Ungaretti - Biografia e opera
Giuseppe Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi.Nel 1912 studia alla Sorbona (Francia)
Nel 1914 partecipa alla Prima Guerra Mondiale come volontario e dall’esperienza della guerra nasce la sua poesia. Le sue poesie escono dal 1915 sulla rivista Lacerba e successivamente vengono raccolte.
Le sue raccolte poetiche sono le seguenti:
-Porto sepolto (1916)
- Allegria dei naufragi (1919)
Vengono unite in Allegria (1931)
- Sentimento del tempo (1931)
Nel 1921 si trasferisce a Roma, dove collabora con il Ministero degli Esteri e si iscrive al Fascismo
Nel 1936 si trasferisce a S. Paolo in Brasile dove ha una cattedra di Lingua e Letteratura italiana.
Attraversa due lutti (quello del figlio e del fratello)
Nel 1942 torna in Italia, a Roma dove insegna di nuovo Lingua e letteratura italiana. Nell’Italia postbellica esperisce oltre il dolore individuale quello collettivo della Seconda guerra mondiale.
Nel 1942 Mondadori inizia la pubblicazione della raccolta Vita di un uomo.
Nel 1947 viene pubblicata la raccolta Il Dolore
Nel 1970 muore a Milano.
Lo stile
• Uso del verso breve o brevissimo: essenzialità
• Stile nominale: viene utilizzato perché genera indefinitezza
• Metrica franta: distruzione del verso tradizionale
• Assenza di punteggiatura
• Presente indicativo e uso della prima persona singolare (carattere autobiografico)
• Uso dell’analogia che è in grado di mettere in contatto immagini lontane tra loro in un attimo e di arrivare all’essenza profonda delle cose
Le vicende editoriali e il titolo dell'opera
1915 escono le poesie su LacerbaNel 1916 esce Il porto sepolto: primo nucleo di testi pubblicati ad Udine da Ettore Serra (la poesia Commiato all’inizio della raccolta Porto Sepolto è una dichiarazione di poetica, di cui è interlocutore)
Il titolo Porto sepolto fa riferimento ad un mito egiziano che vuole simboleggiare il “segreto della poesia”
Nel 1919 pubblica Allegria dei naufragi: già nel titolo si trova un ossimoro che indica la possibilità dell’“esultanza di un attimo”, di uno slancio vitale, nonostante la morte e la sofferenza (naufragio rappresenta sia la guerra che la sofferenza universale, la condizione umana che è di dolore)
Proposte poetiche
1. Veglia
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Cima Quattro il 23 dicembre 1915
2. Soldati
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
Bosco di Courton, luglio 1918
3.Fratelli
Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli.
Mariano il 15 luglio 1916
4. San Martino del Carso
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non m'è rimasto
neppure tanto
Ma nel mio cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato
5. In memoria
Locvizza il 30 settembre 1916
Si chiamava
Moammed Sceab
Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome
Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè
E non sapeva
sciogliere il canto
del suo abbandono
L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.
Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera
E forse io solo
so ancora
che visse