Concetti Chiave
- Il rumore è un suono sgradevole che può compromettere il benessere psicofisico, differente dal suono che è una variazione di pressione udibile.
- Le normative stabiliscono limiti di esposizione al rumore, tra cui un valore di picco di 140 dB e un valore di esposizione giornaliera di 87 dB.
- Esistono tre tipologie di rumore: costante, ciclico e fluttuante, ognuna con specifiche modalità di misurazione secondo la norma UNI 9432.
- I dispositivi di protezione individuale, come cuffie e inserti, sono utilizzati per ridurre i rischi da rumore, con efficacia valutata tramite metodi standardizzati.
- Le vibrazioni sul posto di lavoro possono causare disturbi vari, e le misurazioni del rischio devono seguire le norme ISO specifiche per le differenti esposizioni.
[img]https://static.medicitalia.it/public/img/1280x720/rumore.webp[/img]
Definizione di rumore e suono
Il rumore viene definito come un suono sgradevole che incide negativamente sul benessere psicofisico dell'individuo. Il suono, invece, è una variazione di pressione che attraversa un mezzo elastico e che può essere udito dall'orecchio umano.
Per parlare di rumore è bene evidenziare tre concetti chiave:
1. Livello di esposizione giornaliera
Il livello di esposizione giornaliera di riferisce al valore medio a cui il lavoratore può essere sottoposto nelle 8 ore lavorative giornaliere.
2. Pressione acustica di picco
Il valore di picco è il valore massimo della pressione istantanea che può essere misurato e con cui il lavoratore può entrare in contatto.
3. Livello di esposizione settimanale
Il livello di esposizione settimanale è il valore medio a cui il lavoratore viene sottoposto nella sua settimana lavorativa, ovvero 40 ore settimanali e 5 giorni lavorativi.
Normative sui limiti di esposizione
In riferimento ai tre concetti precedentemente approfonditi, l'articolo 189 concede i valori limiti a cui il lavoratore può essere esposto senza incorrere in gravi effetti per la sua salute.
1. - valore di picco = 140 dB
- valore esposizione giornaliera = 87 dB
2. - valore di picco = 135 dB
- valore esposizione giornaliera = 80 dB
3. - valore di picco = 137 dB
- valore esposizione giornaliera = 85 dB
Metodi di valutazione del rumore
L'articolo 190 si prende incarico di mostrare i metodi e le strumentazioni che devono essere adoperate per la valutazione dei rischi ed inoltre, devono essere adeguati alle indicazioni delle norme tecniche:
- UNI 9432 --> determinazione del livello di esposizione personale al rumore
- ISO 9612 --> definisce il protocollo da seguire
[img]https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTrJEbTI1HAbNDEnIHt2wP0WgEBfP77R2I4dA&s[/img]
Tipologie di rumore e misurazione
La UNI 9432 definisce le strategie in base al rumore, poiché quest'ultimo può essere di tre tipi:
1. Costante --> è sufficiente una misura per 60 secondi
2. Ciclico --> una sola misura ad un numero intero di cicli per 60 secondi
3. Fluttuante --> può essere misurato attraverso tre modalità:
- una sola misurazione dell'attività più pericolosa
- tre misure ad intervalli di 5 minuti
- una misurazione per l'intero periodo
Strumenti di misurazione del rumore
Lo strumento utilizzato per misurare il rumore è il Si può usufruire del fonometro con o senza il lavoratore:
- senza lavoratore --> al centro della zona occupata dalla testa.
- con lavoratore --> all'altezza dell'orecchio che percepisce il più elevato dei livelli sonori.
Il dosimetro deve essere posto ad almeno 0,04 m di sopra della spalla e ameno 0,1 m dall'orecchio.
Dispositivi di protezione individuale
Per ridurre i rischi in riferimento al rumore vengono utilizzati i DPI.
Quelli più gettonati sono le cuffie e gli inserti espansibili e preformati.
Per comprendere l'efficacia di tali DPI la UNI ES ISO 9432 ci offre 4 metodi:
- HML
- controllo HML
- OBM
- SNR
Capire se è sufficiente la protezione dei DPI devono rispettare dei valori, ad esempio se supera gli 80 la protezione è insufficiente, se invece è inferiore ai 65 si dice che il lavoratore è in iperprotezione, ovvero che il DPI protegge più del dovuto e isola il lavoratore dalla zona circostante.

Valutazione e protezione dalle vibrazioni
Le vibrazioni a cui un lavoratore può essere sottoposto sono:
- Mano-braccio --> comportano disturbi vascolari, neurologici e muscolari
- Corpo intero --> comportano traumi e lombalgie
Per sapere le misure e la valutazione del rischio delle vibrazioni ci avvaliamo dell'articolo 202 e dell'articolo 203.
Nell'articolo 202 vengono riportate le due metodiche per la valutazione del rischio:
- senza misurazione, attraverso l'utilizzo delle banche dati
- con misurazioni strumentali, devono rispettare la ISO 2631 per il corpo intero e la ISO 5349 per mano-braccio.
Nell'articolo 203 vengono riportate le misure di protezione e prevenzione. Qualora siano superati i livelli, il datore di lavoro deve elaborare e applicare un piano di lavoro volto a ridurre al minimo l'esposizione.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di rumore e come si differenzia dal suono?
- Quali sono i limiti di esposizione al rumore stabiliti dalla normativa?
- Come vengono classificati i diversi tipi di rumore e quali metodi di misurazione sono utilizzati?
- Quali strumenti vengono utilizzati per la misurazione del rumore e come devono essere posizionati?
- Quali sono i dispositivi di protezione individuale (DPI) più comuni contro il rumore e come si valuta la loro efficacia?
Il rumore è definito come un suono sgradevole che influisce negativamente sul benessere psicofisico dell'individuo, mentre il suono è una variazione di pressione udibile dall'orecchio umano.
I limiti di esposizione al rumore includono un valore di picco di 140 dB e un'esposizione giornaliera di 87 dB, con variazioni a seconda delle situazioni lavorative, come indicato nell'articolo 189.
Il rumore può essere costante, ciclico o fluttuante, e la UNI 9432 stabilisce le strategie di misurazione per ciascun tipo, con specifiche modalità di rilevamento.
Il fonometro è lo strumento principale per misurare il rumore, posizionato al centro della zona occupata o all'altezza dell'orecchio del lavoratore, mentre il dosimetro deve essere collocato a una certa distanza dall'orecchio.
I DPI più comuni includono cuffie e inserti auricolari, e la loro efficacia è valutata attraverso metodi come HML e SNR, con valori specifici che indicano se la protezione è adeguata o eccessiva.