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Utopia, antiutopia, distopia: immaginare il futuro per comprendere il presente

Docente: Simona Micali

Anno acc. 2020-2021

By Michele Cavallaro

Per cominciare...

Utopia, antiutopia e distopia

Utopia e distopia non sono semplicemente dei generi letterari ma fanno parte della nostra quotidianità.

Utopìa s. f. [dal nome fittizio di un paese ideale, coniato da Tommaso Moro nel suo famoso libro Libellus ... de optimo reipublicae statu deque nova Insula Utopia (1516), con le voci greche οὐ «non» e τόπος «luogo»; quindi «luogo che non esiste»]. – 1. Formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come ideale e come modello; il termine è talvolta assunto con valore fortemente limitativo (modello non realizzabile, astratto), altre volte invece se ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale (in questo senso utopia è stata contrapposta a ideologia). 2. estens. Ideale, speranza, progetto, aspirazione che non può avere attuazione: la perfetta uguaglianza fra gli uomini è un’u.; la pace universale è sempre stata considerata un’u.; queste sono utopie!

Uno degli esempi di utopia è rappresentato dalla canzone Imagine di John Lennon. In questa canzone viene immaginato un mondo senza conflitti, immaginato tutto ciò che deve sparire affinché il mondo sia più pacifista, ad esempio le nazioni, le religioni, la fame, l'avidità.

Panglossismo

Pan-glos-sì-smo

Significato: inclinazione a credere di vivere nel migliore dei mondi possibili.

Etimologia: dal nome di Pangloss, personaggio del "Candido" di Voltaire.

Nel racconto di Voltaire, il dottor Pangloss è il precettore di Candido. Ha una teoria, mutuata dal filosofo tedesco Leibniz, secondo cui viviamo nel migliore dei mondi possibili. Si tratta di una teoria che può essere sostenuta in termini metafisici e teologici (il mondo è stato creato da un dio perfetto et similia), ma in termini pratici è indifendibile: Pangloss è quindi la caricatura dell'irriducibile ottimista, che non perde occasione per notare e far notare come tutto volga al meglio - a dispetto dei più atroci accadimenti e delle sorti più sfortunate.

Il nome di Pangloss deriva dal greco πᾶν (pân, "tutto") e γλῶσσα (glôssa, "lingua, linguaggio"). Il personaggio cui si ispirava Voltaire era infatti il filosofo e scienziato Leibniz, che sperava di poter ricostruire tutte le lingue del mondo secondo degli elementi minimi comuni a tutte (da cui "Panglossa").

Il termine utopia si associa di solito a un'idea di irrealizzabilità (il primo a farne uso con questo significato fu Thomas More nel suo romanzo "Utopia"). Nell'uso comune, l'accezione in cui viene utilizzato il termine è quella che deriva etimologicamente dal gr. eu ("buono, bene") e topos ("luogo"), cioè il paese, la comunità ideale. L'utopia coincide dunque con l'eutopia, cioè un luogo che non esiste, ma che è un mondo ideale, archetipico. Nel momento in cui però si inventa questo mondo lo si deve rendere possibile, come il mondo delle fiabe, che pur non essendo reale corrisponde ad una logica. Utopia si definisce come tale solo quando il mondo immaginato, per quanto difficile, è potenzialmente possibile.

Il mondo che ci racconta John Lennon non è come il mondo che ci racconta Star Trek, poiché in quest'ultimo vi è questa grande confederazione galattica in cui tutti si sentono parte di un'unica comunità, non ci sono distinzioni religiose, tutte le razze sono le benvenute. Il mondo di Star Trek è un mondo plausibile perché se lo guardiamo dobbiamo crederci e dobbiamo accettarne i contenuti, anche se sono di natura finzionale (vd. Patto di lettura, Virginia Woolf). L'utopia è anche desiderio di un mondo migliore, il contrario dell'essere realisti. L'utopista è quello che dice "ora creo un movimento di gente onesta, così andremo in parlamento e cambieremo le cose", è persona che è fortemente convinta di poter cambiare la condizione umana, una persona che è fiduciosa nella realizzabilità di una politica migliore.

Distopia

Distopìa s. f. [comp. di dis-2 e (u)topia]. – Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa).

Il mondo distopico è un mondo indesiderabile.

Un esempio di distopia nella quotidianità è rappresentato dallo spot della Apple al Super Bowl del 1984, con la regia di Ridley Scott. Questo spot ha avuto un successo enorme ed è stato l'inizio del mito Apple. L'idea della Apple era quello di proporre un dispositivo che fosse alla portata di tutti, facile da usare e dallo stile futuristico e per farlo hanno usato questo spot.

1984 (spot)

1984 è lo spot pubblicitario della Apple, con il quale è stato presentato il personal computer Macintosh. È oggi considerato come una pietra miliare della cinematografia pubblicitaria.

Lo spot apre su una scenografia di tipo industriale, rappresentata con colori blu e grigi. Si vede una fila di persone (di genere ambiguo) che marciano all'unisono. Procedono in un lungo tunnel costantemente controllati da telecamere. Appare l'immagine dell'eroina che viene a liberarli, i colori brillanti delle inquadrature evidenziano il contrasto. Più che un soldato, come i personaggi che marciano in fila, lei appare come una atleta. Corre reggendo un grosso martello e veste una specie di divisa da atletica leggera.

L'eroina è inseguita da guardie (presumibilmente agenti della Psico-Polizia orwelliana) con uniformi antisommossa e caschi che coprono i loro volti, armate di manganelli.

Si alternano immagini della protagonista che corre inseguita dalle guardie e della folla di persone spersonalizzate che marciando si dispone in una sala dove su un grande schermo è proiettato il volto in primo piano di un uomo (che evidentemente allude al Grande Fratello orwelliano, impersonato dall'attore David Graham che tiene un discorso:

(EN) «Today, we celebrate the first glorious anniversary of the Information Purification Directives. We have created, for the first time in all history, a garden of pure ideology. Where each worker may bloom secure from the pests of contradictory and confusing truths. Our Unification of Thoughts is more powerful a weapon than any fleet or army on earth. We are one people, with one will, one resolve, one cause. Our enemies shall talk themselves to death and we will bury them with their own confusion. We shall prevail!»

(IT) «Oggi, noi celebriamo il primo glorioso anniversario delle Direttive sulla Purificazione dell'Informazione. Noi abbiamo creato, per la prima volta in tutta la storia, un paradiso di pura ideologia. Dove ciascun lavoratore può realizzarsi al sicuro da invasioni destabilizzanti di verità contraddittorie e arrecanti confusione. La nostra Unificazione dei Pensieri è un'arma più potente di qualsiasi flotta o armata sulla terra. Noi siamo un popolo, con una volontà, una risoluzione, una causa. I nostri nemici dovranno parlare a sé stessi fino alla morte e noi li sotterreremo con la loro stessa confusione. Noi vinceremo!»

L'eroina, ormai giunta vicino allo schermo, lancia il martello contro di esso con un urlo liberatorio, prima di essere raggiunta dalle guardie che la inseguono. Il martello lo colpisce proprio mentre il grande fratello annuncia «Noi vinceremo!» e lo schermo viene distrutto in una esplosione di fumo e luce.

Lo spot si conclude con uno slogan che recita:

(EN) «On January 24th, Apple Computer will introduce Macintosh. And you'll see why 1984 won't be like “1984”.»

(IT) «Il 24 gennaio Apple introdurrà Macintosh. E capirete perché il 1984 non sarà come “1984”.»

"1984" cerca di descrivere come l'utilizzo di cattive tecnologie possa portare ad un'uniformazione delle persone che acquistano computer prodotti in massa. Nello specifico, "1984" è un chiaro riferimento a come Apple, nell'idea di Jobs, si dovesse elevare ad unica forza minore in grado di contrastare il predominio dei dispensatori di cattive tecnologie rappresentati nello spot con l'immagine del "Grande Fratello" di Orwell, un chiaro riferimento a IBM che, in quel periodo, stava imponendo il suo Personal Computer in maniera forte. Non è comunque solo IBM nel mirino di "1984" ma ogni società che rappresenti un accentramento di potere.

In questo spot viene citato 1984 di George Orwell nella sua proposta di un mondo libertario (la ragazza che tira il martello contro lo schermo e spacca il faccione dell'uomo che sta descrivendo l'umanità come alienata e fatta dal pensiero unico, che impersona il Big Brother orwelliano).

Ma cosa c'entra il Macintosh in questo riferimento letterario? Prima di tutto bisogna sapere che il commercio di computer era un monopolio, era nelle mani di un solo produttore (in quel periodo vi era solo la Microsoft che creava sistemi operativi, motori di ricerca e poteva appunto controllare tutti i personal computer): ciò che lo spot vuole veicolare è che ora le persone hanno una scelta in più, possono abbattere quel “Big Brother” rappresentato dalla Microsoft, che aveva il potere di filtrare i contenuti secondo i suoi interessi e presentarli a tutti nella stessa maniera, e scegliere di affidarsi alla Apple, creando una concorrenza, esempio di mercato libero e di democrazia.

Questo messaggio poteva essere veicolato in molti modi, ma si è scelto di fare ricorso all'immaginario della distopia. In primo luogo perché il 1984, anno in cui è uscito lo spot, è una data simbolica, si rifà al celebre romanzo di George Orwell 1984, in cui compare l'entità Big Brother che nello spot è rappresentato implicitamente da Bill Gates.

Mondi indesiderabili

Di questi mondi indesiderabili ce ne sono di diverso tipo:

Antimondo

Antimondo: costruito per rovesciamento rispetto al mondo in cui viviamo, in cui tutto è brutto e triste, mirando a persuadere la convinzione che invece il nostro è "il migliore dei mondi possibili" (vd. pensiero di Leibniz). Uno degli esempi di distopia nella rappresentazione cinematografica è rappresentato da "L'uomo nell'alto castello" (The man in the high castle), riadattamento del romanzo di Philip Dick La svastica sul sole, che risponde alla domanda "che cosa sarebbe successo se i nazisti avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale?". Esso racconta un mondo assolutamente a noi contemporaneo, prendendo in considerazione un evento del passato che ha avuto un epilogo diverso. Opere come queste vogliono far capire che, forse, qualcosa di buono in questo mondo è accaduto (la fine del regime nazista), e lo fanno elogiando il nostro mondo. Un altro esempio di distopia è "Watchmen", più precisamente un ucronia, non un mondo indesiderabile ma in cui vi è una fortissima tensione razziale; "V for Vendetta" è un altro film che prende in considerazione un vero e proprio antimondo.

Una celebre citazione di Philip Dick, in occasione della domanda di come stesse andando l'America negli anni '70, dice "dovreste vedere quanto poteva andare peggio se i nazisti avessero vinto la guerra".

La svastica sul sole, Philip K. Dick

La svastica sul sole, Philip K. Dick è un romanzo di fantascienza di Philip K. Dick del 1962 che racconta un presente alternativo in cui i giapponesi imperiali e i nazisti tedeschi hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e si sono spartiti il mondo e gli Stati Uniti d’America. I giapponesi governano nel lato del Pacifico, luogo dove si svolge la maggior parte dell’azione delle cinque sottotrame che Dick sviluppa lungo tutto il romanzo.

I nazisti, sempre infidi e presi dai loro giochi di potere progettano una terza guerra mondiale per conquistare l’Impero giapponese, con i quali si trovano da tempo in un clima di guerra fredda analogo a quello che, nel nostro mondo, divide Stati Uniti e Unione Sovietica in quegli anni.

Un'ottima chiave di lettura sono i libri che i personaggi hanno con loro: l’i-ching, il libro cinese degli oracoli, e La cavalletta non si alzerà mai più, scritto dallo scrittore Hawthorne Abendsen, libro di fantapolitica nel libro, in cui si racconta di un mondo in cui l’Asse ha perso la guerra e Stati Uniti e Impero britannico si sono divisi il mondo.

Si tratta di un libro proibito, naturalmente, ma che leggono tutti. Joe Cinnadella, sedicente camionista ed ex veterano di guerra italiano, ma in realtà sicario delle SS, lo vuole stanare e uccidere, non prima di essersi fatto raccontare la verità. Perché sono in molti a credere che il romanzo di Hawthorne racconti qualcosa di più; che non sia solo fiction.

Juliana se ne rende presto conto: “In questo libro c’è molto di più“, ragiona. “Che cosa voleva dire Abendsen? Niente sul suo mondo di fantasia. Sono io la sola a saperlo? (…). Ci ha parlato del nostro mondo. Di questo mondo che in questo momento è intorno a noi”.

Dick ci spiega che non siamo gli unici al mondo e che esistono mondi paralleli rappresentati, nel romanzo, dall’i-ching e da La cavalletta non si alzerà mai più. C’è dell’altro: questi mondi paralleli influenzano le nostre scelte. Juliana, una dei protagonisti, lo consulta alla fine del romanzo, ma capisce che, anche cambiando gli eventi, il risultato è sempre lo stesso. Perché il Male è più forte di ogni cosa e agisce sotto pseudonimo manipolando le persone. Non esiste il mondo ideale e nella realtà ogni cosa, anche il bene, ha il suo effetto negativo. Dick, allora, da grande scrittore qual era, dà al lettore una soluzione, che afferisce alla semantica: creare sempre una storia alternativa alla storia alternativa per vivere il presente.

Profezia, anticipazione

Profezia, anticipazione: parla di ciò che può succedere nel giro di qualche anno, cioè eventi catastrofici e distruttivi. Funzionano come delle messe in guardia (distopia come warning), cioè invitano al cambiamento presentando i possibili esiti futuri del mondo in cui si vive ora (eg. i cambiamenti climatici, le violenze, i conflitti, gli esperimenti genetici) che è lo stesso di quello in cui vivono i protagonisti della storia. Esempio è il film Underworld, in cui viene mostrato un mondo che è andato sommerso dall'acqua a causa del riscaldamento globale.

Allegoria

Allegoria: mondi che non esistono ma che in qualche modo rappresentano il nostro in forma estremizzata, simbolica gli elementi del nostro mondo. Lo spot della Apple calza in questa tipologia di distopia: non si sta parlando di un futuro (il Macintosh altrimenti ci ritroviamo nel mondo del Grande Fratello), ma ci parla dell'oggi, in cui il Big Brother è rappresentato dalla Microsoft e tutti i cittadini di Oceania idiotizzati davanti allo schermo sono gli utenti dei computer nei primi anni 80, sottoposti ad un unico modello e quindi ad un unico pensiero. È un mondo che non esiste ma che il pubblico deve rintracciare nel mondo in cui vive. La ragazza che tira il martello è Steve Jobs che lancia il nuovo dispositivo sul mercato.

Il processo, Franz Kafka

Il processo, Franz Kafka è un romanzo incompiuto di Franz Kafka scritto in tedesco fra il 1914 e il 1915, pubblicato postumo per la prima volta nel 1925. Una delle sue migliori opere, esso racconta la storia di Joseph K., un uomo arrestato e perseguito da una remota, inaccessibile autorità, mentre la natura del suo crimine non viene rivelata né al protagonista né al lettore. Nell'opera è indagata anche la passiva accettazione, da parte degli altri personaggi, dell’ineluttabilità di una giustizia che funziona come un fenomeno fisico, con sue logiche autoreferenziali e insondabili, contro cui a nulla servono la razionalità e la lucidità di Josef K., processato per motivi misteriosi.

Questo capolavoro “astratto” della letteratura mondiale verte sul controverso tema della giustizia e di conseguenza, sulla colpa e redenzione dell’uomo. Una parola potrebbero riassumere al meglio la principale caratteristica dell’uomo kafkiano, nonché del personaggio-uomo novecentesco: angoscia. Angoscia perché non si riesce ad essere autentici, perché si è impossibilitati a stabilire rapporti veri in amicizia, in amore e con l’altro, in un mondo dove nessuno si può fidare dell’altro.

Un esempio di allegoria distopica è "Il processo" di Kafka, in cui l'autore viene a conoscenza del fatto di essere stato citato in giudizio senza sapere il capo d'accusa e comincia a scervellarsi su quale possa essere, riflettendo su quanto possa essere fasullo un tribunale che promuove delle accuse senza dare informazioni di tale rilevanza. Questo romanzo, come tante altre storie di Kafka, è ambientato in un mondo che non è il nostro ma che ne è una versione allegorica, nello specifico si riferisce a un tipico immaginario ebraico, in cui il fedele ebreo è colpevole di qualcosa che lui non ha commesso consciamente ma che deve comunque espiare: esattamente come accade ai personaggi dei suoi racconti, che si ritrovano all'improvviso all'interno di una macchina infernale di un processo da cui non riescono a sfuggire.

Attraverso una distopia il testo mette in evidenza degli aspetti del nos.

Vuoto, incomunicabilità, senso di sconfitta.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mikyjuventino2000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Micali Simona.
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