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Concetti Chiave

  • I test psicologici si suddividono in test cognitivi, che valutano abilità e potenziali, e test non cognitivi, che misurano caratteristiche emotive e di personalità.
  • I test non cognitivi sono utilizzati per rilevare caratteristiche emotive, affettive e motivazionali, creando profili individuali confrontabili con gruppi normativi.
  • I test proiettivi utilizzano stimoli ambigui per favorire l'espressione libera del soggetto, mentre i test non proiettivi richiedono risposte definite a problemi specifici.
  • L'approccio idiografico si concentra sull'unicità dell'individuo, mentre l'approccio nomotetico analizza fenomeni comuni a gruppi di persone per scoprire leggi generali.
  • Misurare in psicologia implica assegnare valori numerici a comportamenti e caratteristiche individuali per rappresentare le loro proprietà attraverso un sistema numerico.

Tipi di test psicologici

È possibile distinguere i test psicologici in funzione dell’area psicologica che il test si propone di misurare (Ercolani & Perugini,1997):

    - Test cognitivi (o di massima performance): valutazione di abilità raggiunte o potenziali, si chiede all’esaminato di impegnarsi al massimo delle sue possibilità, di dare il meglio di sé. Questi test sono costruiti per verificare quanto il soggetto esaminato è in grado di fare una particolare attività o possiede una determinata abilità. Test psicoattitudinali: singola attitudine o multiple attitudini (es. test ammissione a corsi universitari). Test d’intelligenza: capacità cognitive nella soluzione di un insieme di compiti, consentendo di differenziare le eventuali funzioni coinvolte; acquisizione di base (intelligenza cristallizzata) e quelle in grado di applicarsi a situazioni nuove/insolite (intelligenza fluida). Test di profitto (o di rendimento): livello di competenza o di conoscenza acquisito dopo l’apprendimento di informazioni o a seguito di formazione.

    - Test non cognitivi: Test di personalità e Scale di atteggiamento.

Test non cognitivi e loro scopi

Sono finalizzati alla rilevazione delle caratteristiche emotive, affettive, motivazionali, interpersonali e di atteggiamento (es. caratteristiche specifiche: ansia, depressione, introversione.

Sono per lo più questionari (inventari) volti a valutare in quale misura le caratteristiche personali ritenute rilevanti per un determinato scopo, sono presenti in un determinato individuo producendo profili individuali che possono essere confrontati con quelli di un gruppo normativo oppure strumenti psicodiagnostici utilizzati per valutare l’adattamento e caratteristiche psicopatologiche, con funzione diagnostica o di screening.

Cosa significa misurare? Assegnare valori numerici ad oggetti o eventi secondo regole che consentano di rappresentare le proprietà degli oggetti e degli eventi tramite le proprietà del sistema numerico. In ambito psicologico gli “oggetti” sono comportamenti, caratteristiche individuali, atteggiamenti, vissuti, ecc.

    Tecniche e approcci nei test

    - Tecnica: test proiettivi stimoli “ambigui” più o meno strutturati che permettono la libera espressione del soggetto; stimoli da completare o da interpretare (es. macchie di inchiostro, frasi da completare, vignette su cui costruire storie);

    - Approccio idiografico (descrizione del particolare): indagare le caratteristiche uniche e peculiari, quindi idiosincratiche della personalità quindi: “Unicità o specificità dell’individuo”, studio del caso singolo n=1

    - Tecnica: test non proiettivi stimoli “definiti” che richiedono risposte limitate: problemi da risolvere, frasi/item a cui dare una risposta: test “obiettivi” quindi contenuto manifesto che rende comprensibile al soggetto ciò che si vuole misurare perciò si prestano a falsificazioni!

    - Approccio nomotetico : studiare i fenomeni con regolarità e di individuare “leggi comuni a tutti gli individui”, studio di campioni estratti da popolazioni, n>1.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali tipi di test psicologici e le loro funzioni?
  2. I test psicologici si dividono in test cognitivi, che valutano abilità e potenziali, e test non cognitivi, che misurano caratteristiche emotive e di personalità. I test cognitivi includono test d'intelligenza e di profitto, mentre i test non cognitivi comprendono questionari e strumenti psicodiagnostici (Ercolani & Perugini, 1997).

  3. Qual è l'obiettivo dei test non cognitivi?
  4. I test non cognitivi mirano a rilevare caratteristiche emotive, affettive e motivazionali, producendo profili individuali che possono essere confrontati con gruppi normativi. Questi test possono anche avere una funzione diagnostica o di screening per valutare l'adattamento e le caratteristiche psicopatologiche.

  5. Cosa implica il concetto di "misurare" in psicologia?
  6. Misurare in psicologia significa assegnare valori numerici a comportamenti e caratteristiche individuali secondo regole specifiche, permettendo di rappresentare le proprietà degli oggetti e degli eventi attraverso un sistema numerico.

  7. Quali sono le differenze tra approccio idiografico e nomotetico nei test psicologici?
  8. L'approccio idiografico si concentra sull'unicità dell'individuo, studiando casi singoli, mentre l'approccio nomotetico cerca leggi comuni a tutti gli individui, analizzando campioni più ampi da popolazioni.

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