Il riassunto
Anche il riassunto è un'operazione di sintesi di un testo. Che cosa distingue un riassunto dagli appunti? Almeno due caratteristiche:
- Innanzitutto, è diverso il testo da sintetizzare. Infatti:
- gli appunti riguardano soprattutto testi orali (anche se non sono esclusi i testi scritti);
- il riassunto opera prevalentemente su testi scritti (sebbene non sia vietato riassumere testi orali).
- In secondo luogo, l'estensione e la forma del prodotto. Infatti:
- gli appunti, per ridurre al minimo possibile il testo, ricorrono ad espedienti grafici e ad abbreviazioni che a volte mettono a rischio la stessa comprensibilità, sicché, sul piano formale, siamo ai limiti della legittimità grammaticale e linguistica;
- il riassunto, invece, teso a cogliere nella sua essenza la trama concettuale o narrativa del testo, non trascura né la correttezza grammaticale né la proprietà linguistica. In realtà, un riassunto, sul piano formale, ha tutte le caratteristiche di un normale testo linguistico (il che non si può dire degli appunti). È solo più ridotto.
Come si fa un riassunto
Poiché il riassunto consiste essenzialmente nel riportare il contenuto di un testo utilizzando il minor numero di parole possibile, la parte più importante dell'operazione sta nel cercare e selezionare le informazioni più importanti. La semplificazione però non riguarda solo la riduzione del numero di parole, ma anche l'organizzazione del discorso che ovviamente diventa più elementare. Ecco allora alcune indicazioni metodologiche di massima. Di fronte a un testo da riassumere, le operazioni essenziali sono le seguenti:
- Leggere una o più volte il testo per coglierne il senso generale, e l'eventuale presenza di blocchi diversi di pensiero.
- Suddividere il testo (anche con segni o barre) in parti o sequenze contenenti ciascuna un'idea o un pensiero unitario.
- Sottolineare in ognuna delle parti o sequenze l'idea essenziale o l'informazione importante.
- Esprimere sinteticamente il pensiero o l'idea sottolineati in modo da avere un testo che riproduca in breve il contenuto del testo da riassumere.
- Controllare se il riassunto è fedele al testo originale.
Consigli finali
Abbiamo già sottolineato l'importanza della divisione in sequenze, dell'individuazione dei concetti o informazioni rilevanti e della loro evidenziazione (anche con colori). Restano alcune altre osservazioni essenziali:
- Un riassunto può essere più o meno lungo. Sarebbe un assurdo che fosse lungo come il testo. Non sarebbe più un riassunto. Allora occorre fissare in anticipo entro quante righe (20, 40, 50, 70, ecc.) comprimere il testo da riassumere.
- In alcuni testi (descrittivi, saggistici, ecc.) si possono ignorare nomi e indicazioni troppo precise. In altri testi invece (Storia, Scienze, ecc.) i nomi importanti sono indispensabili.
- Per abbreviare il testo, come abbiamo visto, possiamo ricorrere al discorso indiretto al posto del discorso diretto. Inoltre, può essere utile, nel fare un riassunto, riportare tutti i tempi dei verbi in rapporto al presente da usare come base.
- Il controllo finale è indispensabile per evitare che si dicano nel riassunto cose che non ci sono nel testo o vengano travisati concetti, fatti o idee.
La struttura del testo argomentativo
Leggiamo la definizione che i nostri maggiori dizionari danno del verbo argomentare.
Argomentare significa "Addurre argomenti, ragionare... Dimostrare con argomentazioni" (Zingarelli); "Dimostrare con argomenti logici... Discutere, ragionare adducendo ragioni, prove, opinioni, argomenti pro o contro una certa tesi" (Devoto-Oli); "Discutere portando argomenti a sostegno... Dimostrare qualcosa con argomenti logici" (Sabatini-Coletti); "Discutere adducendo argomenti logici" (De Mauro).
1. Un testo argomentativo è un testo che, nel trattare un certo tema, sostiene una tesi: cioè un giudizio dell'autore, una sua fondata opinione, una sua convinzione, una sua interpretazione dei fatti. L'esistenza di una tesi è il primo punto qualificante che fa di un testo un testo argomentativo. Se non c'è una tesi, un'idea di fondo (o anche più tesi collegate fra di loro, più idee di fondo, in successione logica), un testo non è un testo argomentativo.
2. Il secondo punto qualificante che fa di un testo un testo argomentativo è che la tesi deve essere dimostrata. Potrà essere dimostrata con più o meno successo, in modo più o meno convincente, non è questo il punto. Il punto è che il testo, per essere un testo argomentativo, deve svolgere dei ragionamenti logici a sostegno della propria tesi, deve sostenerne la bontà, la giustezza, con argomenti a favore, adducendo prove, dati di fatto, elementi di qualunque natura che logicamente contribuiscano a dimostrare la validità della tesi che il testo sostiene. Se il testo sostiene una certa idea, magari anche con molta forza, ma senza produrre tutto un apparato di argomentazione logica per sostenerla, bensì la sostiene in modo perentorio, che non ammette replica, che non intrattiene nessuna discussione con chi non condivide a priori quell'idea, quello non è un testo argomentativo.
3. Il terzo punto qualificante è che il testo argomentativo è finalizzato a persuadere le persone a cui si rivolge. Si parla quindi di testi argomentativo-persuasivi. Questo binomio mette in luce il fatto che il testo si rivolge a un destinatario e ha un preciso scopo comunicativo, che è di persuadere; e il fatto che persegue questo scopo attraverso il ragionamento, nello stile della discussione razionale, cioè argomentando la propria tesi.
Quindi, con l'etichetta di testi argomentativo-persuasivi si intende in realtà una gamma di testi, che sono tutti finalizzati in qualche modo a persuadere, ma che tentano di persuadere in modi e con tecniche diverse. Solo quelli che tentano di persuadere attraverso ragionamenti logici sono testi argomentativi.
Caratteristiche generali del testo
Scrivere un tema spesso risulta difficile, ma in realtà bastano pochi accorgimenti per scrivere un buon testo.
Come prima cosa si crea una mappa delle idee.
Nella mappa delle idee dobbiamo mettere al centro l’argomento principale del nostro testo, il fulcro di tutto il tema, che può essere sia un oggetto che una tesi, come, nell’esempio, è Dante Alighieri.
Intorno all’argomento principale scriviamo tutti gli elementi correlati ad esso in ordine sparso, come ci vengono in mente, come ad esempio: Divina Commedia, Firenze, Cangrande Della Scala, Inferno, Verona, Dio, Paradiso, ecc…
In caso di un tema generale, le parole e i concetti devono già far parte delle nostre conoscenze, mentre per altre tipologie di testo le nostre conoscenze andranno unite ad altri testi che ci vengono forniti insieme alla traccia.
Il secondo passo per la realizzazione di un buon tema consiste nel mettere in ordine le nostre idee tramite l’ausilio di una scaletta. Nella scaletta dobbiamo unire le idee che abbiamo avuto dalla mappa delle idee in base alla loro attinenza, ad esempio radunare tutte le idee sulla vita di Dante (Firenze, Cangrande Della Scala, Verona) in un punto della scaletta, mentre le idee sulle opere in un altro punto (Divina Commedia, Dio, Paradiso, ecc…).
In questa fase si possono eliminare tutti quei concetti che non volete menzionare nel testo.
L’ultimo punto è quello di ampliare i concetti che avete scritto e organizzato nei primi due punti e scrivere il vostro testo.
Un ultimo appunto: la mappa delle idee e la scaletta sono strumenti utili a scrivere il tema, ma non è necessario riportarli nella bella copia del tema, a meno che non sia richiesto dall’insegnante.
Nelle dispense si trattano più in specifico il riassunto, il testo argomentativo, il saggio breve e l’articolo di giornale.