Concetti Chiave
- La distinzione tra tributo e tassa si basa sul criterio di quantificazione dell'importo, con il tributo legato alla capacità contributiva dei cittadini.
- I tributi sono richiesti per contribuire alle spese pubbliche, mentre le tasse sono pagate per usufruire di servizi specifici.
- Il sistema tributario tiene conto non solo del reddito, ma anche del livello di istruzione, favorendo i cittadini più svantaggiati.
- La progressività fiscale, prevista dall'art. 53 Cost., implica che la tassazione non può essere uniforme per tutti i cittadini.
- Una maggiore efficienza economica pubblica è correlata all'incremento del reddito statale, evidenziando l'importanza del sistema perequativo.
Distinzione tra tributo e tassa
In ambito tributario bisogna distinguere i concetti di tributo e tassa. La principale differenza che ricorre fra queste due figure riguarda il criterio utilizzato per quantificarne l’importo. Per erogare un certo servizio, l’amministrazione pubblica sostiene una certa spesa e, pertanto, chiede a tutti coloro che ne beneficiano di contribuire in via perequativa alle spese di gestione del suddetto servizio. A tal proposito si parla di «tributo». Questa previsione è strettamente connessa con il principio di capacità contributiva, sancito dall’art. 53 Cost. Ogni cittadino è tenuto a contribuire in base alla propria capacità e disponibilità economica.
Diverso è invece il concetto di tassa (o imposta), pagata dai cittadini privati per fruire di particolari servizi: le tasse possono essere scolastiche, universitarie, amministrative, ecc.
Efficienza economica e sistema perequativo
Nella prospettiva dell’economia, una maggiore efficenza del sistema economico corrisponde a una maggiore efficienza del mercato produttivo. Per ogni unità di reddito che si aggiunge al patrimonio statale l’efficienza economica pubblica subisce un incremento.
Il sistema perequativo su cui si fonda il dovere tributario tiene conto non solo del reddito, ma anche del livello di istruzione che ciascun cittadino ha raggiunto. In conformità all’art. 3 Cost., il quale mira ad assicurare il medesimo punto di partenza, si ritiene che un maggior livello di istruzione corrisponda a maggiori vantaggi e possibilità. Seguendo questo filo logico, il sistema tributario privilegia, a parità di reddito, colui che è più svantaggiato, chiedendogli uno sforzo contributivo meno ingente.
La tassazione non può essere uguale per tutti, perché il venir meno degli effetti distributivi contravverrebbe al principio di progressività fiscale, anch’esso previsto dall’art. 53 Cost.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra tributo e tassa?
- Come influisce il livello di istruzione sul sistema tributario?
- Perché la tassazione non può essere uniforme per tutti?
La principale differenza risiede nel criterio di quantificazione: il tributo è legato alla capacità contributiva e alla spesa per servizi pubblici, mentre la tassa è pagata per fruire di servizi specifici, come quelli scolastici o amministrativi.
Il sistema tributario considera il livello di istruzione dei cittadini, privilegiando chi è più svantaggiato, in modo da garantire un contributo meno oneroso a parità di reddito, in linea con il principio di equità sancito dall’art. 3 Cost.
La tassazione non può essere uguale per tutti poiché ciò violerebbe il principio di progressività fiscale, previsto dall’art. 53 Cost., che mira a garantire effetti distributivi e a tenere conto delle diverse capacità economiche dei cittadini.