi di misurazione e differenze
Per misurare la velocità di sedimentazione una volta si utilizzava il metodo Wintrobe, che prevedeva l’utilizzo di colonnine graduate in cui si metteva il sangue, valutando, nell’arco di un’ora, quanti millimetri venivano compiuti dagli eritrociti.
Adesso si utilizzano metodi automatizzati che in 20 secondi danno il risultato della VES.
Per quanto riguarda il referto c’è differenza per sesso ed età: le donne hanno una VES più elevata rispetto agli uomini, avendo anche valori di fibrinogeno e proteine più elevati rispetto agli uomini, e si osserva un sostanziale aumento dopo i 50 anni.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di VES e quali fattori la influenzano?
- Come influisce il processo infiammatorio sulla VES?
- Quali sono le condizioni in cui la VES può essere richiesta in emergenza?
- Quali metodi vengono utilizzati per misurare la VES e quali differenze esistono nei referti?
La VES è la distanza che gli eritrociti percorrono in un'ora sotto gravità in un campione di sangue intero con anticoagulante. È influenzata da fattori come il numero, le dimensioni e la forma degli eritrociti, le cariche elettrostatiche e la viscosità del plasma, in particolare la concentrazione delle proteine (testo).
Durante il processo infiammatorio, l'aumento delle proteine di fase acuta, come il fibrinogeno, facilita la formazione di aggregati tra gli eritrociti, aumentando così la VES. Tuttavia, questo aumento è aspecifico e non fornisce informazioni aggiuntive rispetto a test come PCR e PCT (testo).
La VES può essere richiesta in emergenza solo in due condizioni critiche: polimialgia reumatica, che causa dolore ai muscoli del cingolo scapolare nelle donne sopra i 50 anni, e arterite a cellule giganti, una vasculite che colpisce arterie come l'arteria temporale (testo).
Oggi si utilizzano metodi automatizzati che forniscono risultati della VES in 20 secondi, a differenza del metodo Wintrobe, che richiedeva un'ora. Inoltre, i referti mostrano differenze per sesso ed età, con le donne che presentano valori di VES più elevati rispetto agli uomini, specialmente dopo i 50 anni (testo).