Concetti Chiave
- Protagora di Abdera, noto sofista, ha avuto un ruolo cruciale nella cultura e politica dell'antica Grecia, ricevendo incarichi importanti da Pericle.
- Nella sua opera "Verità", Protagora enfatizza la centralità dell'essere umano, ponendo interrogativi sulla misura e sulla verità.
- Accusato di empietà per le sue teorie agnostiche, le opere di Protagora furono bruciate e lui fu condannato all'esilio.
- La sua famosa affermazione che "l'uomo è misura di tutte le cose" suggerisce l'assenza di verità e norme assolute, enfatizzando la soggettività del giudizio umano.
- Protagora sostiene che il bene e il giusto variano in base ai soggetti che li percepiscono, riflettendo una visione relativistica della moralità.
Protagora e il suo ruolo
Protagora di Abdera (485-420 circa a.C.) è senz’altro il sofista più celebrato e popolare, che ha ricoperto un ruolo significativo non solo in ambito culturale, ma anche nella scena politica; lo stesso Pericle gli affida importanti incarichi, tra cui quello di redigere la costituzione della colonia panellenica di Turi. Platone lo presenta come un vero e proprio maître à penser (letteralmente “maestro di pensiero”, cioè colui che riesce a dare un orientamento culturale all’ambiente in cui vive): non vi è dubbio infatti che egli abbia influenzato la cultura ateniese esercitando per ben quarant’anni la professione di sofista.
La centralità dell'essere umano
Nella sua opera più importante, intitolata Verità, egli esprime già nella celebre apertura la centralità dell’essere umano. Come altri filosofi dell’epoca però, Protagora viene accusato di empietà per le sue teorie agnostiche riguardo alla divinità, le sue opere vengono bruciate pubblicamente ed egli viene condannato all’esilio. Ma in che senso l’uomo sarebbe misura di tutte le cose? E poi, di quali cose esattamente? Bisogna ammettere che non è così semplice rispondere in modo univoco a questi due interrogativi (del resto gli stessi antichi forniscono soluzioni diverse).
Interpretazioni della misura umana
Secondo l’interpretazione più comune e diffusa, la sentenza intende in primo luogo negare l’esistenza di verità e di norme assolute; le cose sono solo come e nel momento in cui appaiono agli uomini: non esistono un bene assoluto, un giusto assoluto, ma un bene e un giusto per gli uomini, e dunque un bene e un giusto che si modificano nella misura in cui cambiano i soggetti che li giudicano.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Protagora nella cultura e nella politica ateniese?
- Qual è il concetto centrale dell'opera "Verità" di Protagora?
- Come viene interpretata la frase "l'uomo è misura di tutte le cose"?
Protagora di Abdera è considerato il sofista più celebre e influente, ricoprendo un ruolo significativo sia in ambito culturale che politico, tanto che Pericle gli affida importanti incarichi, come la redazione della costituzione della colonia di Turi.
Nella sua opera "Verità", Protagora esprime la centralità dell'essere umano, affermando che l'uomo è misura di tutte le cose, un concetto che implica la negazione di verità e norme assolute.
L'interpretazione più comune suggerisce che questa frase nega l'esistenza di verità assolute, affermando che le cose esistono solo come appaiono agli uomini, con il bene e il giusto che variano in base ai soggetti che li giudicano.