Concetti Chiave
- Torquato Tasso nacque nel 1544 a Sorrento, segnato da un forte senso di sradicamento dovuto alla sua origine e ai continui spostamenti della famiglia.
- Ricevette un'educazione umanistica e iniziò a scrivere poemi, tra cui il Rinaldo e la Gerusalemme, che rivelano l'influenza del padre e il suo talento poetico.
- Entrò al servizio del cardinale Luigi d’Este, dove compose l’Aminta e il poema Goffredo, che si evolverà nella celebre Gerusalemme liberata.
- Il suo squilibrio psicologico si intensificò a causa di angosce legate alla sua opera e ai rapporti con la corte estense, culminando in un lungo periodo di internamento.
- Nonostante le difficoltà personali e l'oppressione culturale, la stima per Tasso crebbe tra gli intellettuali, portandolo a lavorare anche per Clemente VIII prima della sua morte nel 1595.
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Intanto la famiglia era colpita dalla confisca dei beni e i parenti materni negavano la potestà di Bernardo sulla figlia. In un primo momento Tasso fu inviato a Bergamo, poi seguì il padre a Ravenna e Urbino, dove Bernardo era entrato al servizio del duca Guidubaldo II della Rovere. Qui egli ricevette un’educazione di stampo umanistico dal duca Francesco Maria della Rovere, poi si spostò a Venezia. Questo spostarsi amplificò il senso di sradicamento presente in Tasso fin dalla nascita. Nel ’62 stampa un poema cavalleresco, il Rinaldo, in cui forte compare l’influenza del modello paterno che qualche anno prima aveva composto l’Amadigi. Lo scrittore iniziò in questo periodo la composizione della Gerusalemme, un poema sulla prima crociata che rimase incompiuto. Si trasferì a Padova dove studia diritto, filosofia ed eloquenza, poi viene espulso dall’università di Bologna, perché autore di alcune satire contro i docenti e gli studenti. Nel frattempo compose le prime liriche d’amore, dedicate a Lucrezia Bendidio, dama di Eleonora d’Este, e Laura Peperara. Nel 1565 entrò a servizio del cardinale Luigi d’Este, trasferendosi a Ferrara, dove viene travolto dall’ambiente della corte. Riprese il progetto della composizione di un poema che intitolò Goffredo, ma che sarebbe diventato la Gerusalemme liberata. Nel ’72, sotto Alfonso d’Este, compose l’Aminta, un dramma pastorale.
Egli fu nominato storiografo di corte, ma contemporaneamente iniziò il suo squilibrio psicologico. Il primo motivo di angoscia fu proprio il poema sulla prima crociata, che aveva letto ad Alfonso. Tasso ne era insoddisfatto e lo sottopose a letterati e filosofi e sebbene il giudizio risulti positivo, nel ’77 lo sottopose all’Inquisizione di Ferrara, dopo essersi già autoaccusato a quella di Bologna, ma l’opera fu assolta. La sentenza non lo soddisfò e la sua inquietudine crebbe. Nella vicenda di Tasso era chiaro l’effetto della nuova cultura della Controriforma: dopo il Concilio di Trento (1545-1563) la Chiesa attuò il proprio tentativo di riaffermare il controllo sulla cultura e per questo la cultura rinascimentale declinò, determinando un’omologazione di artisti e letterati che, preoccupati di vedere le proprie opere nell’indice dell’Inquisizione, scrivevano opere che potessero essere gradite agli ecclesiastici.
Tasso prestò all’ideologia controriformistica un consenso coatto, a cui non cessò di ribellarsi in nome della libertà di pensiero, ma proprio questa ribellione era vissuta come una colpa per la quale punirsi. La seconda ragione di angoscia riguardava i rapporti con la corte estense: Tasso aveva tentato di passare al servizio dei Medici, nemici della casa d’Este, così quando nel ’77 lanciò un coltello contro un servo dal quale si sentiva spiato, Alfonso lo fece allontanare dalla corte, dove fu richiamato per il matrimonio del duca con Margherita Olsaga.
Durante una cerimonia pubblica però offese il duca e la corte, così fu incatenato nell’ospedale di sant’Anna per sette anni e il suo squilibrio era evidente nelle innumerevoli lettere che scriveva, dove era presente l’alternanza di momenti di follia a momenti di lucidità. Intanto ovunque cresceva tra gli intellettuali la stima per il poeta, in seguito al successo dell’opera, così il duca Vincenzo Gonzaga nell ’86 sembrava intenzionato a liberarlo, ma proprio le ragioni della fama causavano tormento al poeta, poiché fu la pubblicazione del poema, a cui non aveva dato l’assenso, a procurargli ammirazione. Nell’87 a Roma entrò a servizio di Clemente VIII, scrivendo opere di carattere religioso e revisionando la Gerusalemme liberata, che pubblicò con il nome di Gerusalemme conquistata. Nel 1595 morì nel convento di sant’Onofrio sul Gianicolo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della nascita di Torquato Tasso e come ha influenzato la sua vita?
- Quali eventi segnarono l'infanzia e la giovinezza di Tasso?
- Quali opere significative scrisse Tasso durante la sua carriera?
- Come influenzò la Controriforma la vita e l'opera di Tasso?
- Qual è il destino finale di Torquato Tasso?
Torquato Tasso nacque nel 1544 a Sorrento per ragioni casuali, poiché i suoi genitori non erano campani. Questo contribuì al suo costante sentimento di sradicamento, un tema ricorrente nella sua vita e nelle sue opere.
Tasso visse con la madre e la sorella fino al 1554, quando si ricongiunse al padre. La sua infanzia fu segnata dalla morte della madre nel 1556 e dalla confisca dei beni familiari, che influenzarono profondamente il suo sviluppo personale e artistico.
Tra le opere più importanti di Tasso ci sono il poema cavalleresco "Rinaldo", la "Gerusalemme liberata" e il dramma pastorale "Aminta". Queste opere riflettono la sua evoluzione artistica e il suo coinvolgimento con la corte estense.
La Controriforma e il Concilio di Trento influenzarono Tasso, portandolo a un consenso coatto con l'ideologia ecclesiastica, mentre lui stesso si ribellava in nome della libertà di pensiero, creando un conflitto interiore che alimentò la sua angoscia.
Tasso morì nel 1595 nel convento di sant’Onofrio sul Gianicolo, dopo una vita segnata da successi letterari e da un profondo squilibrio psicologico, che si manifestò in lettere caratterizzate da momenti di lucidità e follia.