Concetti Chiave
- Il Palazzo Ducale di Urbino, voluto dal duca Federico da Montefeltro, è un simbolo del potere e prestigio della città, descritto come una «città in forma di palazzo» da Baldassarre Castiglione.
- La sua architettura, che si integra con il paesaggio collinare, è tra le prime in Italia a considerare l'ambientazione circostante, articolandosi su diversi livelli.
- Luciano Laurana ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto, introducendo innovazioni architettoniche come la Facciata dei torricini e il piano inferiore del Cortile d'onore.
- Il Cortile d'onore, cuore del palazzo, unisce stili medievali e rinascimentali, con un loggiato che conferisce un aspetto classicheggiante e solenne.
- Lo Studiolo di Federico, caratterizzato da tarsie lignee illusionistiche e ritratti di uomini illustri, rappresenta un importante esempio di arte rinascimentale all'interno del palazzo.
Il simbolo del potere ducale
Il Palazzo ducale di Urbino fu voluto dal duca Federico da Montefeltro come simbolo prestigioso del proprio potere. All'inizio del Cinquecento, lo scrittore Baldassarre Castiglione definì la dimora «una città in forma di palazzo», esaltandone così le dimensioni, l’impianto razionale e la complessità: la città si identificava con il suo palazzo signorile, che le conferiva prestigio e visibilità.
Architettura e paesaggio
Lo splendore della sua architettura, per un centro che allora era di piccole dimensioni, rivestiva una funzione politica decisiva. Inoltre il palazzo è forse il primo esempio in Italia di edificio che tiene conto del paesaggio circostante, in quanto si conforma al declivio della collina su cui sorge e nel contempo si inserisce armoniosamente nella realtà urbana. Costruito su uno scosceso pendio, si articola infatti su diversi livelli: nella parte superiore aperta sulla città, dove oggi si trova l’ingresso principale, il dislivello è stato attenuato creando una facciata bassa e lunga, che ricorda il prospetto di una villa di stile classico; per la parte opposta, ai piedi della collina, è stata scelta una struttura alta e stretta, chiusa da due snelle torri svettanti (i celebri “torricini”) sul modello dei castelli medievali.
Contributi di Laurana e Martini
La realizzazione di questo palazzo ideale proseguì per quasi trentanni dal 1455 circa al 1482, ma la vera svolta al progetto, verificatasi a partire dal 1466, si deve all’architetto dalmata Luciano Laurana (1420 circa-1479), giunto da Mantova dove aveva conosciuto Alberti. Laurana concepì l’impostazione generale del nuovo complesso, elevò la Facciata dei torricini e realizzò il piano inferiore del Cortile d’onore. Nel 1472 la direzione del cantiere fu affidata al senese Francesco di Giorgio Martini (1439-1502), che, lavorandovi fino al 1482, completò il cortile e realizzò gli spazi interni, le logge, il giardino pensile e una grande rampa elicoidale che collegava il palazzo alle scuderie ducali e al Mercatale, l’ampio terrapieno dove si svolgevano le attività commerciali della città.
La facciata dei torricini
Una delle più originali invenzioni di Laurana è la Facciata dei torricini. Stretta fra due alte torri gemelle, presenta una serie sovrapposta di logge: mentre queste, ispirate alla tipologia dell’arco di trionfo romano, rispecchiano concezioni rinascimentali, lo slancio verso l’alto e le cuspidi poste a coronamento appaiono ancora goticheggianti. Il lato del palazzo orientato verso la campagna è la parte più visibile dell’edificio e la più monumentale, pensata per segnalare da lontano la potenza dei Montefeltro.
Il cortile d'onore
Cuore del palazzo è il vasto e splendido Cortile d’onore, che raccorda edifici medievali e ambienti rinascimentali. Il loggiato al piano terreno si basa sulla ripetizione del modulo dell’arco a tutto sesto, di origine fiorentina e brunelleschiana, che conferisce alla struttura un aspetto classicheggiante, essenziale e solenne come gli spazi dipinti da Piero della Francesca a Urbino. Il piano nobile è scandito da una serie di lesene (collocate in corrispondenza delle colonne del loggiato), che inquadrano finestre rettangolari architravate. Sopra, due attici arretrati riprendono, semplificato, lo schema del primo piano.
Rispetto ai modelli fiorentini, Laurana ha concepito lo spazio e le superfici non tanto in senso plastico, quanto piuttosto come parti di un organismo definito dalla luce e dai colori: ai delicati contrasti tra il bianco delle lesene e il rosato pallido delle pareti si unisce il gioco tra la luminosità del piano nobile e la penombra che percorre le arcate sottostanti.
Studiolo e biblioteca di Federico
Le stanze private di Federico comprendevano fra l’altro una biblioteca con annesso il famoso Studiolo, un piccolo locale senza finestre e con le pareti rivestite da tarsie lignee che riproducono illusionisticamente armadi aperti contenenti libri e altri oggetti, nicchie con statue delle Virtù teologali, logge affacciate su paesaggi naturali. In alto corre un doppio registro con ventotto ritratti di uomini illustri, religiosi e laici, opera del pittore fiammingo Giusto di Gand (circa 1460-75) e dello spagnolo Pedro Berruguete (circa 1450-1504).
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del Palazzo Ducale di Urbino per il duca Federico da Montefeltro?
- In che modo il Palazzo Ducale si integra con il paesaggio circostante?
- Chi sono gli architetti principali coinvolti nella costruzione del Palazzo Ducale e quali sono i loro contributi?
- Quali caratteristiche distintive presenta la Facciata dei torricini?
- Che ruolo ha il Cortile d'onore all'interno del Palazzo Ducale?
Il Palazzo Ducale di Urbino, voluto dal duca Federico da Montefeltro, rappresenta un simbolo prestigioso del suo potere, come evidenziato da Baldassarre Castiglione che lo definì «una città in forma di palazzo».
Il Palazzo Ducale è considerato il primo esempio in Italia di edificio che si conforma al paesaggio, adattandosi al declivio della collina e armonizzandosi con la realtà urbana, come descritto nel testo.
Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini sono i principali architetti; Laurana concepì l'impostazione generale e la facciata dei torricini, mentre Martini completò il cortile e gli spazi interni, come riportato nel testo.
La Facciata dei torricini, progettata da Laurana, è caratterizzata da logge sovrapposte ispirate all'arco di trionfo romano, con elementi gotici, e rappresenta la parte più monumentale del palazzo, evidenziando la potenza dei Montefeltro.
Il Cortile d'onore è il cuore del palazzo, collegando edifici medievali e rinascimentali, e presenta un loggiato classicheggiante che riflette l'arte di Piero della Francesca, come descritto nel testo.