Concetti Chiave
- William Stanley Jevons, nel suo libro del 1871, sostiene che il valore delle merci è principalmente determinato dalla loro utilità.
- Questa visione contrasta con quella di economisti precedenti come Adam Smith e David Ricardo, che attribuivano il valore al costo di produzione.
- Jevons introduce il principio dell'utilità marginale decrescente, evidenziando che l'utilità varia in base al rapporto tra il bene e il consumatore.
- Il principio mostra che l'utilità marginale diminuisce con il consumo di unità successive, fino a raggiungere il punto di sazietà.
- Superato il punto di sazietà, l'utilità marginale diventa negativa, trasformando il bene in disutile per il consumatore.
La teoria del valore secondo Jevons
Nel terzo capitolo della sua opera principale, La teoria dell'economia politica, pubblicato a Londra nel 1871, l'economista inglese William Stanley Jevons (1835-1882) si dichiara convinto che il valore delle merci dipenda prevalentemente dalla loro utilità. Tale posizione, come egli stesso ha modo di rilevare, è in aperta contrapposizione con il pensiero degli autori che lo avevano preceduto, in particolare con Smith e Ricardo, secondo i quali il valore dei beni dipendeva invece dal loro costo di produzione.
La convinzione che l'utilità sia l'elemento in grado di generare il valore delle merci spinge Jevons a indagarne le caratteristiche in modo più dettagliato.
Il principio dell'utilità marginale
L'idea che l'utilità non sia una caratteristica propria del bene, ma esprima piuttosto il rapporto che si stabilisce tra il bene e la persona, permette a Jevons di considerare l'utilità come una grandezza variabile formulando così il principio dell'utilità marginale decrescente. Esso mostra i diversi gradi di utilità che il consumatore può ricavare dal consumo di dosi successive del bene. Possiamo vedere che l'utilità marginale decresce in modo continuo. Il punto S in cui la funzione taglia l'asse delle ascisse rappresenta il punto di sazietà: in questo punto infatti l’utilità marginale è uguale a zero. Proseguendo verso destra la funzione assume valori negativi: il bene diviene infatti disutile.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra la teoria del valore di Jevons e quella di Smith e Ricardo?
- Cosa implica il principio dell'utilità marginale decrescente secondo Jevons?
- Come Jevons definisce l'utilità in relazione al bene e al consumatore?
Jevons sostiene che il valore delle merci dipende principalmente dalla loro utilità, contrariamente a Smith e Ricardo, che affermano che il valore è determinato dal costo di produzione (testo).
Il principio dell'utilità marginale decrescente indica che l'utilità che un consumatore ricava dal consumo di dosi successive di un bene diminuisce progressivamente, fino a raggiungere un punto di sazietà in cui l'utilità marginale è zero (testo).
Jevons definisce l'utilità non come una caratteristica intrinseca del bene, ma come un rapporto variabile tra il bene e la persona, evidenziando che l'utilità può cambiare a seconda del contesto e del consumo (testo).