L’unione europea
1. Storia: dal ’45 ad oggi
- Maggio ’45 - Europa si sveglia tra le macerie.
- Germania divisa in 2 zone d’occupazione:
- Parte sovietica.
- Parte degli alleati.
- ’49 Repubblica democratica tedesca Repubblica federale di Germania.
- Strutture industriali rase al suolo.
- Europa povera, affamata, odio verso la Germania.
- Militari da reinserire nella vita civile.
La riorganizzazione dell’Europa si basò sulla ricostruzione istituzionale degli stati nazionali preesistenti al conflitto, ma fu chiaro che un’Europa priva di istituzioni comuni basata solo sugli stati era un progetto impraticabile.
Gli USA fin da subito se ne resero conto e si dimostrarono favorevoli all’unificazione economica dell’Europa in quanto la vedevano come unico mezzo per bilanciare la pressione espansionistica dell’URSS.
Il Piano Marshall, giugno 1947, aveva come obiettivo quello di favorire l’integrazione economica e di seguito quella politica. Prevedeva la fornitura di beni, combustibili, fertilizzanti, attrezzature industriali e veicoli, tutto per più di 20 milioni$ correnti.
La maggior parte venne fornita con la formula “garants in aid”, cioè assegnazioni gratuite in cambio di precisi impegni sul loro utilizzo.
Tentativi e movimenti di unificazione
Vari tentativi e movimenti di unificazione per contrastare l’Unione sovietica:
- 1946 – Parigi - Sorge l’Unione europea dei federalisti (UEF) – riuniva i movimenti federalisti.
- 1947 – Churchill fonda l’United Europe Movement – tendenza moderata.
- Nasce il Consiglio francese per l’Europa unita.
- Altri movimenti federalisti o unionisti (collaborazione senza cedere sovranità).
- 1948 – Maggio – Comitato internazionale di coordinamento dei movimenti per l’Europa Unita (CIMUE) organizza il Congresso dell’Europa dell’Aia che riunì 800 delegati di 19 paesi.
- 1949 – Firmato lo Statuto del Consiglio d’Europa a Londra, organismo consultivo dotato di un’Assemblea parlamentare.
Si tratta tuttora di un organo impotente, ancora meno della Società delle nazioni degli anni ’30.
- Nasce l’organizzazione delle forze NATO (Trattato del Nord Atlantico, 4 Aprile).
1.2 Dal carbone all’Europa
Idea di Jean Monnet – sostenitore della collaborazione tra Francia e Germania.
- Porre la produzione e il commercio del carbone e dell’acciaio sotto il controllo di un’autorità sovranazionale indipendente dai governi degli stati partecipanti.
1950 – Francia e Germania rinunciano all’economia di guerra per fare una politica estera offensiva: controllare in comune la produzione e il commercio del carbone e dell’acciaio. L’Italia e il Benelux accettarono di negoziare, l’Inghilterra no.
1951 – Viene istituita la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) con il Trattato di Parigi, composta da: Francia, Italia, paesi del Benelux e Germania Federale.
Nasceva l’Alta autorità, un’Assemblea parlamentare, una Corte di giustizia, un Consiglio di ministri e un Consiglio consultivo con rappresentanti dei sindacati, dei produttori e consumatori.
1.3 L’impossibile esercito europeo
Dopo il carbone e l’acciaio il problema successivo era la difesa del continente.
Con la Guerra in Corea (le truppe comuniste invasero la Corea del Sud) si percepisce quello che sarebbe potuto succedere in Germania occidentale con l’invasione dei sovietici.
Senza il riarmo della Germania Ovest sarebbe stato impossibile difendersi.
I francesi richiesero il riarmo di almeno 10 divisioni tedesche e proposero un progetto:
1952 – Nasce la Comunità europea di difesa (Ced) con il Trattato di Parigi, 27 maggio.
Gli obiettivi della Ced erano di unificare le forze armate dei 6 stati, stabilire la nascita di un potere politico responsabile di questa forza militare, in grado di gestire una politica estera e una politica di bilancio autonoma.
Venne elaborato uno Statuto dall’assemblea parlamentare della Ceca (dei 6 paesi) integrata da 9 membri (chiamata in seguito Assemblea ad hoc, formalizzata a settembre).
Veniva previsto un nuovo soggetto istituzionale: la Comunità politica europea (Cpe).
1953 – 5 marzo - Morte di Stalin. Diminuisce la tensione tra i 2 blocchi.
Inizia una fase di studio in attesa della transizione russa.
Sembra che si possano risolvere i problemi della convivenza Est/Ovest.
I francesi ci ripensano sulla questione Ced/Cpe.
Dare il via libera al trattato Cpe significava perdere la sovranità su una parte delle forze armate e fare un “salto nel buio”.
La Ced non era vista bene né dall’opposizione di stampo sovietico, né dalle forze scioviniste interne che non volevano perdere sovranità.
Il presidente del Consiglio francese chiese di tergiversare (esprimersi vagamente) e si votò solo nel 1954: l’Assemblea nazionale francese decise di rinviare sine die (giorno da fissare) il voto di ratifica del Trattato Ced (già ratificato dalla Germania e Benelux).
1957 – 25 marzo – Trattato di Roma – Nascita della CEE (Comunità economica europea).
Prende forma il metodo economico dell’integrazione con:
- Abbattimento delle barriere doganali, liberi scambi commerciali e non.
1.4 La politica cede il passo all’economia
Gli anni ’60 videro la Francia, guidata dal generale De Gaulle, impostata su 2 cardini:
- Conservare alla Francia il punto di riferimento per l’Europa comunitaria opponendosi all’ingresso del Regno Unito nella Comunità.
- Battersi affinché non passasse il principio dell’esistenza di finanziamenti propri per il funzionamento delle Comunità e le attività dei suoi organi decisionali.
1968 – Cadono le barriere doganali tra i 6 stati membri.
Anni ’70: 2 grandi crisi energetiche (1973 e 1979).
Gli stati furono indotti ad adottare misure protezionistiche con conseguenze sul mercato comune che comportarono un rallentamento nell’integrazione economica.
1972 – Inno alla gioia di Beethoven come inno della Comunità.
1° Gennaio 1973 Il Regno Unito, Irlanda e Danimarca aderiscono alla Comunità.
La Norvegia non aderisce per un voto popolare.
1979 – Prime elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo.
Anni ’80 Stati membri segnati da crisi economiche e allargamento a paesi del Mediterraneo.
1981 – Aderisce la Grecia, Spagna e Portogallo nel 1986.
Altieri Spinelli elabora un progetto per equilibrare i rapporti tra Parlamento, Commissione e Consiglio dei ministri che avrebbe dato vita a un’unione su basi federali.
Atto firmato il 14 febbraio 1984 ma non venne preso in considerazione dai singoli governi.
1986 – Atto unico firmato dai 12 paesi membri (Germania, Italia, Francia, UK, Danimarca, Irlanda, Grecia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo).
- Cooperazione tra Parlamento e Consiglio.
Alla fine degli anni ’80 maturò il progetto di Unione europea monetaria (Uem).
Comprendeva 3 fasi:
- 1990-1993 Liberalizzazione