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Concetti Chiave

  • L'Emilia-Romagna si presenta come un triangolo, delimitato dall'Appennino, dal Mare Adriatico e dal Po, fungendo da ponte tra Italia continentale e peninsulare.
  • La regione è divisa in due zone distinte: la pianura a nord, fertile ma poco irrigata, e i rilievi collinari e montuosi a sud, culminanti nel Monte Cimone.
  • I fiumi della regione, sebbene numerosi, hanno generalmente scarsa portata e carattere torrentizio, con letti sassosi e tendenze a straripare durante le piene.
  • Le valli appenniniche, disposte parallelamente, sono importanti vie di passaggio tra l'Emilia-Romagna e l'Italia Centrale.
  • La costa emiliano-romagnola è caratterizzata da spiagge sabbiose e centri balneari, mentre a nord si trovano le Valli di Comacchio, rimaste umide nonostante il prosciugamento di altri stagni.

Geografia dell'Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna ha la figura di un triangolo con il lato più lungo formato dall’Appennino, e i minori rispettivamente dal Mare Adriatico e dal corso del Po (con brevi deviazioni lungo gli Oltrepò pavese e mantovano). Per la sua posizione è la regione-ponte fra l’Italia continentale e peninsulare. La costa è generalmente bassa e sabbiosa; a Nord presentava un tempo numerosi stagni e acquitrini, oggi prosciugati ad eccezione delle Valli di Comacchio. A Sud si orna di belle spiagge costellate di centri balneari notissimi.

Caratteristiche fisiche della regione

Dal punto di vista fisico la regione può essere distinta in due zone: la pianura a Nord della Via Emiliana e i rilievi collinare e montuoso a Sud. La zona di pianura è costituita dal lembo meridionale della Pianura Padana; benché manchi di fontanili e quindi sia poco irrigata, gareggia per fertilità con la pianura lombarda. La zona collinare-montuosa corrisponde al versante settentrionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e raggiunge la sua maggiore altezza nel Monte Cimone. È solcata da lunghe valli, disposte parallelamente come i denti di un pettine; esse sono molto importanti come vie di passaggio, poiché attraverso i facili passi appenninici (Cisa, Poretta, Futa, Mandrioli) mettono in comunicazione con l’Italia Centrale. I fianchi vallivi di questa zona sono costituiti in prevalenza da rocce tenere, facili a sfaldarsi e a franare. Presentano inoltre frequenti calanchi, solchi profondi e brulli, scavati dalle acque, disposti parallelamente o a ventaglio.

Fiumi e valli emiliano-romagnoli

I fiumi emiliano-romagnoli sono numerosi quanto le valli che sboccano nella pianura, ma sono quasi tutti di scarsa portata e di carattere torrentizio. Si allargano, per solito, in vasti letti sassosi, dai quali straripano nei periodi di piena sulle campagne circostanti, provocando danni spesso ingentissimi. Partendo da Nord-Ovest si incontrano: la Trebbia, il Taro, il Parma, l’Enza, la Secchia, il Panaro, che si gettano nel Po; sboccano direttamente nell’Adriatico il Reno, il Lamone, il Montone, il Savio, il Rubicone, l’Uso e la Marecchia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la forma geografica dell'Emilia-Romagna e quali sono i suoi confini naturali?
  2. L'Emilia-Romagna ha la forma di un triangolo, con il lato più lungo formato dall'Appennino e i lati minori dal Mare Adriatico e dal corso del Po, fungendo da regione-ponte tra l'Italia continentale e peninsulare.

  3. Come si suddivide fisicamente la regione e quali sono le sue caratteristiche principali?
  4. La regione si divide in due zone: la pianura a Nord della Via Emiliana, fertile ma poco irrigata, e la zona collinare-montuosa a Sud, che raggiunge la sua massima altezza nel Monte Cimone e presenta lunghe valli importanti per le comunicazioni.

  5. Qual è la natura dei fiumi emiliano-romagnoli e quali sono alcuni dei principali corsi d'acqua?
  6. I fiumi emiliano-romagnoli sono numerosi ma di scarsa portata e carattere torrentizio, con letti sassosi. Tra i principali fiumi ci sono la Trebbia, il Taro, il Parma, e quelli che sboccano direttamente nell'Adriatico come il Reno e il Rubicone.

Domande e risposte

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