Concetti Chiave
- Le popolazioni barbare dell'Europa dell'Est e del Nord iniziarono a muoversi verso l'impero romano, spinti da fattori come la crescita demografica e le scorrerie degli Unni.
- Nel 406, Radagaiso, un capo guerriero goto, guidò un esercito barbaro nell'invasione dell'Italia, attirato dalla promessa di bottino.
- Stilicone affrontò e sconfisse Radagaiso a Fiesole, ma dovette indebolire le difese della Gallia per farlo.
- Lo sfondamento del limes nel 406 segnò un punto di svolta, poiché i barbari non se ne andarono più come in precedenti invasioni.
- Questa invasione fu caratterizzata da saccheggi e violenze, diversamente da quelle precedenti che avevano avuto un carattere più pacifico.
L'invasione dei barbari
Fra le popolazioni barbare che vivevano nell’Europa dell’Est e del Nord, la prospettiva di imitare i Goti trasferendosi nell’impero romano si faceva sempre più invitante. Non sappiamo perché proprio in quest’epoca così tanti popoli si siano messi in movimento. Può darsi che la crescita demografica rendesse sempre più difficile sopravvivere con l’allevamento e la primitiva agricoltura, che rappresentavano la principale risorsa dei barbari; ma forse la vera causa sono le terrificanti scorrerie degli Unni, che diventavano sempre più frequenti. Quel che è certo è che tanto le tribù seminomadi delle steppe danubiane e ucraine, quanto quelle stanziali delle foreste della Germania cominciarono a prendere in considerazione sempre più volentieri l’idea di trasferirsi con armi e bagagli, per ottenere dall’imperatore il permesso di stabilirsi sul suolo romano; o per entrarci con la forza, se il governo non dava il permesso.
Radagaiso e l'invasione dell'Italia?
Nel 406 un esercito barbaro, che comprendeva guerrieri di molti diversi popoli attirati dalla speranza del bottino, invase l’Italia al comando di un capo guerriero, il goto Radagaiso.
Stilicone lo affrontò e lo distrusse a Fiesole, ma per riuscirci dovette sguarnire le difese della Gallia. Nel dicembre 406 un altro esercito barbaro, costituito in prevalenza dai popoli dei Vandali e dei Suebi, attraversò il fiume Reno ghiacciato e penetrò in Gallia. Passato così il limes, la zona di confine fortificata, gli invasori dilagarono in Gallia saccheggiando e distruggendo. In seguito Vandali e Suebi passarono in Spagna, mentre altre popolazioni, come i Burgundi, si riversavano in Gallia nella valle del Rodano, che unisce le Alpi al mare nell’est dell’attuale Francia, e gli Alamanni occupavano i territori romani a nord delle Alpi fra la Germania meridionale e la Svizzera attuali.
La svolta del 406
Nei secoli precedenti era già successo altre volte che grandi masse di barbari invadessero l’impero, ma lo sfondamento del limes nel 406 rappresenta una data epocale, perché stavolta, diversamente dal passato, i popoli entrati sul suolo romano non se ne andarono più. Inoltre, si trattava fin dall’inizio di un’invasione ostile e distruttiva, diversamente da quello che era accaduto con i Franchi e i Goti nel secolo precedente: il passaggio dei barbari attraverso la Gallia e la Spagna si accompagnò a un terribile strascico di saccheggi e violenze.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali dell'invasione dei barbari nell'impero romano?
- Chi era Radagaiso e quale ruolo ebbe nell'invasione dell'Italia nel 406?
- Perché il 406 è considerato un anno epocale per l'impero romano?
Le cause principali dell'invasione dei barbari includono la crescita demografica che rendeva difficile la sopravvivenza attraverso l'allevamento e l'agricoltura, e le scorrerie sempre più frequenti degli Unni, che spingevano molte tribù a considerare il trasferimento nell'impero romano (come indicato nel testo).
Radagaiso era un capo guerriero goto che nel 406 guidò un esercito barbaro in Italia, attirato dalla speranza di bottino. Fu affrontato e distrutto da Stilicone a Fiesole, ma la sua invasione segnò un momento cruciale per l'impero romano (come descritto nel testo).
Il 406 è considerato un anno epocale perché segnò lo sfondamento del limes, con i barbari che non solo entrarono nell'impero, ma rimasero, dando inizio a un'invasione ostile e distruttiva, contrariamente a precedenti invasioni che erano state meno devastanti (secondo il testo).