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Concetti Chiave

  • Mao Tse-tung avvia la rivoluzione culturale nel 1966 per evitare di essere emarginato, incoraggiando i giovani a mettere in discussione i dirigenti del partito.
  • Le guardie rosse, formate da studenti, si mobilitano in gruppi autonomi per accusare pubblicamente i dirigenti, utilizzando manifesti murali e il Libretto rosso come guida.
  • Il movimento giovanile riceve supporto dall'esercito e da Lin Biao, ministro della difesa, che organizzano trasporti e campi di accoglienza per le manifestazioni.
  • Le manifestazioni delle guardie rosse spesso sfociano in violenze e aggressioni fisiche, causando umiliazioni pubbliche e un alto numero di vittime.
  • La rivoluzione culturale termina nel 1969 con l'intervento dell'esercito, consentendo a Mao di riprendere il controllo della dirigenza del partito.

Qual è l'inizio della rivoluzione culturale?

Quando Mao tse-tung vede che stava rischiando di essere emarginato dalla dirigenza del partito agli inizi degli anni Settanta, in Cina, reagisce con una mossa estremamente audace: nel 1966 invita tutti i giovani studenti e in particolare i figli e le figlie degli operai, dei contadini poveri e dei soldati a realizzare una "rivoluzione culturale": ma li esorta ad abbandonare ogni timore e a mettere in discussione i dirigenti del partito tutte le volte in cui il loro comportamento sia giudicato sbagliato.

L'ascesa delle guardie rosse

I giovani studenti e le giovani studentesse delle scuole superiori e delle università accolgono questo appello con un'incredibile entusiasmo. Moltissimi formano gruppi autonomi che con pubblici tazebao, cioè manifesti murali, pongono sotto accusa questo o quel dirigente. I membri della complessa costellazione di questi gruppi giovanili vengono definiti collettivamente "guardie rosse" (la definizione militaresca e solo metaforica, in effetti non sono un corpo militare) e il Libretto rosso, una raccolta antologica di citazioni e di aforismi di Mao, è il loro "testo sacro", è Mao rappresenta il loro idolo. Il grande movimento sferra attacchi anche alle massime autorità del partito, compreso Deng Xiaoping, che viene costretto ad allontanarsi dall'incarico e ad andare a lavorare in una fabbrica, altri sono formalmente accusati di reati e condannati al carcere.

Il ruolo dell'esercito e Lin Biao

È chiaro che da solo il movimento giovanile non avrebbe la forza di raggiungere simili risultati: tutto questo sommovimento è possibile solo perché la rivoluzione culturale riceve l'appoggio del ministro della difesa, Lin Biao (1908-1971) e soprattutto l'appoggio dell'esercito che da lui dipende.

La mobilitazione degli studenti

Gli studenti coinvolti nel movimento sono molti milioni: l'invito è a mobilitarsi permanentemente cessando di frequentare le scuole per muoversi in massa là dove è richiesta la loro azione, l'esercito si preoccupa di predisporre i mezzi di trasporto per gli spostamenti in massa e i campi di accoglienza nei luoghi in cui le "guardie rosse" sono chiamate a inscenare le loro manifestazioni di protesta o di intimidazione. Queste iniziative sono non di rado violente,

prevedono umiliazioni in pubblico di coloro che, a torto o a ragione, sono considerati oppositori di Mao e non è raro che le manifestazioni di critica trascendano in aggressioni fisiche che fanno un numero di vittime molto elevato.

La fine della rivoluzione culturale

Nel 1967 i principali obiettivi politici sono stati raggiunti: Mauro ha eliminato i suoi principali oppositori e vorrebbe bloccare il movimento giovanile, che comunque è largamente fuori controllo infatti gli studenti che fanno parte delle guardie rosse non tornano a scuola e inoltre si dividono in gruppi che spesso sono in duro conflitto gli uni contro gli altri. Alla fine c'è bisogno dell'intervento dell'esercito affinché le giovani guardie rosse siano indotte a cessare le loro incursioni politiche o i loro scontri intestini. Nel 1969 la fase della "rivoluzione culturale" viene chiusa infatti l'esercito provvede a fermare quelli che ormai vengono comunemente considerati gli "eccessi" delle giovani "guardie rosse" mentre Mao, in questo modo, è riuscito a riassumere la dirigenza persa negli anni precedenti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la motivazione principale che ha spinto Mao tse-tung a lanciare la rivoluzione culturale?
  2. Mao ha lanciato la rivoluzione culturale nel 1966 per evitare di essere emarginato dalla dirigenza del partito, invitando i giovani a mettere in discussione i dirigenti del partito quando il loro comportamento fosse giudicato sbagliato.

  3. Chi erano le "guardie rosse" e quale ruolo hanno svolto durante la rivoluzione culturale?
  4. Le "guardie rosse" erano gruppi di giovani studenti che, ispirati da Mao, formavano collettivamente un movimento di protesta contro i dirigenti del partito, utilizzando manifesti murali per accusarli e attaccarli pubblicamente.

  5. Qual è stato il ruolo dell'esercito e di Lin Biao nella rivoluzione culturale?
  6. Lin Biao, ministro della difesa, e l'esercito hanno fornito un supporto cruciale al movimento giovanile, permettendo la mobilitazione degli studenti e garantendo i mezzi di trasporto e i campi di accoglienza per le manifestazioni delle guardie rosse.

  7. In che modo la mobilitazione degli studenti ha influito sulla società cinese durante la rivoluzione culturale?
  8. La mobilitazione degli studenti ha portato a un'azione di massa che ha spesso sfociato in violenza, con umiliazioni pubbliche e aggressioni fisiche contro presunti oppositori di Mao, causando un alto numero di vittime.

  9. Come si è conclusa la rivoluzione culturale e quali sono stati i suoi effetti finali?
  10. La rivoluzione culturale si è conclusa nel 1969 con l'intervento dell'esercito per fermare gli eccessi delle guardie rosse, permettendo a Mao di riassumere il controllo della dirigenza del partito dopo aver eliminato i suoi principali oppositori.

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