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Concetti Chiave

  • Il conflitto tra rossi e bianchi scoppiò dopo la pace del 1917, con i rossi sostenitori dei soviet e i bianchi desiderosi del ritorno al regime zarista, supportati dalle grandi potenze.
  • L'Armata Rossa, costituita per mantenere l'indipendenza del paese, mise fine alla guerra civile entro il 1922, portando alla proclamazione della Repubblica socialista federativa sovietica russa.
  • Lenin implementò il comunismo di guerra per affrontare la crisi economica, seguito dalla Nuova Politica Economica (Nep) che riaprì il commercio ai contadini per rivitalizzare l'economia.
  • Stalin, successore di Lenin, impose la collettivizzazione forzata e pianificò l'industrializzazione, creando nuovi centri industriali e migliorando le infrastrutture del paese.
  • Il periodo delle grandi purghe sotto Stalin vide l'eliminazione fisica di oppositori e una repressione sistematica di dissenso, con circa 35.000 uccisioni, accompagnata da intensa propaganda a favore del leader.

Conflitto tra rossi e bianchi

Dopo la pace si era creata una difficile situazione. Era scoppiato un conflitto tra rossi, sostenitori dei soviet, e bianchi, che desideravano il ritorno del regime zarista (appoggiati dai contadini). Le grandi potenze, alla fine del 1917, impaurite che le idee socialiste potessero attecchire anche nei loro territori, intervennero militarmente appoggiando i bianchi. Per mantenere l’indipendenza del paese, fu instituita quindi l’Armata Rossa (5 milioni di uomini) che riuscì a mettere fine alla guerra civile entro il 1922. 5 giorni dopo l’eccidio della famiglia imperiale negli Urali, da parte dei soviet per impedire ogni progetto di restaurazione monarchica, il 23 luglio 1918 venne proclamata la Repubblica socialista federativa sovietica russa, con capitale Mosca. Nel marzo del 1919 dopo aver espulso dai soviet i socialisti menscevichi e aver sciolto l’Assemblea costituente, eletta a suffragio universale, Lenin impose il partito comunista russo come unico partito e venne creata anche la famosa polizia segreta chiamata Ceka (contro rivoluzioni e sabotaggi). Dopo aver consolidato il potere Lenin inizia un processo di rinnovamento della società.

Provvedimenti del governo bolscevico

I provvedimenti del governo bolscevico (controllo operaio sulle fabbriche, no commercio privato, no sciopero, no debiti esteri, confisca beni della chiesa) non migliorarono la situazione politica e sociale, ecco perché Lenin dette vita al comunismo di guerra, con il quale sottopose ad un controllo forzato tutti i beni e la produzione contadina per rispondere alle esigenze alimentari della popolazione. Così tutto quello che eccedeva veniva confiscato in massa. Questo provocò malcontenti nei contadini specialmente nei più piccoli. Per porre fine a queste cose fu usata la polizia per reprimere ogni forma di dissenso. Nel 1921 la situazione politica sembrò migliorare anche se tutto il paese versava in condizioni di estrema tensione sociale aggravata dalla crisi agricola. Per risolvere tali problemi, Lenin diede una parziale libertà nel commercio, questo nuovo indirizzo economico prese il nome di Nep (nuova politica economica), ed era diretto soprattutto ai contadini. Questa politica rivitalizzò l’economia in generale. Non ci furono aperture nei riguardi del clero al quale era proibito insegnare la religione e altre limitazioni, se avessero disubbidito potevano anche essere condannati ai lavori forzati. Nelle scuole fu quindi insegnato il Marxismo e l’Ateismo.

Lenin e la terza internazionale

Lenin voleva trarre vantaggio dalla crisi dei paesi europei. Lui pensava che la rivoluzione russa era solo la prima tappa per una rivoluzione ancora più grande e su scala mondiale. Proprio a questo scopo Lenin aveva creato la terza internazionale. Consapevole anche della necessità di far uscire la Russia dall'isolamento politico in cui era stata coinvolta, la nuova internazionale ebbe come primario obiettivo quello di avvicinarsi agli altri Stati europei, avvicinamento che fu riconosciuto ufficialmente nel 1924.

Ciò però provocò una scissione all’interno della terza internazionale: gli idealisti che erano sostenitori della rivoluzione permanente, e i politici erano più realisti. I politici sostennero la teoria del socialismo in un paese solo capace di porsi come fulcro per il rinnovamento dei singoli paesi. Lenin inoltre voleva dare una giusta organizzazione territoriale e a tale scopo formò l'unione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss), al quale venne data la sua prima costituzione il 31 gennaio 1924.

Ascesa di Stalin e collettivizzazione

Nel 1924 Lenin morì e gli succedette Stalin, un suo collaboratore. Stalin era stato anche il direttore di un quotidiano del partito, fondato a Pietroburgo nel 1912. Egli si rese ben presto conto che per andare avanti bisogna progredire nel campo economico (industrializzazione), impose la collettivizzazione forzata della terra e la soppressione della media proprietà agraria (i kulaki, i quali furono brutalmente uccisi, deportati e arrestati per essere poi derubati dei loro averi). La collettivizzazione doveva essere alla base dei piani quinquennali, che avevano lo sviluppo di incrementare la produzione industriale. Venne quindi favorita l'industria pesante, siderurgica ed elettrica. Nel giro di pochi anni sorsero grandi città industriali, collegate da una rete molto fitta di ferrovie; furono costruite centrali elettriche e moderne raffinerie di petrolio.

Gli straordinari progressi compiuti dall'Urss, dipendevano soprattutto dallo sfruttamento economico. Tutte queste caratteristiche si riunivano nello stakanovismo, un movimento che aveva preso il nome da un minatore, chiamato Stakhanov. Grande cura e attenzione fu posta anche alla soluzione dei problemi relativi all'esercito e all’educazione scolastica, al fine di eliminare l'analfabetismo di formare nuove generazioni di intellettuali in grado di dirigere il futuro Stato sovietico.

Stalin e le grandi purghe

Per portare avanti la sua strategia economica, Stalin ricorse al comunismo di guerra di Lenin. Si andarono moltiplicando le eliminazioni fisiche degli alti capi bolscevichi, in favore di un rinnovamento della burocrazia statale. Tra le vittime vi fu lo stesso Trotskij, che venne fatto assassinare nella sua abitazione messicana. Il periodo staliniano vide una serie crescente di processi e di condanne a morte al limite della legalità, moltissimi cittadini furono incolpati di attività anticomuniste e antinazionali. Gli anni compresi tra il 1936 e il 1938 furono definiti come il periodo delle grandi purghe. Il bilancio di tutti quelli che erano stati uccisi fu di circa 35.000, la maggior parte dei quali erano ufficiali di alto e medio grado. Questo fatto era più noto all'estero che all'interno del paese, dove la popolazione era distratta da una intensa propaganda, che mirava ad ammirare Stalin (culto della personalità).

Gulag e reazioni internazionali

Stalin divenne un vero predicatore che soffocò qualunque tipo di opposizione, deportava, massacrava e costringeva ai lavori forzati tutti i vecchi elementi bolscevichi. Tutti alla fine andavano a finire nei Gulag (il termine significa amministrazione statale dei campi), sparsi nelle regioni settentrionali e più inospitali del paese; come la Siberia.

Le grandi potenze democratiche, all'inizio erano preoccupati per la situazione russa, ma dopo furono distratti da un problema ancora più grave; l'avvento del nazionalsocialismo in Germania. Di conseguenza l'Urss venne ammessa nella società delle nazioni e riconosciuta dagli Stati Uniti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali del conflitto tra rossi e bianchi in Russia?
  2. Il conflitto tra rossi, sostenitori dei soviet, e bianchi, che desideravano il ritorno del regime zarista, scoppiò dopo la pace, con le grandi potenze che intervennero militarmente a favore dei bianchi per timore delle idee socialiste (testo).

  3. Che cos'è la NEP e quale impatto ebbe sull'economia russa?
  4. La NEP, o nuova politica economica, introdotta da Lenin nel 1921, concesse una parziale libertà nel commercio, rivitalizzando l'economia e migliorando le condizioni dei contadini, nonostante le restrizioni sul clero e l'insegnamento della religione (testo).

  5. Quale fu il ruolo di Stalin nella collettivizzazione e nell'industrializzazione dell'URSS?
  6. Stalin impose la collettivizzazione forzata della terra e promosse l'industrializzazione, favorendo l'industria pesante e creando grandi città industriali, con l'obiettivo di incrementare la produzione attraverso i piani quinquennali (testo).

  7. Cosa caratterizzò il periodo delle grandi purghe sotto Stalin?
  8. Il periodo delle grandi purghe (1936-1938) vide l'eliminazione fisica di alti capi bolscevichi e una serie di processi e condanne a morte, con circa 35.000 vittime, mentre la propaganda interna esaltava il culto della personalità di Stalin (testo).

  9. Come reagirono le potenze democratiche alla situazione in URSS durante il regime di Stalin?
  10. Inizialmente preoccupate per la situazione russa, le potenze democratiche furono poi distratte dall'avvento del nazionalsocialismo in Germania, portando all'ammissione dell'URSS nella società delle nazioni e al riconoscimento da parte degli Stati Uniti (testo).

Domande e risposte

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