Concetti Chiave
- Il pensiero di Tommaso d’Aquino ruota attorno al rapporto tra ragione e rivelazione, evidenziando che la comprensione di Dio va oltre l'uso esclusivo della ragione.
- La fede e la ragione coesistono senza annullarsi a vicenda; la ragione può supportare la fede dimostrando verità necessarie per credere.
- La filosofia aiuta a chiarire le verità della fede attraverso similitudini e può anche smentire le obiezioni che vengono sollevate contro di essa.
- Tommaso d’Aquino afferma che la ragione è autonoma, ma eventuali contrasti con la fede indicano errori nelle conclusioni razionali.
- I principi razionali sono considerati veri perché infusi da Dio, garantendo che la ragione non possa mai contraddire la verità rivelata.
Il rapporto tra ragione e rivelazione
Il fulcro del pensiero di Tommaso d’Aquino è il rapporto fra ragione e rivelazione. L’uomo ha come fine ultimo Dio che non può essere comprese soltanto tramite la ragione o la filosofia che si basa sulla ragione. Esistono, è vero, delle verità a cui si può giungere tramite la ragione, ma la via della conoscenza, in questo caso è irta di difficoltà che potrebbero indurre all’errore. Per questo motivo è necessaria la rivelazione o fede.
Qual è il ruolo della fede e della ragione?
La fede non annulla e nemmeno rende inutile la ragione; d’altra parte, la ragione non può dimostrare ciò che è di pertinenza della fede, altrimenti la fede perderebbe ogni merito. Invece, la ragione può servire la fede in tre modi diversi. Innanzitutto, la ragione serve a dimostrare i preamboli della fede cioè quelle verità che devono essere dimostrate e che sono necessarie alla fede stessa. Uno di questi preamboli è che non si può credere a ciò che Dio ha rivelato se non crediamo nell’esistenza di Dio. Inoltre, la filosofia può essere adoperata per chiarire, tramite delle similitudini, le verità della fede. Come terzo aiuto, la ragione serve per controbattere le obiezioni che di solito si fanno nei confronti della fede per dimostrare che esse sono false o che non hanno la forza dimostrativa che sarebbe necessaria.
L'autonomia della ragione
La ragione è autonoma, ma quando essa entra in contrasto con la fede, questo significa che, in qualche passaggio delle sue dimostrazioni, essa sta errando. Questo ci fa affermare che Tommaso d’Aquino considera la fede come una norma della ragione, cioè la regola che indica il corretto procedere della ragione. Infatti, i princìpi che sono intrinseci alla ragione sono veri perché è impossibile pensare che essi non lo siano, in quanto sono stati infusi da Dio stesso, che è l’autore della natura umana. Pertanto, tali princìpi sono di derivazione diretta dalla Sapienza divina e per tal motivo la ragione non può mai entrare in contrasto con la verità rivelata o fede poiché in caso contrario, la verità contraddirebbe la verità stessa. Se ci sembra di intravedere un contrasto, significa che non si tratta di verità razionali, ma di conclusioni false oppure non proprio necessarie
Domande da interrogazione
- Qual è il rapporto tra ragione e rivelazione secondo Tommaso d’Aquino?
- In che modo la ragione può servire la fede?
- Come si concilia l'autonomia della ragione con la fede?
Tommaso d’Aquino sostiene che l’uomo non può comprendere Dio solo tramite la ragione, poiché esistono verità che richiedono la rivelazione o la fede per essere pienamente comprese. La ragione, pur essendo utile, presenta difficoltà che possono portare all’errore.
La ragione può servire la fede dimostrando i preamboli della fede, chiarendo le verità della fede attraverso similitudini e controbattendo le obiezioni sollevate contro di essa, come indicato nel testo.
Sebbene la ragione sia autonoma, se entra in contrasto con la fede, significa che sta commettendo un errore. Tommaso d’Aquino considera la fede come norma della ragione, poiché i principi razionali sono infusi da Dio e non possono contraddire la verità rivelata.