Concetti Chiave
- L'economia dell'UE è fortemente orientata verso il settore secondario, con la Germania che rappresenta un quarto del PIL europeo.
- L'UE è leader nell'industria chimica, ma affronta sfide significative dalla concorrenza di USA e Paesi asiatici in settori come automobili e biotecnologie.
- La ricerca è un elemento chiave per l'economia dell'UE, evidenziato dalla creazione dello "Spazio Europeo per la ricerca" nel 2000.
- Per migliorare gli scambi commerciali, l'UE ha abolito le dogane e adottato l'euro, potenziando le infrastrutture di trasporto.
- L'UE mantiene importanti relazioni commerciali con Paesi africani e grandi potenze globali come USA, Canada e i BRICS.
Economia dell'UE e settore secondario
L'economia dell'UE, nel suo complesso, si concentra maggiormente sul settore secondario e sul campo della ricerca; la Germania, che da sola rappresenta ¼ del PIL europeo, è il Paese “leader”.
Per quanto riguarda il primo, l'UE primeggia nell'industria chimica (per citare dei numeri, 30mila imprese, quasi 2 milioni di lavoratori), ma subisce la forte concorrenza degli USA e dei Paesi asiatici per l'esportazione di automobili, biotecnologie e di strumenti elettronici utili nel campo dell'informatica e delle telecomunicazioni.
Importanza della ricerca nell'UE
La ricerca, invece, è un pilastro insostituibile dell'economia, tanto che si è arrivati addirittura alla formazione di uno spazio, il cosiddetto “Spazio Europeo per la ricerca” (nato nel 2000), nel quale si lavora al fine di trovare un punto di incontro tra i Paesi membri.
Invece, per quanto riguarda il settore primario, esso rappresenta circa il 15% del PIL europeo ed è concentrato nei Paesi dell'area centro-settentrionale del continente, soprattutto nell'ambito dell'agroalimentare, con molte aziende di grandi dimensioni in costante aumento negli ultimi periodi, grazie anche allo sviluppo tecnologico; i paesi che si trovano nella parte meridionale (clima e ambiente mediterraneo) si dedicano invece a colture specializzate della zona, per esempio olivi, viti e agrumi.
Comunicazione e scambi commerciali
Col tempo, si è cercato di rendere più facile la comunicazione e gli scambi commerciali attraverso i trasporti, grazie all'abolizione della cosiddetta “dogana” sulle merci e sulle persone e ad altre riforme, come quelle che vedono agevolazioni per gli scambi commerciali e le comunicazioni tra Paesi (attualmente 18) che hanno adottato la moneta unica, ovvero l'euro, entrata in vigore dal 1 gennaio 2002; inoltre, sono state potenziate le linee ferroviarie e negli ultimi anni si sta lavorando al fine di completarne altre, chiamate “assi prioritari”, con lo scopo di unire i 4 angoli del mondo e risolvere molti problemi di traffico tra i vari Paesi e allo stesso tempo facilitarne le comunicazioni e l'integrazione di un gran numero di etnie differenti.
Si potenzierebbero così le direttrici che vanno da nord a sud e da est a ovest, oltre che aumentare la loro estensione, creando i cosiddetti “corridoi”.
Contatti commerciali internazionali dell'UE
Infine, è bene sapere che la stessa UE mantiene contatti commerciali con i Paesi africani, da cui si importano le risorse del sottosuolo (di cui il continente è povero in quanto formatosi, contrariamente al continente africano, in ere geologiche recenti), oltre che con i colossi internazionali (USA, Canada, Russia) e le nuove potenze emergenti (BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della Germania nell'economia dell'UE?
- Quali settori industriali l'UE primeggia e quali sfide affronta?
- Che cos'è lo "Spazio Europeo per la ricerca" e qual è la sua importanza?
- Come ha influito l'adozione dell'euro sugli scambi commerciali nell'UE?
La Germania è il Paese leader dell'UE, rappresentando da sola un quarto del PIL europeo, evidenziando la sua importanza nel settore secondario e nella ricerca.
L'UE eccelle nell'industria chimica, con 30mila imprese e quasi 2 milioni di lavoratori, ma affronta la forte concorrenza degli USA e dei Paesi asiatici nell'export di automobili, biotecnologie e strumenti elettronici.
Lo "Spazio Europeo per la ricerca", creato nel 2000, è fondamentale per promuovere la collaborazione tra i Paesi membri dell'UE, sottolineando l'importanza della ricerca nell'economia europea.
L'adozione dell'euro ha facilitato gli scambi commerciali e la comunicazione tra i 18 Paesi membri, grazie all'abolizione delle dogane e al potenziamento delle infrastrutture di trasporto, migliorando l'integrazione economica.