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Concetti Chiave

  • La definizione giuridica dello sciopero è complessa e lascia spazio all'interpretazione dei giuristi, come indicato dall'articolo 40 della Costituzione italiana.
  • Alcuni studiosi vedono il diritto di sciopero come un elemento di matrice pubblicistica, mentre altri lo considerano un diritto fondamentale legato al principio di uguaglianza.
  • Il diritto di sciopero è considerato fondamentale e individuale, appartiene al singolo lavoratore ma si esercita collettivamente per tutelare interessi comuni.
  • Nonostante gli scioperi siano storicamente proclamati dai sindacati, l'iniziativa può derivare anche dai lavoratori, specialmente in momenti di crisi sindacale.
  • Esiste un divario tra il riconoscimento del diritto di sciopero nella Costituzione e la sua attuazione legislativa, formalizzata solo negli anni '90 del XX secolo.

Definizione giuridica dello sciopero

Definire lo sciopero dal punto di vista giuridico non è semplice. L’articolo 40 della Costituzione italiana, infatti, non chiarisce tale concetto, lasciandone l’interpretazione alla discrezionalità dei giuristi.

Alcuni studiosi considerano il diritto di sciopero come elemento di matrice pubblicistica, perché correlato con la libertà publica nell’ambito della tutela che l’ordinamento riconosce al conflitto collettivo. Altri, invece, lo declinano come diritto fondamentale della persona, ritenendo che esso sia collegato non tanto all’ordine pubblico e ai rapporti economico-sociali, bensì alla parte prima della Costituzione, in particolare al principio di uguaglianza sostanziale (art. 3.2). L’articolo 40, secondo tale accezione, deve essere realizzato non soltanto a livello generale nell’ordinamento giuridico, ma soprattutto nei rapporti economico-sociali sotto forma di requisito essenziale di tutti i lavoratori.

Diritto fondamentale e individuale

Si tratta dunque di un diritto fondamentale e inalienabile, preminente rispetto al diritto al conflitto.

Un altro corollario che deriva dalla concezione di sciopero come diritto fondamentale attiene alla sua natura individuale: esso è incomprimibile anche rispetto all’attività promossa dai sindacati. I lavoratori possono liberamente esercitare tale diritto in quanto appartenente al singolo.

Esso si esercita collettivamente per la tutela di interessi collettivi, ma di fatto appartiene al singolo lavoratore. Si tratta dell’accezione maggiormente accolta e accettata.

Ruolo dei sindacati e conflitti

Se è pur vero che nella storia del diritto sindacale gli scioperi vengono proclamati dai sindacati, bisogna tener conto che, a livello teorico, l’iniziativa dello stesso siano determinate dagli stessi lavoratori. In particolari momenti di crisi sindacale, coalizioni di lavoratori hanno di fatto proclamato lo sciopero in contrapposizione e in conflitto rispetto a quanto previsto dalle organizzazioni sindacali. Il governo del conflitto è una questione che interessa in modo particolare i sindacati, attenti affinché la loro autorità non venga compromessa o soppiantata.

Divario tra costituzione e legislazione

In definitiva, è possibile affermare che esiste un divario fra il riconoscimento costituzionale del diritto di sciopero e l’attuazione legislative che il suddetto riconoscimento ha ottenuto dal 1948 ad oggi. A livello costituzionale lo sciopero è riconosciuto e tutelato dall’art. 40, ma sul piano legislativo esso è stato pienamente formalizzato solo nel corso degli anni 90 del XX secolo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione giuridica dello sciopero secondo la Costituzione italiana?
  2. La Costituzione italiana, attraverso l'articolo 40, non fornisce una definizione chiara dello sciopero, lasciando l'interpretazione a giuristi e studiosi, che lo considerano sia un elemento di matrice pubblicistica sia un diritto fondamentale della persona.

  3. In che modo lo sciopero è considerato un diritto fondamentale?
  4. Lo sciopero è visto come un diritto fondamentale e inalienabile, preminente rispetto al diritto al conflitto, e sebbene si eserciti collettivamente, appartiene al singolo lavoratore, il quale può esercitarlo liberamente.

  5. Qual è il divario tra il riconoscimento costituzionale e l'attuazione legislativa del diritto di sciopero?
  6. Esiste un divario tra il riconoscimento del diritto di sciopero nell'articolo 40 della Costituzione e la sua attuazione legislativa, che è stata formalizzata solo negli anni '90 del XX secolo, nonostante il riconoscimento costituzionale risalga al 1948.

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