Concetti Chiave
- L'ordinamento giuridico ha riconosciuto il diritto alla privacy e all'onore, confermati dalla Corte costituzionale come inviolabili.
- Il caso Veronesi del 1985 ha segnato un passo fondamentale nel riconoscimento del diritto all'identità personale, stabilendo la responsabilità in caso di diffamazione.
- Il diritto allo status filiationis consente ai figli di riconoscere la paternità e maternità, assumere il cognome dei genitori e accedere a diritti essenziali come il mantenimento e l'istruzione.
- La sentenza 13 del 1994 ha ribadito l'importanza dell'identità personale, mentre la sentenza 278 del 2013 ha dichiarato incostituzionale l'anonimato genitoriale nelle adozioni.
- La Corte ha stabilito che il diritto alla conoscenza delle proprie origini prevale sull'anonimato della madre, aprendo a nuove possibilità per i figli adottati.
Evoluzione dei diritti alla privacy
L’ordinamento giuridico prevede inoltre la tutela del diritto alla privacy e all’onore. Tali diritti, oggi consolidati e considerati scontati, non erano previsti dalla giurisdizione vigente fino agli anni settanta dello scorso secolo. La Corte costituzionale ha definito «inviolabili» il diritto al proprio decoro, al proprio onore, alla propria rispettabilità e reputazione e alla propria immagine pubblica. L’affermazione di questi diritti si consolidò specificatamente nel 1985, in seguito al cosiddetto «caso Veronesi», incentrato sulla diffamazione personale e dell’identità del singolo. In quel contesto, la Corte di cassazione ha riconosciuto il diritto all’identità personale. Tramite la sentenza 13 del 1994 e la 278 del 2013, la Corte si è espressa in merito al concetto di diritto all’identità personale, prendendo in esame questioni che attenevano all’identità anagrafica.
Diritti inviolabili e status filiationis
Nell’ambito dei diritti inviolabili, dunque, è fondamentale il diritto del figlio ad uno status filiationis. Esso implica il diritto di agire per il riconoscimento della paternità e maternità e di assumere il nome della propria discendenza famigliare con ciò che ne consegue, ad esempio il diritto di ottenere il mantenimento, all’istruzione, all’educazione, nonché il diritto ad essere identificato, fin dalla nascita, attraverso l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori.
Sentenze chiave sulla genitorialità anonima
Nella sentenza 13 del 1994, in particolare, è rilevante il punto cinque: è certamente vero, dice la Corte, che tra i diritti che formano il patrimonio irretrattabile della persona umana è annoverato, ex articolo 2 della Costituzione, quello all’identità personale, all’individualità e,, ex articolo 22 Costituzionale, il diritto a non essere privati in alcun caso del proprio nome e della propria cittadinanza. Tramite la sentenza 278 del 2013, in seguito, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’allora vigente giurisdizione sull’adozione: essa prevedeva il diritto della madre a mantenere l’anonimato sulla sua genitorialità. Sulla base della giurisdizione in vigore fino al 2013, il figlio consapevole di essere stato adottato non poteva in alcun caso risalire alle proprie origini ai fini di tutelare il diritto di anonimato della madre. Tramite la suddetta sentenza, però, la Corte ha definito incostituzionale la legge che impone l’anonimato genitoriale, stabilendo che, a distanza di molti anni dal parto, il giudice può, in camera di consiglio, chiedere alla madre di confermare la propria posizione rispetto all’anonimato.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del "caso Veronesi" nella tutela dei diritti alla privacy?
- Quali diritti sono garantiti al figlio in relazione allo status filiationis?
- Cosa ha stabilito la Corte costituzionale riguardo all'anonimato genitoriale?
Il "caso Veronesi" del 1985 ha segnato un momento cruciale nella tutela dei diritti alla privacy, incentrandosi sulla diffamazione personale e sull'identità del singolo, portando la Corte di cassazione a riconoscere il diritto all'identità personale.
Il diritto allo status filiationis garantisce al figlio il riconoscimento della paternità e maternità, l'attribuzione del cognome di entrambi i genitori e diritti fondamentali come il mantenimento, l'istruzione e l'educazione.
La Corte costituzionale, con la sentenza 278 del 2013, ha dichiarato incostituzionale la legge che imponeva l'anonimato genitoriale, affermando che il figlio adottato ha il diritto di risalire alle proprie origini, contrariamente alla giurisdizione precedente.