Concetti Chiave
- La storia della Tunisia si intreccia con quella di Algeria e Marocco, a partire dai Fenici, che fondarono Cartagine nel 814 a.C.
- Dopo le invasioni dei Vandali e dei Bizantini, gli Arabi conquistarono la Tunisia nel 698, portando a una significativa espansione culturale e religiosa.
- Il distacco dalla dominazione ottomana avvenne nel 1705 con la proclamazione di indipendenza da parte del bey Husayn ibn ‘Alì.
- La lotta per l'indipendenza si intensificò nel XX secolo, con la creazione di movimenti politici come il Neo-Destür guidato da Habib Burghiba.
- L'indipendenza dalla Francia fu dichiarata nel 1956, portando a importanti riforme sociali e politiche, tra cui l'abolizione della poligamia e il riconoscimento del diritto di voto per le donne.
Storia antica della Tunisia
Per lungo tempo, la Tunisia ha conosciuto una storia comune agli altri due paesi del Maghreb, l’Algeria e il Marocco.
La prima grande civiltà con un insediamento stabile sul territorio della futura Tunisia furono i Fenici, anche vi vivevano già gli antenati degli attuali Berberi. Cartagine aveva origine fenice e poco tempo dopo la sua fondazione, avvenuta nell’814, era già una potenza di primo piano. Questa posizione di supremazia fu mantenuta con fasi alterne fino al 146, anno in cui i Romani ne fecero una loro provincia. Tuttavia, le città della Tunisia continuarono ad essere centri di cultura e di arte e a dare i natali a personalità prestigiose come Tertulliano e Sant’ Agostino.
Invasioni e dominazioni
Nel 439, la Tunisia fu invasa dai Vandali che provenivano dalla Spagna, attraverso il Marocco.
Quando i Vandali furono vinti dai Bizantini nel 533, Tunisi diventò capitale dell’esarcato, dipendente da Bisanzio.
Nel 698, arrivarono gli Arabi che distrussero completamente Tunisi.
Lotta per l'indipendenza
Da allora in poi, la conquista araba si estese e si impose su tutto il territorio nonostante la resistenza delle popolazioni berbere.
Il distacco definitivo dalle altre due nazione maghrebine avvenne nel 1228, quando Abu Zakāriyā Yahyā fondò la dinastia degli Hafsidi che governerà il paese per più di 300 anni.
Nel 1574, la Tunisia cade nelle mani dei Turchi Ottomani che, tuttavia, la dominarono per poco tempo perché ben presto si venne a creare una forte autonomia. Infatti, nel 1705, il bey Husayn ibn ‘Alì si proclamò re e il paese, praticamente, diventò indipendente ed inizio a dare inizio ad una politica attiva con i paesi europei. Con una serie di trattati, la Francia si assicurò una posizione di privilegio in Tunisia, cosa non vista di buon’occhio soprattutto dall’ Inghilterra. Il bey cercò di appoggiarsi sull’Italia per contenere l’invadenza e la pressione francese e l’Italia, da parte sue, contava prima o poi si estendere il suo protettorato in Tunisia favorendo così l’ emigrazione ol tre il Canale di Sicilia di molti Siciliani. Ma in questo modo, l’Italia avrebbe controllato il passaggio delle navi attraverso il Canale e ciò contrastava gli interessi francesi ed inglesi, Fu così che la Francia, a sorpresa, che si era già insediata solidamente in Algeria, con un colpo di mano estese il proprio protettorato su tutta la Tunisia, incrinando così i rapporti con l’Italia.
Da allora in poi, la storia tunisina è caratterizzata sulla lotta per la riconquista dell’indipendenza. Si formarono due fazioni: movimento dei Giovani Tunisini del 1907 e partito Destür del 1920, di ispirazione liberale costituzionale. La guida del movimento indipendentista fu presa nel 1934 dal partito Neo-Destür, guidato da Habib Burghiba.
Durante la seconda guerra mondiale anche la Tunisia fu coinvolta nel conflitto e con l’occupazione tedesca della Francia diventò parte del regime di Vichy. Burghiba, riuscì a strappare ai Tedeschi numerose concessioni e per questo, dopo la guerra fu costretto a fuggire perché accusato di collaborazionismo. Tuttavia, in seguito fu richiamato in patria che intavolare delle trattative con la Francia nell’ottica dell’indipendenza. Le trattative fallirono perché i coloni francesi si rifiutarono di seguire il loro stesso governo nelle concessioni fatte ed imposero, addirittura, il ricorso a soluzioni di forza. Burghiba fu arrestato e questo contribuì a scatenare una sanguinosa guerriglia. Nel 1954, il presidente francese, Mendès-France, si rese conto che la sola via di uscita sarebbe stata un accordo e per questo alla Tunisia fu concessa un’autonomia interna.
Conquista dell'indipendenza
Nel 1956, fu abolito il Trattato del Bardo, con cui alla fine del XIX secolo, la Tunisia accettava il protettorato francese, e fu dichiarata l’indipendenza. L’anno successivo fu proclamata la Repubblica. Negli anni successivi è stato abrogato il doppio regime, coranico e civile, è stata abolita la poligamia, il ripudio è stato sostituito col divorzio, alle donne è stato riconosciuto il diritto di voto e nelle scuole è stato proibito l’hijab.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la prima grande civiltà a stabilirsi in Tunisia?
- Quali eventi segnarono la conquista araba della Tunisia?
- Come si sviluppò l'autonomia della Tunisia sotto il dominio ottomano?
- Quali furono i principali movimenti per l'indipendenza tunisina?
- Quali furono le principali riforme dopo l'indipendenza della Tunisia nel 1956?
La prima grande civiltà con un insediamento stabile in Tunisia furono i Fenici, che fondarono Cartagine nel 814 a.C., diventando rapidamente una potenza di primo piano.
Nel 698, gli Arabi distrussero completamente Tunisi, segnando l'inizio di una conquista che si estese su tutto il territorio, nonostante la resistenza delle popolazioni berbere.
Sebbene la Tunisia fosse sotto il dominio dei Turchi Ottomani dal 1574, nel 1705 il bey Husayn ibn ‘Alì si proclamò re, avviando un periodo di forte autonomia e di relazioni attive con i paesi europei.
I principali movimenti per l'indipendenza furono il movimento dei Giovani Tunisini del 1907, il partito Destür del 1920 e, successivamente, il partito Neo-Destür guidato da Habib Burghiba nel 1934.
Dopo l'indipendenza nel 1956, furono aboliti il doppio regime coranico e civile, la poligamia, e fu riconosciuto il diritto di voto alle donne, mentre l'hijab fu vietato nelle scuole.