Concetti Chiave
- Un bambino di Dobrinja a Sarajevo racconta la brutalità della sua infanzia interrotta dalla guerra e dall'assedio.
- Descrive le notti spaventose segnate da colpi di arma da fuoco e esplosioni, evidenziando la mancanza di cibo e la fame.
- Esprime il desiderio di semplici piaceri infantili come cioccolata, banane e la libertà di giocare.
- Richiede al presidente di non dimenticare i diritti dei bambini e l'importanza della libertà e della sicurezza.
- Invoca un aiuto concreto per i bambini di Sarajevo, senza chiedere vendetta contro i responsabili della sua sofferenza.
Lettera di un bambino di Sarajevo
Caro signor Presidente,
questa lettera è stata scritta da me, un bambino che vive a Dobrinja in Sarajevo, la cui infanzia, insieme a quella di tutti gli altri bambini del mio Paese, è stata così brutalmente interrotta.
La vita sotto assedio
La notte vengo svegliato dai fischi penetranti e micidiali delle pallottole e dalle esplosioni di granate e missili della nostra artiglieria. Non c’è cibo nelle cantine buie e umide e non so se avrò forza sufficiente per continuare a resistere agli spasmi della fame. Da tanto tempo desidero cioccolata e banane e da più tempo ancora il pane e la libertà.
Un appello alla libertà e al gioco
So che lei è presidente di un paese in cui i bambini sono ben nutriti, liberi e felici.
La supplico di non farmi dimenticare il semplice profumo del pane o ciò che significa giocare liberamente sotto la calda luce del sole. I discorsi e gli accordi dei > non possono risolvere la fame che ho e la libertà che desidero.
Non le chiedo di uccidere coloro che mi hanno privato dei piaceri dell’infanzia e da giorni tentano di distruggere noi, abitanti di Sarajevo. Le chiedo semplicemente di aiutarmi.
I bambini di Dobrinja in Sarajevo
Domande da interrogazione
- Qual è la situazione vissuta dai bambini di Sarajevo secondo la lettera?
- Quali desideri esprime il bambino nella lettera?
- Qual è l'appello del bambino al presidente?
I bambini di Sarajevo, come descritto nella lettera, vivono sotto assedio, svegliandosi nel terrore delle esplosioni e delle pallottole, affrontando la fame e la mancanza di cibo, mentre la loro infanzia è stata brutalmente interrotta.
Il bambino esprime il desiderio di cibo, in particolare cioccolata, banane e pane, e soprattutto il desiderio di libertà e di poter giocare liberamente sotto il sole, elementi fondamentali della sua infanzia.
Il bambino chiede al presidente di non dimenticare la sua situazione e di aiutarlo a recuperare la libertà e i semplici piaceri dell'infanzia, senza chiedere vendetta contro coloro che lo hanno privato di questi diritti.