Estratto del documento

Diritto industriale e concorrenza sleale

Il diritto industriale

1 Il diritto industriale è una branca del diritto: commerciale

2 Il diritto industriale nella sua estensione massima raggruppa lo studio e la disciplina: dell’azienda, della concorrenza, dei segni distintivi, dei brevetti per invenzione e per modello e delle opere letterarie, artistiche e scientifiche

3 Una peculiarità del diritto industriale è: la mobilità tematica

4 Altra caratteristica del diritto industriale è: la vocazione internazionale

5 Connotazione marcante di tutti gli istituti di diritto industriale è: la funzione concorrenziale

6 Il Codice della Proprietà Industriale è: caratterizzato da molteplici meriti e anche da qualche limite

7 Il Codice della Proprietà Industriale ha avuto importanti effetti: ha determinato la rieligificazione di norme che in precedenza avevano rango sotto ordinato alla legge

8 Una peculiarità del Codice della Proprietà Industriale è che: non può essere esteso ai diritti d’autore e connessi

9 Il Codice della Proprietà Industriale è organizzato secondo lo schema risultante dagli accordi TRIP’S ed suddiviso: in 8 capi

10 La Corte Costituzionale ha poi con sentenza n. 112 del 24.4.2008 dichiarato, per eccesso di delega, l’illegittimità costituzionale: dell’art. 245, comma 2, c.p.i.

La concorrenza sleale

1 La nozione giuridica di concorrenza sleale, a livello di regolamentazione internazionale, si deve alla formulazione: dell'art. 10 bis della revisione dell'Aja del 1925 della Convenzione di Unione di Parigi

2 La sezione II “della concorrenza sleale” del capo I “della disciplina della concorrenza e dei consorzi” è costituita dalle norme: degli artt. 2598 – 2601 cod. civ.

3 Le Direttive comunitarie in materia di concorrenza sleale sono state attuate dall'ordinamento italiano con vari provvedimenti ed oggi l'intero contenuto della Direttiva sulla pubblicità comparativa ed ingannevole è presente nel: D.Lgs. 145⁄2007

4 Le disposizioni in materia di concorrenza sleale sono dirette a tutelare soprattutto: l'interesse del consumatore

5 Prima dell'emanazione della disciplina contemplata dall'art. 2598 cod. civ., la norma sull'illecito civile si riteneva fosse: nell'art. 1151 del Codice del 1865

6 Prima dell'emanazione della disciplina contemplata dall'art. 2598 cod. civ., la norma sull'illecito civile si riteneva fosse: una norma essenzialmente sanzionatoria

7 L'attuale art. 2598 cod. civ. rappresenta comunque un'ipotesi di: illecito civile extracontrattuale

8 Il primo elemento per l'applicazione delle disposizioni in materia di concorrenza sleale è: l'esistenza di un rapporto di concorrenza

9 Si ritiene che la disciplina della concorrenza sleale possa applicarsi: alla pubblica amministrazione

10 Peculiarità della materia è la legittimazione attiva riconosciuta: dall'art. 2601 cod. civ.

Correttezza professionale e art. 2598 cod. civ.

1 La correttezza professionale intesa in senso “deontologico” è: espressione della moralità imprenditoriale

2 La correttezza professionale intesa in senso “statistico” è: un fatto usuale, di prassi, frutto delle consuetudini e pratiche commerciali

3 Il Tribunale di Milano era pervenuto all'affermazione dell'illiceità, sul piano concorrenziale, di comportamenti filomonopolistici: negli anni '70

4 La norma che pone il principio generale d'ordine pubblico della libertà di iniziativa economica è contemplata: dall'art. 41 della Costituzione

5 Il legislatore '42 ha scelto di rifiutare il criterio adottato: dall'art. 10 bis della Convenzione d'Unione di Parigi nel testo dell'Aja

6 La ‘previsione aperta’ della clausola generale contemplata dal n. 3 dell'art. 2598 cod. civ. trova contemperamento: nell'opera giurisprudenziale di ‘specificazione’

7 Una delle più importanti fattispecie in materia di concorrenza sleale che vengono sanzionate facendo ricorso al n. 3 dell'art. 2598 cod. civ. è: il mendacio concorrenziale

8 La pubblicità ingannevole, definita pubblicità occulta o nascosta, viene realizzata sulla carta stampata mediante la tecnica: della cd. pubblicità redazionale

9 Il ribassista: può fornire prova liberatoria, dimostrando l'esistenza di circostanze specifiche e meritevoli di tutela, idonee ad escludere la finalità anticoncorrenziale

10 Il sottocosto quando riguarda imprese in mano pubblica: è comunque concorrenza sleale

Boicottaggio e storno di dipendenti

1 Il boicottaggio è stato definito come lo sforzo organizzato per eliminare o indurre terzi a fare ritirare qualcuno da relazioni di affari con altri

2 I primi studi italiani hanno individuato: tre forme di boicottaggio

3 La pratica del boicottaggio: assume significativo rilievo sul piano della disciplina antimonopolistica

4 Il boicottaggio collettivo: non si contrappone al boicottaggio primario ed al boicottaggio secondario

5 L'illiceità degli accordi restrittivi è strettamente dipendente: dalla posizione dominante sul mercato assunta dal boicottante

6 La dottrina, tradizionalmente, si è divisa in due orientamenti: il primo, cd. oggettivo ed il secondo, cd. finalistico

7 Negli ultimi anni si è affermato un orientamento: intermedio

8 Il lavoratore «stornato»: non può prestare il proprio lavoro

9 Nel caso di concorrenza di ex dipendenti, varie sentenze in passato hanno affermato: che sarebbe stato necessario applicare un maggiore rigore

10 L'utilizzazione a proprio vantaggio da parte del lavoratore di notizie riservate relative ad altra impresa costituisce: una forma di concorrenza parassitaria in senso lato

Concorrenza parassitaria

1 La concorrenza parassitaria è: una forma di imitazione che non ha natura confusoria

2 Sul piano dogmatico la critica più radicale rivolta alla teoria della concorrenza parassitaria è certamente quella di: Carnelutti

3 La nostra giurisprudenza ha saldamente recepito: il principio della slealtà della concorrenza parassitaria

4 Ai fini dell'individuazione del parassitismo sleale la Suprema Corte ha ribadito la fondamentale importanza di una attività: reiterata nel tempo

5 La comunicazione pubblicitaria attuata da un quotidiano locale con la promozione di un gioco identico a quello ideato da un quotidiano nazionale è stata ritenuta sleale dalla: Cass. Civ. 1259⁄1999

6 L'invio di lettere di diffida dirette a far valere un brevetto della cui nullità il mittente era consapevole è stato ritenuto scorretto dalla: Cass. Civ. 11859⁄1997

7 È stata ritenuta sleale la condotta dell'imprenditore che non si era adeguato ad un provvedimento del Giurì di autodisciplina da parte del: Trib. Torino 16.10.1998

8 Un atto di concorrenza può anche: essere innocuo

9 L'idoneità a danneggiare l'altrui azienda per integrare la fattispecie che ci interessa: deve essere qualificata

10 Il danno è potenziale nell'ipotesi di: tentativo

Concorrenza sleale confusoria e segni distintivi

1 Il Codice della proprietà industriale, almeno quanto ai diritti protetti, rispetto al divieto della concorrenza sleale confusoria di cui all'art. 2598 n. 1 cod. civ.: si sovrappone

2 La disciplina dettata dal Codice sui segni distintivi diversi dal marchio registrato è: incompleta

3 Quando si parla di confusione riferendosi a prodotti o attività si vuole indicare una confusione: sull'origine

4 L'uso dei nomi o segni distintivi in sé eguali o confondibili con quelli di un concorrente dà luogo a sleale concorrenza quando ricorra: una concreta potenzialità confusoria

5 Il n. 1 dell'art. 2598 cod. civ. menziona: tre specie di atti confusori

6 I segni distintivi dell'imprenditore sono tutelati contro: l'imitazione confusoria

7 Quali siano le entità capaci di costituire segni distintivi: non è detto analiticamente dalla legge

8 I soggetti ai quali bisognerà far riferimento per stabilire se il segno sia percepito come tale dal pubblico saranno: i consumatori finali del prodotto

9 Il concetto di affinità sembra doversi considerare: variabile

10 Indebito vantaggio e pregiudizio che l'uso del segno possa arrecare possono determinarsi: anche in assenza di confondibilità

Segni distintivi non registrati

1 Il diritto sui segni distintivi non registrati viene configurato: come diritto assoluto

2 In relazione al diritto sui segni distintivi non registrati si parla di fattispecie: acquisitiva vera

3 Per quanto concerne il requisito della novità la legge: non dice nulla esplicitamente

4 Nella prova dei requisiti di tutelabilità ha rilevanza la valutazione: degli indizi

5 Per accertare la tutelabilità di un determinato segno si possono svolgere indagini: demoscopiche

6 Perché siano integrati gli estremi di un illecito di pericolo: basta la presenza di confondibilità

7 La tutela prevista dall'art. 2598 n.1 cod. civ. riguarda: ogni tipo di segno

8 Quando il marchio registrato sia concretamente usato per prodotti o servizi eguali o affini a quelli del contraffattore: può avere luogo la tutela concorrenziale

9 Fra i nomi e segni distintivi: rientra la ditta regolare

10 L'orientamento maggioritario riconduce la fattispecie dell'imitazione di altri segni distintivi alla concorrenza sleale per appropriazione di pregi, cioè alla fattispecie contemplata: dal n. 2 dell'art. 2598 cod. civ.

Ditta, imitazione servile e brevetti

1 La norma che vieta l'adozione del marchio altrui come ditta o come ragione o come denominazione sociale, insegna e nome a dominio aziendale è contemplata: dall'art. 22 c.p.i.

2 Quanto alla ditta irregolare si tratta di quella che: in contrasto con la prescrizione dell'art. 2563 cod. civ. non contiene né il nome né la sigla dell'imprenditore

3 Altri segni sono: la sigla e l'emblema dell'impresa

4 Una confondibilità con l'attività del concorrente: può determinarsi anche con l'adozione di segni bensì per qualche verso simili a quelli del concorrente ma con essi confondibili

5 L'imitazione servile è una fattispecie di grande rilievo pratico e teorico

6 La forma del prodotto è considerata: come segno distintivo

7 Il sistema brevettuale ha in generale l'obiettivo: di stimolare una ricerca capace di apportare al patrimonio collettivo innovazioni di carattere tecnico

8 Nell'ambito del sistema brevettuale un tipo di brevetto che ricordiamo è quello: del brevetto per modello di utilità

9 La tutela accordata dal brevetto relativo alla precedente domanda ha una durata: di 10 anni

10 La tutela contro l'imitazione servile di cui all'art. 2598 cod. civ. non ha alcun limite temporale

Forme funzionali, modelli e altri mezzi

1 In relazione alle forme funzionali si è discusso se l'esclusione di esse dalla tutela contro l'imitazione servile andasse limitata a quelle che si presentavano: come necessarie, inderogabili per il conseguimento dell'utilità conferita al prodotto

2 La norma “gli effetti del brevetto per modelli di utilità si estendono ai modelli che conseguono pari utilità, purché utilizzino lo stesso concetto innovativo” è contemplata: dall'art. 82⁄3 c.p.i

3 Tra la protezione brevettuale e quella contro l'imitazione servile: non vi è piena omogeneità

4 Il d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 95 ha modificato profondamente la vecchia legge sui modelli industriali in attuazione della direttiva: 98/71/CE sulla protezione giuridica dei disegni e modelli

5 Per essere suscettibili di registrazione i disegni e i modelli devono avere ciò che la legge chiama “carattere individuale”. Si tratta di un requisito: di non facile identificazione

6 Il problema dell'eventuale carattere ornamentale della forma non risulta completamente superato: dalla nuova legislazione

7 La soluzione del problema dell'eventuale carattere ornamentale della forma si trova: nella legislazione sui marchi

8 La norma, che esclude che possano costituire oggetto di registrazione come marchio le forme del prodotto necessarie per ottenere un risultato tecnico, e le forme che danno un valore sostanziale al prodotto, è contemplata: dall'art. 9 c.p.i.

9 La fattispecie degli «altri mezzi» della concorrenza confusoria contemplata nell'art. 2598 n. 1 cod. civ. è: una norma di chiusura di detto articolo

10 Gli «altri mezzi» sono dei segni distintivi che: possono essere di varia natura

Denigrazione e pubblicità comparativa

1 Le due fattispecie contemplate dall'art. 2598 n. 2 cod. civ.: non hanno nulla a che fare l'una con l'altra

2 Le notizie e apprezzamenti idonei a determinare il discredito: hanno contenuto negativo rispetto al concorrente

3 Si può parlare di denigrazione solo quando le notizie e gli apprezzamenti idonei a determinare il discredito siano stati diffusi: ad un numero indeterminati di soggetti

4 Le notizie e gli apprezzamenti devono vertere: sui prodotti e sull'attività di un concorrente

5 Dottrina e giurisprudenza sono orientate nel senso di: ammettere la diffusione di notizie discreditanti solo se vere

6 La comparazione consiste: in un apprezzamento negativo del prodotto del concorrente

7 La pubblicità comparativa è: una forma di pubblicità molto efficace

8 Alla pubblicità comparativa possono conseguire: effetti sia positivi sia negativi

9 Le fattispecie della “pubblicità ingannevole e comparativa” sono disciplinate: dal d.lgs. 145⁄2007

10 La Direttiva 97⁄55⁄CE ha affermato: la liceità della pubblicità comparativa

Diffida, legittima difesa e appropriazione di pregi

1 Di fronte alla fattispecie della “magnificazione del prodotto proprio” la giurisprudenza: è assai indulgente

2 La diffida è lecita: quando risulterà giudizialmente accertato l'illecito contestato

3 La diffusione di notizia dell'instaurazione di giudizi nei confronti del concorrente talvolta accompagna: le comunicazioni e diffide

4 La legittima difesa in materia di concorrenza sleale assume precipuo rilievo: quasi esclusivamente con riferimento alla denigrazione

5 Quando l'individuazione dell'imprenditore denigrato si estende a tutta una categoria, è frequente che ad agire siano, anziché i singoli imprenditori, le associazioni di categoria: ai sensi dell'art. 2601 cod. civ.

6 L'appropriazione di pregi è una fattispecie: non completamente autonoma rispetto a quella della denigrazione

7 Dottrina e giurisprudenza sono consolidate nel ritenere che i pregi: siano delle qualità dell'impresa stessa o dei suoi prodotti

8 Il caso di chi si dichiari concessionario o distributore ufficiale di una celebre marca, mentre in realtà non lo è: rientra nella fattispecie dell'autoattribuzione di pregi specifici

9 La sovrapposizione tra le due fattispecie “autoattribuzione di pregi” e “mendacio”: è inevitabile

10 La fattispecie del “mendacio” è contemplata: dall'art. 2598 n. 1 cod. civ.

Agganciamento e pratiche commerciali sleali

1 La fattispecie dell'agganciamento comporta che il nome del concorrente al quale ci si aggancia o il marchio dei suoi prodotti: vengano esplicitamente menzionati

2 Ciò che caratterizza la fattispecie dell'agganciamento è: la sua natura parassitaria

3 La fattispecie dell'agganciamento si realizza: solo con l'uso dei segni distintivi di un altro imprenditore

4 L'appropriazione di pregi è una fattispecie: che ricorre abbastanza frequentemente

5 Il destinatario del messaggio appropriativo: può essere addirittura anche una sola persona

6 La Direttiva CE 2005⁄29 sulle “Pratiche commerciali sleali’ è stata attuata: con d.lgs. 146⁄2007

7 Nell'ambito della concorrenza sleale: la figura del consumatore viene spesso in rilievo

8 Per consumatori si devono intendere: le persone fisiche nei loro rapporti con il mercato, che siano estranei alla loro eventuale attività imprenditoriale

9 Le pratiche commerciali sono considerate illecite e perciò vietate quando ricorrono: due condizioni

10 Una pratica commerciale è scorretta quando: è contraria alla diligenza professionale

Clausole generali e pratiche ingannevoli

1 La clausola generale della disciplina della concorrenza sleale è contenuta: nell'art. 2598 n. 3 cod. civ.

2 Le pratiche commerciali ingannevoli e le pratiche commerciali aggressive rappresentano: una clausola generale “speciale”, sott’ordinata a quelle delle pratiche commerciali scorrette

3 Le attività confusorie sono considerate: specifiche

4 La cognizione della fattispecie della contraffazione dei segni distintivi è stata affidata dal legislatore ad un: giudice civile non specializzato

5 Nell'ambito delle pratiche ingannevoli la legge pone: i “Vincoli ingannevoli”

6 Le pratiche commerciali aggressive sono da ritenersi: mai in contrasto con la diligenza professionale

7 La pratica fra professionisti e consumatori per essere illecita deve essere idonea a falsare il comportamento del consumatore: in misura “concorrenziale”

8 Le pratiche sleali idonee a falsare il comportamento del consumatore: sono tutte ingannevoli per la legge

9 Nel d.lgs. 145⁄2007 il legislatore ha mantenuto in vita la vecchia legislazione sulla pubblicità ingannevole e comparativa

10 Nel d.lgs. 145⁄2007 il legislatore: non solo ha attribuito la giurisdizione all'Autorità Garante, ma le ha anche attribuito la possibilità di agire d'ufficio

Il marchio

1 Il marchio è: il più importante fra i segni distintivi

2 Al marchio il legislatore ha dedicato una regolamentazione dettagliata contenuta in alcuni articoli del codice civile ed in una legge speciale: il r.d. 21 giugno 1942, n. 929

3 L'art. 2569 cod. civ. parla della registrazione: di un “nuovo” marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi

4 L'art. 13 c.p.i. parla di carattere distintivo del segno come elemento:

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 155
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 1 Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 155.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutte le 750 domande e risposte esame di Diritto industriale - 135 Pagine - Aggiornate a Novembre 2022 Pag. 41
1 su 155
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Bevilacqua Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community