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Concetti Chiave

  • Nel 1888, Van Gogh si trasferisce ad Arles, dove realizza alcuni dei suoi dipinti più celebri, catturando la luce mediterranea e i colori vibranti della natura.
  • Durante questo periodo, la sua instabilità mentale diventa evidente, culminando nel taglio di un orecchio dopo il conflitto con Gauguin, suo amico e collaboratore.
  • Van Gogh produce numerosi autoritratti come forma di autoanalisi, esprimendo il suo stato d'animo attraverso sguardi e tecniche pittoriche nervose.
  • In seguito a un ricovero in ospedale, cerca di omaggiare Gauguin imitando la sua stesura bidimensionale, ma senza successo, evidenziando la sua continua lotta artistica.
  • Il suo autoritratto dedicato a Gauguin viene esposto nella mostra "Arte degenerata" durante il regime nazista, rappresentando Van Gogh come un precursore dell'arte contemporanea non conforme.

Van Gogh ad Arles

Van Gogh nel 1888 si trasferì ad Arles, in Provenza. I dipinti più famosi risalgono a questa fase del pittore, in cui fu in grado di cogliere perfettamente la luce mediterranea, i girasoli, le campagne di grano. Cominciò però a essere più evidente la sua instabilità mentale ed emotiva difatti aveva invitato Gauguin ad Arles per dar vita a una scuola, in cui sarebbero stati maestri: i pittori del mezzogiorno. Il sodalizio durò però solamente due mesi perché Gauguin capì che era molto difficile convivere e mettersi in relazione con Van Gogh. Questo è l’inizio della fine di Van Gogh, tanto che decise anche di tagliarsi un lobo di un orecchio per auto-punirsi non essendo stato in grado di trattenere l’amico.

Instabilità e autoritratti

Nel medesimo periodo Van Gogh realizzò molti autoritratti, la pittura divenne quindi una sorta di autoanalisi, un modo per guardarsi allo specchio. Riuscì infatti a cogliere il proprio stato mentale, che non traspare tanto dall’espressione che raramente è caricata, bensì dagli occhi, dallo sguardo e dalla stesura pittorica. In alcuni autoritratti cercò anche di governare la propria mano, ad esempio imitando il puntinismo, ma non vi riuscì. Altre volte addensò la stesura pittorica, rendendola nervosa.

Omaggio a Gauguin e arte degenerata

Dopo essersi tagliato il lobo dell’orecchio e dopo la permanenza in ospedale, riacquistò un po' di serenità. In questo periodo cercò ad esempio di imitare i colori a plat di Gauguin, la sua stesura bidimensionale, ma non vi riuscì. Codesto può essere considerato un omaggio all’amico, al quale dedicò anche un autoritratto che ebbe una fama negativa, fu infatti esposto durante il periodo nazista nella mostra nazista di Monaco del 1937, intitolata Arte degenerata, in cui furono esposte le opere degli avanguardisti e dei loro precursori, fra i quali vi è Van Gogh. In quest’opera Van Gogh sembra pazzo, quindi si mostrava l’olandese come precursore dalla pazzia dell’arte contemporanea, inaccettabile per Hitler dal momento che non aveva regole.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del periodo di Van Gogh ad Arles?
  2. Il periodo di Van Gogh ad Arles, nel 1888, è cruciale per la sua produzione artistica, caratterizzato da dipinti iconici che catturano la luce mediterranea e la bellezza dei girasoli e delle campagne. Tuttavia, in questo periodo emerge anche la sua instabilità mentale, culminata nel tentativo di creare una scuola con Gauguin, che durò solo due mesi a causa delle difficoltà relazionali (testo).

  3. Come si riflette l'instabilità mentale di Van Gogh nei suoi autoritratti?
  4. Negli autoritratti di Van Gogh, la sua instabilità mentale si manifesta attraverso lo sguardo e la stesura pittorica, piuttosto che attraverso espressioni facciali cariche. La pittura diventa un mezzo di autoanalisi, in cui cerca di controllare la propria mano e il proprio stato d'animo, ma spesso senza successo (testo).

  5. Qual è il significato dell'omaggio a Gauguin e della sua esposizione nella mostra "Arte degenerata"?
  6. Dopo il suo ricovero in ospedale, Van Gogh cercò di omaggiare Gauguin imitando il suo stile, ma senza riuscirci. Il suo autoritratto, esposto nella mostra "Arte degenerata" del 1937, lo rappresentava come un precursore della pazzia nell'arte contemporanea, un'immagine inaccettabile per il regime nazista (testo).

Domande e risposte

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