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Caratteristiche psico-motorie, sviluppo motorio ed educazione motoria

Caratteristiche psico-motorie del bambino

1 Le caratteristiche psico-motorie del bambino vanno definite: in rapporto all’età, alle capacità, alle esperienze pregresse, al livello di abilità di partenza, al livello di conoscenze e di capacità di comprensione del compito, alle abilità sociali e, infine, in rapporto ai tempi di maturazione di tali caratteristiche.

2 Verso i quattro-cinque anni: il bambino sa riconoscere le forme quadrate, rotonde e triangolari; distingue il pesante-leggero, caldo-freddo, liscio-ruvido; riconosce sapori e odori e relative sfumature; indica la provenienza dei suoni e le loro gradazioni.

3 Il bambino raggiunge verso i 18 mesi intelligenza senso-motoria.

4 Nei primi due anni della scuola dell’infanzia il pensiero del bambino è ancora caratterizzato da limiti e vincoli cognitivi.

5 Verso gli 11-12 anni il ragazzo raggiunge: si preparano le condizioni per lo sviluppo del pensiero ipotetico-deduttivo.

6 Un bambino o un ragazzo stabilisce rapporti affettivi positivi: con quelle persone che lo aiutano a soddisfare i suoi bisogni di crescita.

7 Con il formarsi del pensiero ipotetico-deduttivo: cresce il bisogno di indipendenza e di autonomia.

8 Durante il processo di socializzazione il bambino: partecipa attivamente al processo.

9 Un fattore determinante del processo di socializzazione è: il gruppo dei pari.

10 Nel primo periodo della scuola primaria: il rispetto delle regole non è del tutto scontato.

Sviluppo motorio e maturazione

1 Nello sviluppo motorio: si individuano diversi cambiamenti evolutivi che vanno dai movimenti più semplici, basati su azioni riflesse, a movimenti sempre più controllati cognitivamente fino a quelli più precisi.

2 Lo sviluppo motorio è considerato: sia un fattore naturale ed interno all'individuo, che un processo che si realizza attraverso l’interazione costante con l’ambiente esterno.

3 La condizione essenziale per un maggior sviluppo delle abilità motorie: è certamente la progressiva maturazione neuromuscolare del bambino.

4 Alcune ricerche hanno infatti dimostrato l’inefficacia nell’anticipare l’apprendimento di alcune abilità prima che il bambino sia pronto sul piano della maturazione e ciò causerebbe una: deprivazione di stimoli adeguati.

5 Recenti studi epidemiologici hanno rilevato che la piena maturità del processo motorio si raggiunge: a 12 anni.

6 L’accrescimento somatico: riguarda l’insieme delle modificazioni morfologiche e fisiologiche del corpo che avvengono da quando si forma l’individuo fino al suo massimo sviluppo.

7 La pubertà si realizza: f. 9/11 – 13/14 anni; m. 11/13 – 14/15 anni.

8 La pubertà è caratterizzata: da una crescita rapida in altezza, da un aumento di peso e da significative modificazioni inerenti la sfera sessuale, cambiamenti ormonali.

9 Il processo di mielinizzazione dei nervi motori, che trasmette gli stimoli per il movimento, si completa: verso i tre anni.

10 Negli ultimi anni vi è stato: notevole riduzione di attività fisica nella popolazione, a cominciare dai giovani, con aumento dell’obesità e del sovrappeso.

Coordinazione, equilibrio e capacità motorie

1 La coordinazione è: la capacità di organizzare, regolare e controllare in modo preciso il movimento.

2 L’equilibrio è: la capacità di reagire in modo adeguato alla forza di gravità senza alterare l’esecuzione motoria programmata.

3 La capacità di combinazione e di accoppiamento è: la capacità di saper collegare in una struttura unitaria parti di movimento o più movimenti tra loro.

4 Le abilità discrete: comprendono compiti come calciare, afferrare o lanciare una palla, saltare, ecc.; hanno un inizio e una fine definita e spesso si realizzano in un tempo molto breve.

5 La lateralità è: la consapevolezza e la conoscenza della parte destra e sinistra del proprio corpo.

6 La coordinazione oculo-manuale è: la capacità di mettere in relazione il movimento delle mani con le informazioni che ci dà la vista, organizzando nello stesso momento entrambe le funzioni.

7 La coordinazione oculo-segmentaria è: la capacità di coordinare l'attività dei segmenti corporei con le informazioni visive.

8 Le capacità condizionali, che comprendono forza, resistenza e velocità / rapidità: si basano prevalentemente sull’efficienza dei meccanismi energetici e dipendono dalla funzionalità di precise strutture del corpo.

9 La resistenza è: la capacità di mantenere il lavoro muscolare nel tempo contrastando il fenomeno della fatica.

10 La mobilità articolare è: la capacità che permette di eseguire i movimenti sfruttando in modo ottimale l’escursione articolare.

Educazione motoria nella scuola

1 L’educazione motoria nella scuola si fonda su precisi principi pedagogici, per cui deve essere sempre presente in tutto il processo formativo.

2 La motricità nella scuola: ha funzione preparatoria rispetto alla scrittura, alla lettura, alla danza.

3 Il termine “motricità”: indica la capacità del movimento, quale caratteristica e quale forma di linguaggio peculiari dell’uomo.

4 La psicomotricità: indica lo stretto rapporto che esiste tra funzioni psicologiche e movimento.

5 La cultura scolastica: ha la grande ed insostituibile funzione di assicurare unitarietà alle molteplici esperienze conoscitive dell’educando.

6 L’unità della cultura: si realizza nell’identità del soggetto che apprende, nella sua consapevolezza, nella coscienza e nella volontà delle sue azioni.

7 L’educazione motoria nella scuola: concorre a promuovere lo sviluppo delle capacità intellettuali, affettive, etico-morali, linguistiche, scientifiche, estetiche.

8 I Programmi didattici per la scuola primaria: assegnano all’educazione motoria una funzione molto importante, quale quella di consentire al fanciullo di dominare lo spazio e di essere protagonista dei propri comportamenti, e di coniugare con la parola il gesto e il movimento.

9 Nei Programmi didattici della scuola primaria si afferma la centralità dell’educazione motoria per la formazione integrale del fanciullo.

10 Nei Programmi per la scuola media: l’educazione fisica ha il fine di promuovere il potenziamento fisiologico del pre-adolescente, il consolidamento e il coordinamento degli schemi motori di base, il valore della motricità come linguaggio non verbale, l’attività di esplorazione ambientale, la pratica ginnico-sportiva.

Metodi didattici e obiettivi educativi

1 I metodi didattici e i contenuti dell’insegnamento sono sempre collegati agli obiettivi educativi e con questi devono essere coerenti.

2 Secondo la classificazione che Gaston Mialaret ha elaborato sui fattori che influiscono sulla costruzione di un programma scolastico e, quindi, sulle finalità e sugli obiettivi dell’educazione: un fattore importante è rappresentato dallo stato del pensiero pedagogico e dall’autorevolezza dei grandi educatori.

3 Gli obiettivi dell’educazione motoria, fisica e sportiva sono espressione: delle trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche che formano l’ambiente di vita dell’educando.

4 I ragazzi svolgeranno con piacere l’attività motoria e la pratica sportiva nella scuola se: il docente utilizza metodi didattici capaci di promuovere negli alunni atteggiamenti di sicurezza e di autostima.

5 Una visione integrata dell’educazione motoria significa che: deve coinvolgere tutti gli aspetti della personalità dell’educando.

6 La dimensione affettiva rispetto all’educazione motoria: è fondamentale perché promuove nel ragazzo sentimenti di piacere e di autostima.

7 Esistono Organismi internazionali che hanno definito le competenze motorie da promuovere nella scuola: sì, perché a livello internazionale c’è l’aspirazione a promuovere una cultura universale unitaria attraverso l’educazione delle giovani generazioni.

8 Nel POF, Piano dell’Offerta Formativa: l’educazione motoria fa parte integrante dell’offerta formativa e dev’essere programmata con precisione, per quanto riguarda gli obiettivi, i contenuti e i metodi, in funzione di ciascun ordine di scuola e sulla base delle “Indicazioni” ministeriali.

9 L’acquisizione delle abilità socio-relazionali: è uno dei fini generali dell’educazione, a cui l’educazione motoria e sportiva può e deve concorrere in forma specifica.

10 L’acquisizione delle abilità espressive del corpo: è una finalità specifica dell’educazione motoria, fisica e sportiva.

Il gioco e la funzione educativa

1 Il gioco: è un’attività auto-gratificante, che esprime l’attitudine dell’uomo ad esplorare il mondo, muovendosi in libertà.

2 Il gioco: già dalla radice etimologica mostra i suoi riferimenti con il movimento, oltre che con la razionalità.

3 Il gioco: ha una profonda e persistente funzione educativa, che si esplica soprattutto in età evolutiva, ma non viene meno neppure nell’età adulta.

4 Jean Piaget ha sostenuto che il gioco: è un elemento fondante nel processo di sviluppo del pensiero simbolico.

5 Gli studi sulla storia del gioco hanno dimostrato che: il gioco rappresenta lo specchio della società in cui si realizza.

6 Lo storico del Medio Evo Paul Ariès nel suo libro Padri e figli nell’Europa medievale e moderna sostiene che: nell’età medioevale esisteva una stretta relazione tra gioco e vita quotidiana e, inoltre, che il gioco aveva una presenza più diffusa nella società.

7 I giochi possono essere classificati in base: agli elementi costitutivi del gioco.

8 I “giochi di movimento” sono particolarmente importanti perché: sviluppano nell’educando processi di assunzione di ruoli e favoriscono la maturazione delle funzioni simboliche del pensiero.

9 I tipi di gioco possono essere classificati anche in base: alle fasi di sviluppo della personalità.

10 I sei temi ludici individuati dal Marchal e le quattro categorie individuate dal Caillois: sono elementi che caratterizzano il gioco e che possono essere contemporaneamente presenti in un stesso gioco.

Giochi di movimento e giochi sportivi tradizionali

1 I giochi di movimento hanno una particolare importanza ai fini educativi perché: attivano comportamenti “intelligenti”.

2 Un modello molto importante di giochi di movimento è costituito dai giochi sportivi tradizionali perché: sono una risorsa educativa e didattica in cui è possibile sperimentare forme di azione e di comunicazione ludica, nelle quali sono prevalenti libertà di iniziativa, scelta di comportamenti e ruoli.

3 Il gioco: ha una profonda e persistente funzione educativa, che si esplica soprattutto in età evolutiva, ma non viene meno neppure nell’età adulta.

4 Jean Piaget ha sostenuto che il gioco: è un elemento fondante nel processo di sviluppo del pensiero simbolico.

5 Gli studi sulla storia del gioco hanno dimostrato che: il gioco rappresenta lo specchio della società in cui si realizza.

6 Lo storico del Medio Evo Paul Ariès nel suo libro Padri e figli nell’Europa medievale e moderna sostiene che: nell’età medioevale esisteva una stretta relazione tra gioco e vita quotidiana e, inoltre, il gioco aveva una presenza nella società più diffusa rispetto ad oggi.

7 I giochi possono essere classificati in base: agli elementi costitutivi del gioco.

8 I “giochi di movimento” sono particolarmente importanti perché: sviluppano nell’educando processi di assunzione di ruoli e favoriscono la maturazione delle funzioni simboliche del pensiero.

9 I tipi di gioco possono essere classificati anche in base: alle fasi di sviluppo della personalità.

10 I sei temi ludici individuati dal Marchal e le quattro categorie individuate dal Caillois: sono elementi che caratterizzano il gioco e che possono essere contemporaneamente presenti in un stesso gioco.

Sport ed educazione

1 Lo sport: si sostanzia di spirito di competizione e di agonismo, ma anche di rispetto e di lealtà.

2 Nello sport: convivono competenze professionistiche e libertà dilettantistiche.

3 Lo sport può svolgere una vera funzione educativa: se è caratterizzato da creatività, da spirito competitivo, da desiderio di autocontrollo.

4 L’educazione allo sport: pone problemi metodologici complessi e difficili, fondati sul principio della netta distinzione tra educ.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di teoria e metodologia dell'allenamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Manzo Generosa.
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