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Concetti Chiave

  • Josip Stalin divenne il leader assoluto dell'Unione Sovietica dopo la morte di Lenin nel 1924, trasformando il paese in una dittatura personale.
  • La propaganda di regime, la censura e un imponente sistema di repressione furono i tre strumenti principali utilizzati da Stalin per mantenere il controllo e far venerare la sua figura.
  • La censura nell'URSS era altamente strutturata, gestita da vari dipartimenti governativi, e garantiva che tutti i media fossero strettamente controllati dallo Stato.
  • Tra il 1934 e il 1938, le purghe staliniane portarono all'arresto e alla condanna a morte di centinaia di migliaia di oppositori, con la creazione dei campi di lavoro Gulag per i prigionieri politici.
  • Stalin morì il 5 marzo 1953 e non visse la fine della Guerra fredda, che iniziò dopo la Seconda guerra mondiale, in cui l'URSS emerse vittoriosa.

Qual è la nascita e l'ascesa di Stalin?

L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), fu uno stato comunista dell'Eurasia nordorientale, che sorse il 30 dicembre 1922 dopo la fine dell'Impero zarista, e si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991.

Uno dei principali personaggi della storia di questo paese fu Josip Stalin, segretario generale, che si contese il governo insieme a Lev Trotskij, leader comunista russo, dopo la morte di Lenin, nel 1924.

Stalin prevalse, e le cose cambiarono radicalmente.

Nell'arco di pochi anni egli trasformò l'Unione Sovietica in una feroce dittatura personale in cui non vi era spazio per nessun tipo di critica nei confronti del potere o di libertà personale.

Egli era diventato il padrone assoluto della Russia.

Strumenti di controllo e propaganda

Furono tre, i principali strumenti con cui Stalin cercò (sopratutto con la forza) di liberarsi di tutti gli oppositori politici e dissidenti e, di far "venerare" la sua figura tra il popolo:

- La propaganda di regime

- La censura

- Un imponente sistema di repressione

Il primo sistema utilizzato, fin dall'inizio fu la propaganda di regime; infatti lo stalinismo fece un ampio uso della propaganda per creare e mantenere il consenso.

Come ogni propaganda, anche quella stalinista deformava la realtà, ne esaltava gli aspetti positivi (o addirittura li inventava) e nascondeva quelli negativi.

Faceva leva principalmente sui punti "deboli" della gente, sopratutto di contadini e operai, donne e giovani, promettendo loro modernizzazione in tutti i campi, eguaglianza e una buona educazione, politica e non, di cui, come sempre, Stalin era il creatore, capace di vedere tutto e di provvedere a tutto per il meglio.

Anche l'arte e la cultura furono ridotte a strumento della propaganda di regime.

La censura nell'Unione Sovietica

Altro fenomeno di grande importanza fu la censura.

La censura è stato un mezzo persuasivo di pressione ideologica dello Stato, che si è dimostrato efficace durante tutta la storia di questo paese, anche se con alti e bassi.

Ci sono stati solo due periodi di allentamento di questo fenomeno: il primo, dopo la morte del dittatore Stalin nel 1953 e il secondo nel corso della politica di "trasparenza" promossa da Gorbaciov nel 1986.

La censura era effettuata tramite due azioni diverse, strettamente coordinate fra loro:

La gestione: La protezione dei segreti di Stato era gestita dalla "Amministrazione principale per la salvaguardia dei segreti dello Stato sulla stampa" (meglio conosciuta con la sigla Glavit), incaricata di censurare qualunque intento di pubblicare o trasmettere segreti sensibili sui giornali.

L'attuazione: Secondo le direttive ideologiche e politiche del Partito Comunista, era attuata attraverso vari dipartimenti governativi specializzati, vale a dire:

- Goskomizdat: censurava tutto quello che riguardava materiale stampato (narrativa, poesia, ecc..)

- Goskino: controllo della cinematografia.

- Gosteleradio: censurava tutto ciò riguardante la radio o la televisione.

- Goskomstat: responsabile di assicurare che i Segreti di Stato e le informazioni sensibili raggiungano solo le mani dei pochi autorizzati. Era chiamato anche "Primo Reparto".

Non solo i riferimenti a eventi inclusi nelle liste nere erano regolarmente rimossi dai testi, ma, se si trattava di persone, anche le loro fotografie e ritratti.

Tutto ciò stava a significare che tutti i media (televisione, radio, libri, riviste e/o giornali) all'interno dell'Unione Sovietica erano assolutamente e strettamente controllati dallo Stato; cioè, attraverso la proprietà esclusiva di tutti i servizi di produzione, lo Stato ha fatto in modo che tutti i membri che lavorino per questi servizi fossero dipendenti statali.

La restrizione della libertà d'espressione fu ampliato ed esteso fino ad arrivare anche alle belle arti, tra cui il teatro, l'opera e il balletto.

Tutti i concerti, i balletti e le opere si potevano effettuare solo in luoghi controllati e preventivamente autorizzati dallo Stato.

Nel 1956 le grandi compagnie russe, come la compagnia del Bol'šoj o del Kirov, cominciarono ad esibirsi in Occidente.

Questo portò molti ballerini a cercare di lasciare l'Unione Sovietica, come fece il ballerino di danza classica Rudolf Nureyev che, il 17 giugno del 1961, al termine della sua tournée con il Kirov a Parigi, riuscì a scappare dall'aeroporto per chiedere asilo politico in Francia.

Repressione e purghe staliniane

L'ultimo fenomeno, il più terribile tra tutti, fu l'enorme sistema di repressione per tutti gli oppositori politici e dissidenti, chevenne attuato in diversi modi.

Già da il 1934 fino al 1938, Stalin eliminò decide di migliaia di oppositori tramite terribili "purghe", che portarono all'arresto e talvolta alla condanna a morte.

La repressione poi si estese a tutta la popolazione, senza eccezioni per nessuno.

Nel solo biennio 1937-38 le condanne a morte furono 750.000, mentre per accogliere i moltissimi prigionieri politici venne organizzata una rete di campi di lavoro che prese il nome di "Gulag", che era la sigla dell'amministrazione poliziesca della quale i campi dipendevano.

I detenuti erano costretti a lavorare fino all'esaurimento delle forze, denutriti ed esposti alle inclemenze del clima, per estrarre minerali e abbattere alberi, scavare canali nel suolo indurito del ghiaccio e costruire tronchi di linee ferroviarie.

Molti dissidenti vennero, invece, condannati dopo processi-farsa, in cui venivano obbligati a confessare colpe inesistenti.

La fine di Stalin e la guerra fredda

Successivamente alla seconda guerra mondiale (da cui l'Unione Sovietica esce vittoriosa) inizia il periodo della "Guerra fredda" contro gli Stati Uniti.

Stalin, però, non ne vide la fine perché un colpo apoplettico lo portò, il 5 marzo 1953, alla morte.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Stalin nella trasformazione dell'URSS?
  2. Stalin, dopo la morte di Lenin, divenne il padrone assoluto dell'URSS, trasformando il paese in una feroce dittatura personale, eliminando ogni forma di critica e libertà personale.

  3. Quali strumenti utilizzò Stalin per mantenere il controllo e il consenso?
  4. Stalin utilizzò tre principali strumenti: la propaganda di regime, la censura e un imponente sistema di repressione per eliminare oppositori e far venerare la sua figura.

  5. Come funzionava la censura nell'Unione Sovietica?
  6. La censura era gestita da vari dipartimenti governativi, come Glavit per i segreti di Stato e Goskomizdat per il materiale stampato, garantendo un controllo totale su media e cultura.

  7. Quali furono le conseguenze delle purghe staliniane?
  8. Le purghe staliniane portarono all'arresto e alla condanna a morte di centinaia di migliaia di oppositori, con un sistema di repressione che si estese a tutta la popolazione, creando i famosi campi di lavoro Gulag.

  9. Qual è stata la fine di Stalin e il suo impatto sulla Guerra Fredda?
  10. Stalin morì il 5 marzo 1953, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, lasciando un'eredità di terrore e repressione che influenzò profondamente il periodo della Guerra Fredda tra l'URSS e gli Stati Uniti.

Domande e risposte

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