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Concetti Chiave

  • Gli imperatori romani avevano un atteggiamento incoerente verso i cristiani, oscillando tra tolleranza e diffidenza.
  • I cristiani furono sospettati di disubbidienza civile poiché rifiutavano di sacrificare agli idoli e all'immagine dell'imperatore.
  • Plinio il Giovane, governante in Bitinia, chiese consiglio a Traiano su come trattare i cristiani denunciati.
  • Traiano rispose che i cristiani non dovevano essere cercati attivamente, ma puniti se accusati e non rinnegavano la loro fede.
  • Le denunce anonime non dovevano essere considerate, poiché ritenute un pessimo esempio per l'epoca.
Che fare dei cristiani? (lettera di Traiano a Plinio il Giovane, II secolo d.C.)

L’atteggiamento degli imperatori nei confronti dei cristiani non fu sempre coerente, anche se all’inizio i cristiani poterono godere di una certa tacita tolleranza.
Indubbiamente, però, una certa ambigua diffidenza dovette sempre caratterizzare il rapporto fra cristiani e impero; in particolare, i cristiani erano sospettati di disubbidienza civile per il loro rifiuto di sacrificare agli idoli, e quindi anche all’immagine dell’imperatore. Così, oltre a persecuzioni aperte, i cristiani rischiavano comunque di incorrere nei rigori della legge. Lo dimostra questo scambio epistolare fra Plinio il Giovane, inviato come governante in Bitinia, e l’imperatore Traiano. Plinio non sa come comportarsi nei riguardi dei cristiani ed espone i propri dubbi all’imperatore in una lunga lettera. La risposta è concisa, ma chiara.
Traiano a Plinio. Nell’inchiesta su coloro che erano stati denunciati come cristiani hai agito come dovevi. Non si può stabilire una norma generale, che possa valere da modello. Non bisogna cercarli; se sono denunciati e accusati, devono essere punti, in modo però che chi negherà di essere cristiano e lo dimostrerà in pratica, cioè facendo omaggio alle nostre divinità, ottenga per la sua penitenza il perdono, anche se sia sospettato per il passato. Le denunce anonime poi non devono essere prese in considerazione per alcun delitto. Sono infatti un pessimo esempio, indegno del nostro secolo.

Domande da interrogazione

  1. Qual era l'atteggiamento dell'imperatore Traiano nei confronti dei cristiani denunciati?
  2. Traiano riteneva che i cristiani denunciati dovessero essere puniti solo se non rinnegavano la loro fede e non sacrificavano agli dei romani. Tuttavia, chi negava di essere cristiano e dimostrava la sua fedeltà alle divinità romane poteva ottenere il perdono.

  3. Come dovevano essere trattate le denunce anonime secondo Traiano?
  4. Traiano affermava che le denunce anonime non dovevano essere prese in considerazione per alcun delitto, poiché le considerava un pessimo esempio e indegne del suo tempo.

  5. Qual era la posizione di Plinio il Giovane riguardo alla gestione dei cristiani?
  6. Plinio il Giovane era incerto su come gestire i cristiani e cercava consigli dall'imperatore Traiano, esprimendo i suoi dubbi in una lunga lettera.

Domande e risposte

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