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Concetti Chiave

  • Il Veneto fu annesso nel 1866, ma la questione romana rimaneva irrisolta, con il desiderio di Cavour di rendere Roma la capitale d'Italia.
  • Cavour propose la formula "libera chiesa in libero stato" per stabilire un nuovo rapporto tra Stato e Chiesa, auspicando una rinuncia al potere temporale da parte della Chiesa.
  • Le trattative con Pio IX furono infruttuose, con il Papa supportato da Napoleone III, ostacolando una soluzione pacifica.
  • La guerra franco-prussiana nel 1870 portò alla fine del potere temporale del papato, consentendo l'entrata delle truppe italiane a Roma.
  • La legge delle guarentigie del 1871 regolò i rapporti tra Italia e Santa Sede, ma fu rifiutata da Pio IX, che riaffermò l'indissolubilità dei poteri spirituale e temporale.

Che cosa comportò l'annessione del Veneto e la questione romana?

Il Veneto era stato annesso nel 1866 con la partecipazione del Regno D’Italia alla guerra austro-prussiana (terza guerra d'indipendenza). Restava il problema dell’annessione dei territori dello Stato della chiesa, nota come “questione romana”.

Cavour e la formula "libera chiesa in libero stato"

Cavour aveva affermato che senza Roma capitale l’unione d’Italia non sarebbe mai stata completa; con la formula “libera chiesa in libero stato” aveva proposto un nuovo rapporto fra Stato e Chiesa in base al quale quest’ultima, rinunciando al potere temporale, avrebbe svolto meglio la funzione spirituale.

Trattative con Pio IX e Napoleone III

Tutte le trattative con Pio IX per una soluzione pacifica furono vane. Il Pontefice, inoltre, trovava in Napoleone III un difensore degli interessi papali, tanto da mantenere le proprio truppe a difesa dello Stato pontificio. Il governo cercò allora di accordarsi con Napoleone III, che restava il vero ostacolo per una conquista militare: la Francia si impegnava a ritirare, entro due anni, le proprie truppe da Roma e l’Italia a non attaccare lo Stato pontificio, e si impegnava a trasferire la capitale da Torino a Firenze.

Il sillabo di Pio IX e la laicità dello Stato

Nel 1864, Papa Pio IX emanò il sillabo, in cui si condannavo tutti gli “ismi” e altre proposizioni che la Chiesa considerava come incompatibili con la dottrina cristiana, ad esempio la tesi che “in questa nostra età non conviene più che la religione cattolica si ritenga come l’unica religione di stato”. Fra quelli che erano definiti errori figuravano la libertà di culto e di manifestare pubblicamente qualunque opinione. Si trattava di una rottura radicale con i principi fondatori del nuovo stato, primo tra tutti la laicità.

Fine del potere temporale del papato

La guerra franco-prussiana segnò la fine del potere temporale del papato.

Il governo italiano infatti, libero dal timore di un intervento francese (dato che erano impegnati nella guerra contro la Prussia), ordinò alle sue truppe di impadronirsi di Roma. Garibaldi, seguito da un reggimento di bersaglieri, dopo essersi aperto a cannonate un varco a porta Pia, entrò nella futura capitale d’Italia.

Legge delle guarentigie e reazioni papali

Nel 1871 il governo italiano approvò la legge delle guarentigie, che regolò il rapporto tra Regno d'Italia e Santa Sede fino al 1929, quando furono stipulati i patti lateranensi.

Garantiva al Pontefice l’inviolabilità della persona, onori sovrani, il diritto di avere al proprio servizio guardie armate a difesa dei palazzi, esentati dalle leggi italiane. Inoltre erano garantiti contributi in denaro, al clero veniva riconosciuta libertà di riunione illimitata e i vescovi erano esenti dal giuramento al re. Pio IX dichiarandolo inaccettabile, emanò l’enciclica “ubi nos” ribadendo che il potere spirituale non poteva essere disgiunto da quello temporale. Lo Stato rispose, sollecitato dall'anticlericalismo della sinistra, sopprimendo le facoltà di teologia dalle università italiane.

Non expedit e rientro dei cattolici nella politica

I rapporti peggiorarono fino al “non expedit” del 1874. Dichiara inammissibile per i cattolici italiani partecipare alle elezioni politiche del Regno d’Italia e alla vita politica in generale.

Soltanto nell’età giolittiana il divieto verrà progressivamente eliminato, fino al rientro dei cattolici nella vita politica grazie al patto Gentiloni del 1913.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la posizione di Cavour riguardo alla questione romana?
  2. Cavour sosteneva che l'unione d'Italia non sarebbe stata completa senza Roma capitale e propose la formula "libera chiesa in libero stato" per stabilire un nuovo rapporto tra Stato e Chiesa, in cui quest'ultima avrebbe rinunciato al potere temporale.

  3. Quali furono le conseguenze del sillabo di Pio IX per la laicità dello Stato italiano?
  4. Il sillabo di Pio IX, emanato nel 1864, condannava le idee considerate incompatibili con la dottrina cristiana, come la libertà di culto, segnando una rottura con i principi di laicità fondatori del nuovo Stato italiano.

  5. Come si concluse il potere temporale del papato?
  6. La guerra franco-prussiana permise al governo italiano di liberarsi dalla protezione francese, portando all'entrata delle truppe italiane a Roma e alla fine del potere temporale del papato.

  7. Quali furono le principali disposizioni della legge delle guarentigie del 1871?
  8. La legge delle guarentigie garantiva al Pontefice inviolabilità, onori sovrani, libertà di riunione per il clero e esenzioni dalle leggi italiane, ma fu considerata inaccettabile da Pio IX, che ribadì l'indissolubilità del potere spirituale e temporale.

  9. Cosa significava il "non expedit" per i cattolici italiani?
  10. Il "non expedit" del 1874 dichiarava inammissibile la partecipazione dei cattolici italiani alla vita politica e alle elezioni, un divieto che fu progressivamente eliminato solo durante l'età giolittiana, culminando nel rientro dei cattolici nella politica con il patto Gentiloni del 1913.

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