Concetti Chiave

  • Cavour promosse un governo liberale moderato in Piemonte, migliorando commercio e riducendo le barriere doganali, affinando l'immagine dell'Italia come paese liberale.
  • Gli accordi di Plombierés del 1858 stabilirono un'alleanza tra Italia e Francia, con la Francia che si impegnava a intervenire in cambio di Nizza e Savoia.
  • La seconda guerra d'indipendenza vide la nascita di una milizia anti-austriaca guidata da Garibaldi, con l'Italia che conquistò diversi territori con il supporto francese.
  • Dopo plebisciti popolari, Toscana ed Emilia Romagna si unirono al regno di Piemonte, mentre Garibaldi liberò la Sicilia dal dominio borbonico.
  • Nel 1870, con il ritiro delle truppe francesi, Roma fu conquistata e dichiarata capitale d'Italia, mentre il papa si oppose alla nuova realtà politica e scomunicò i partecipanti.

redir: https://www.skuola.net/storia-moderna/l-unificazione-italiana.html

L'unificazione italiana

Dopo le rivoluzioni del 1848 l’aristocrazia fu molto severa in Italia, in Piemonte no però grazie a Cavour che affermò un governo liberale moderato, inoltre favorì le imprese e migliorò il commercio, dato che ridusse le barriere doganali con vari paesi europei, inoltre approvò la legge Siccardi che aboliva i tribunali ecclesiastici e le immunità del clero. Questo si avvicinò alle posizioni di Francia e Inghilterra per rafforzare l’immagine dell’Italia come paese liberale, quindi partecipò alla guerra tra Russia e Turchia dopo le richieste di Francia e Inghilterra, dopo questa vittoria Cavour fu ammesso ai negoziati di pace e fu un avvenimento importante in quanto si poteva discutere anche sulla questione italiana. Nel paese si iniziava a dare fiducia a Cavour e si iniziava a sentire il bisogno di essere indipendenti dall’Austria.
Cavour iniziò quindi a muoversi contro l’Austria. Nel 1858 furono firmati gli accordi di Plombierés tra Italia e Francia che stabilivano l’entrata in guerra di quest’ultima a fianco dell’Italia in cambio della cessione dei territori di Nizza e Savoia. Secondo Cavour quindi, l’Italia sarebbe diventata un paese diviso in Regno dell’alta Italia (caratterizzato da Piemonte, Lombardia e Veneto) dell’Italia centrale (Toscana e stato pontificio) e regno meridionale.
Iniziò quindi la seconda guerra d’indipendenza e nel paese si formò una milizia anti-austriaca comandata da Garibaldi, l’esercito italiano e francese conquistarono diversi territori. Nel frattempo però in Toscana ed Emilia Romagna ci furono delle rivolte che istituirono governi liberali perché volevano entrare a far parte del regno d’alta Italia. La Francia, era timorosa di una reazione del papato e della Prussia e poi queste rivolte popolari non facevano parte degli accordi, quindi Napoleone firmò un armistizio con l’Austria, in seguito alla quale l’Austria cedeva la Lombardia alla Francia, che poi girò all’Italia.
In Italia poi, in seguito a dei plebisciti popolari, furono ammesse Toscana ed Emilia Romagna al regno di Piemonte. In seguito anche in Sicilia ci furono delle sollevazioni popolari dato che Cavour rifiutava l’unificazione del paese, in seguito quindi Garibaldi sbarcò con la spedizione dei 1000 (composta da volontari) in Sicilia. L’esercito garibaldino liberò la Sicilia dall’esercito borbonico, poi sbarcò in Calabria e arrivò fino a Napoli. Il Piemonte iniziò però a preoccuparsi del carattere che la rivoluzione aveva preso e spedì il proprio esercito. Questo invase lo stato pontificio e dopo aver occupato Marche ed Abruzzo, si lanciò verso Napoli. Nel frattempo Cavour chiese a Garibaldi di far emettere nei territori conquistati i plebisciti per l’annessione al Piemonte. Il 17 marzo 1861 ci fu il primo parlamento italiano che si riunì a Torino, questo proclamò Vittorio Emanuele II re d’Italia.
Per unificare il paese mancavano il Veneto e i territori pontifici. Nel 1866 l’Italia si alleò con la Prussia con Otto Von Bismarck primo ministro che voleva essere anch’esso indipendente dall’Austria. L’Italia però subì molte sconfitte, tra cui quella navale a Lissa, però la Prussia vinse e l’Austria cedette il Veneto alla Francia per poi consegnarlo all’Italia. La Prussia di conseguenza mosse guerra alla Francia e nel 1870 vinse la guerra franco-prussiana, e questo rese possibile, da parte degli italiani, la conquista di Roma, in quanto indifesa dato che le truppe francesi furono ritirate in patria. Nel 1871 Roma fu dichiarata capitale d’Italia. Il papa però si sentiva prigioniero e scomunicò coloro che avevano preso Roma. Nel 1871 il parlamento italiano, attraverso la legge delle Guarentigie si riconobbe un pezzo di stato (il Vaticano) sotto il solo controllo del papa, che però non fu d’accordo e proibì ai cattolici di astenersi dal partecipare alla vita politica del Paese.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Cavour nell'unificazione italiana?
  2. Cavour ha affermato un governo liberale moderato in Piemonte, favorendo le imprese e migliorando il commercio, riducendo le barriere doganali e approvando la legge Siccardi, che aboliva i tribunali ecclesiastici e le immunità del clero.

  3. Come si è sviluppata la seconda guerra d'indipendenza italiana?
  4. La seconda guerra d'indipendenza è iniziata con la formazione di una milizia anti-austriaca guidata da Garibaldi e il supporto dell'esercito italiano e francese, che ha portato alla conquista di diversi territori, nonostante le tensioni con la Francia.

  5. Quali territori furono annessi al regno di Piemonte dopo i plebisciti popolari?
  6. Dopo i plebisciti popolari, furono ammesse Toscana ed Emilia Romagna al regno di Piemonte, mentre in Sicilia Garibaldi liberò l'isola dall'esercito borbonico.

  7. Quali eventi portarono alla conquista di Roma e alla sua dichiarazione come capitale d'Italia?
  8. La ritirata delle truppe francesi durante la guerra franco-prussiana nel 1870 ha reso possibile la conquista di Roma, che fu dichiarata capitale d'Italia nel 1871.

  9. Qual è stata la reazione del papa all'unificazione italiana e alla conquista di Roma?
  10. Il papa si sentì prigioniero e scomunicò coloro che avevano preso Roma, rifiutando di riconoscere il nuovo stato italiano e proibendo ai cattolici di partecipare alla vita politica del Paese.

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