Concetti Chiave
- Le benzodiazepine a emivita breve riducono il rischio di accumulo e presentano scarsi o assenti effetti residui, rendendole ideali per il trattamento dell'insonnia.
- Le benzodiazepine a emivita lunga favoriscono una migliore compliance nei trattamenti prolungati, consentendo una sola somministrazione giornaliera.
- Le benzodiazepine a emivita lunga comportano un minor rischio di sintomi di astinenza, anche in caso di interruzione improvvisa del trattamento.
- Il dosaggio delle benzodiazepine deve essere sempre il minimo necessario per il controllo dei sintomi, tenendo conto della variabilità interindividuale.
- La durata del trattamento con benzodiazepine non dovrebbe superare alcuni mesi per evitare fenomeni astinenziali e richiede una progressiva riduzione dei dosaggi alla sospensione.
Bdz a emivita breve:
I vantaggi sono:
● Scarso rischio di accumulo;
● Scarsi/assenti effetti residui, ossia effetti che rimangono a distanza di tempo (effetto che si protrae oltre la mattina successiva, manifestandosi come sonnolenza residua, rallentamento psico-motorio, rallentamento dei riflessi).
Indice
Svantaggi delle bdz a emivita breve
● Rischio di ridotta efficacia nel trattamento protratto per problemi di compliance da parte del paziente, perché il trattamento prolungato con farmaci a breve emivita richiede più somministrazioni durante la giornata;
● Maggior rischio di astinenza con comparsa di sintomi alla sospensione improvvisa del farmaco.
BDZ a emivita lunga:
Vantaggi delle bdz a emivita lunga
● Miglior compliance in caso di trattamento protratto nel tempo: è possibile una monosomministrazione quotidiana che copre le 24 ore;
● Minor rischio di astinenza: anche se si interrompe improvvisamente il trattamento, il farmaco impiega più tempo per essere eliminato dall’organismo; quindi, c’è un minor rischio di quadri astinenziali.
Svantaggi delle bdz a emivita lunga
● Rischio di accumulo: è possibile che, quando si assume una compressa, l’organismo non abbia ancora smaltito la compressa assunta la sera precedente: ciò porta nel tempo a un rischio di sedazione eccessiva;
● Rischio di effetti residui, vale a dire il permanere dell’effetto sedativo del farmaco in una situazione in cui non c’è più bisogno di tale effetto.
Farmacocinetica delle bdz
Interessante è anche la loro farmacocinetica:
1. Distribuzione: il picco di concentrazione plasmatica viene raggiunto in circa 1 ora;
2. Metabolismo: vengono metabolizzate a livello epatico;
3. Eliminazione: dipende dalla durata d’azione, quelle a breve emivita vengono eliminate dall’organismo in meno di 24h, quelle a lunga emivita impiegano più tempo (>24 h).
Ricapitolando:
Ricapitolando le bdz
● Le bdz a durata breve vengono utilizzate nel trattamento dell’insonnia. Hanno minor rischio di effetti residui, però possono dar luogo a fenomeni astinenziali.
● Le bdz a durata più lunga sono preferite per il trattamento dei disturbi d’ansia. Possono dare effetti residui, però hanno minor rischio di dar luogo a fenomeni astinenziali.
Seguono anche le linee guida generali per il trattamento con bd:
Linee guida per il trattamento con bdz
▪ La decisione di prescrivere una benzodiazepina è funzione del target psicopatologico che si vuole trattare; quindi, la scelta dipende dalla sintomatologia del paziente e dall’obiettivo del clinico;
▪ La scelta della bdz si effettua in base alle caratteristiche farmacocinetiche (emivita);
▪ Il dosaggio deve essere quello minimo sufficiente per il controllo dei sintomi; essendoci una certa variabilità interindividuale, si parte con dosaggi bassi, che possono essere aumentati in caso di
mancata risposta terapeutica. Si deve tenere presente che aumentando il dosaggio aumenta la sedazione, ma si accentuano anche gli effetti collaterali, che sono dose-dipendenti;
▪ La durata del trattamento non deve essere superiore ad alcuni mesi perché aumenta il rischio di un quadro astinenziale alla sospensione, che dipende anche dal dosaggio. È quindi importante una rivalutazione sul bisogno di trattamento;
▪ L’interruzione del trattamento non deve essere brusca: è necessaria una riduzione molto progressiva dei dosaggi per evitare o minimizzare sintomi di rimbalzo (cioè il quadro astinenziale).
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali vantaggi delle benzodiazepine (bdz) a emivita breve?
- Quali svantaggi comportano le bdz a emivita breve?
- Perché le bdz a emivita lunga sono preferite nel trattamento dei disturbi d'ansia?
- Quali sono i rischi associati all'uso di bdz a emivita lunga?
- Quali sono le linee guida generali per il trattamento con bdz?
Le bdz a emivita breve presentano scarso rischio di accumulo e scarsi o assenti effetti residui, evitando sonnolenza e rallentamento psico-motorio il giorno successivo.
Queste bdz possono avere una ridotta efficacia nel trattamento protratto a causa della necessità di più somministrazioni giornaliere e un maggior rischio di sintomi di astinenza alla sospensione improvvisa.
Le bdz a emivita lunga offrono una migliore compliance grazie a una monosomministrazione quotidiana e presentano un minor rischio di astinenza, poiché il farmaco impiega più tempo per essere eliminato dall'organismo.
Queste bdz possono comportare un rischio di accumulo e di effetti residui, con la possibilità di sedazione eccessiva in situazioni in cui non è più necessario l'effetto sedativo.
La prescrizione deve basarsi sul target psicopatologico, la scelta della bdz deve considerare le caratteristiche farmacocinetiche, e il trattamento non deve superare alcuni mesi per ridurre il rischio di astinenza, con un'interruzione progressiva del dosaggio.