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La musica nella cultura romantica

Nell'Ottocento la musica diviene patrimonio di tutti coloro che per cultura e condizioni economiche sono in grado di accoglierne il messaggio artistico. Il musicista, a sua volta, si libera della sudditanza nei confronti dei munifici signori, e conquista quella libertà che è uno dei segni distintivi dell'arte moderna. Se la musica sinfonica e da camera rimangono patrimonio dei ceti elevati, la musica operistica attira a sé grandi masse popolari. Il melodramma diviene, specie in Italia, la forma di spettacolo più diffusa e più amata.

Nell'Ottocento si moltiplicano inoltre i luoghi di divertimento (sale da ballo, café chantant) in cui la musica interviene con le funzioni meno impegnative di divertire e di accompagnare la danza. Né vanno dimenticate altre fondamentali occasioni di vita musicale: la lotta politica, la guerra e sul finire dell'Ottocento anche la protesta sociale e l'organizzazione delle masse lavoratrici. Le esperienze che si determineranno in questi ambiti daranno vita a significativi eventi musicali.

Con Beethoven termina l'età classica, e si apre un nuovo periodo dell'arte musicale, che partecipa agli ideali e allo spirito del Romanticismo. Il Romanticismo strumentale si sviluppa soprattutto nei paesi germanici, sia per la particolare intensità che in essi assume la cultura romantica, sia per la presenza di una eredità assai più forte, nell'ambito sinfonico-cameristico, di quella che si riscontra in Paesi latini come l'Italia, ove è invece il melodramma a primeggiare.

L'opera lirica non è più, come nel passato, solo uno spettacolo mondano: gli spettatori vanno al teatro per partecipare ai drammi proposti dalla vicenda. Soffrono, si riconoscono nelle loro sventure, vengono travolti dall'irruenza dei protagonisti. Già nel Settecento il melodramma italiano era conosciuto in tutta l'Europa, tanto che i compositori stranieri scrivevano le loro opere nel nostro lessico: solo con l'avvento dell'Ottocento questi cominciano a comporre nella propria lingua madre. Mentre i melodrammi tedeschi sono più legati alla tradizione letteraria e mitologica, quelli italiani s'ispirano, fondamentalmente, a tematiche sentimentali, morali, politiche, familiari, patriottiche.

Sotto le spinte dell'espressione individuale, gli schemi delle forme classiche – sonata, sinfonia, concerto – vanno incontro a una lenta erosione per cui, mentre da una parte perdono la loro rigorosa perfezione, dall'altra acquistano toni passionali sempre più intensi. Nascono così nuove forme musicali, espressioni della sensibilità e del gusto della nuova generazione.

Il Notturno, per esempio, è una trasformazione romantica della classica forma del Minuetto, cui l'andamento ritmico e l'atmosfera armonica e melodica conferiscono un carattere di pensosa malinconia.

Il Poema Sinfonico prende forma dal confluire di elementi poetici e allegorici entro gli schemi della sinfonia: la forma tradizionale della Sinfonia, con le sue classiche strutture tematiche e con i diversi movimenti o tempi, cede il passo al Programma poetico, descrittivo o filosofico, che ispira la composizione. Gli elementi fondamentali del linguaggio musicale – ritmo, melodia, armonia, effetti timbrici – acquistano una funzione volutamente descrittiva, narrativa o simbolica. Il Poema Sinfonico – invenzione squisitamente romantica – è quindi un grande affresco sonoro che cerca la fusione ideale della musica con la letteratura, l'arte, la filosofia, la religione.

Fra i talenti italiani del periodo romantico si distinse Giuseppe Verdi, musicista-simbolo del Risorgimento italiano (basti pensare alla frase: «Viva Vittorio Emanuele re d'Italia»). Le aspirazioni all'indipendenza e alla libertà che animavano la società dell'Ottocento, gli permettono la creazione di opere esortatrici come: il Nabucco e I Lombardi alla prima crociata. Tra gli altri compositori italiani ricordiamo: Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini e Gioacchino Rossini.

Significativi della letteratura musicale del XIX secolo sono i lieder, vere e proprie canzoni d'arte su testi di grandi poeti. La parola tedesca lied (al plurale lieder) indica una poesia con musica, in pratica una canzone. Un altro aspetto tipico del Romanticismo è, infine, la riscoperta del ricco patrimonio di leggende, canti, danze popolari.

La tecnica strumentale raggiunge in questo periodo le sue più alte vette. Nascono i primi grandi trattati d'orchestrazione, nei quali ogni strumento viene studiato non solo come un «mezzo meccanico» per produrre suoni, ma quasi come una creatura vivente.

Il pianoforte diviene il grande protagonista del secolo, che vede nascere la musica più significativa mai concepita per questo strumento. L'orchestra si arricchisce di percussioni e fiati.

Il grande innovatore dell'opera tedesca è Richard Wagner. A lui si deve l'invenzione del Leitmotiv: un tema musicale che caratterizza un personaggio o una situazione e che ricorre ogni volta che quel personaggio o quella situazione vengono richiamati in scena. Sempre allo stesso s'attribuiscono: il potenziamento dell'orchestra e la creazione dell'Opera Totale (raggruppamento di varie forme d'arte: teatro, musica, poesia).

Gustav Klimt - La Musica I

1895 Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Vienna. Nel 1876 si iscrisse alla scuola di arti e mestieri del museo austriaco per l'arte e l'industria.

Nella sua opera, si oppose alle idee conservatrici, superando barriere e divieti e realizzando dipinti erotici e simbolici che rappresentarono i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell'uomo. L'ideale di bellezza per Klimt fu la donna giovane, erotica e seducente nei confronti dell'uomo, che però denotava, soprattutto nei disegni, malinconia e solitudine. Dipinse anche paesaggi; di particolare valore quelli realizzati nell'ultima parte della sua attività. Morì il 6 febbraio del 1918, a seguito di un attacco apoplettico.

Si tratta di un soggetto caro a Klimt, che verrà più volte rielaborato. L'artista userà la suonatrice di lira almeno in altre due occasioni: una tavola pubblicata nel 1901 su «Ver Sacrum», la rivista della Secessione viennese, e una scena nel «Fregio di Beethoven», realizzato in occasione della XIV mostra dell'Associazione.

Nel piccolo dipinto di Monaco compare anche un'altra delle figure predilette dall'artista, quella della sfinge, utilizzata poi, nell'allegoria della «Scultura».

Metà donna e metà leone, la creatura della mitologia egiziana unisce in sé stessa il mondo animale e quello spirituale e, se vogliamo, l'istinto e la ragione, le due polarità principali della filosofia dell'epoca.

Il quadro è, in effetti, quasi una summa delle teorie formulate da Schopenhauer, Nietzsche e Richard Wagner, che ritenevano la musica superiore alle altre arti, in quanto unica a non avere bisogno della mediazione di parole o immagini per trasmettere all'uomo la conoscenza: sostenevano inoltre che la cultura fosse la salvezza dell'umanità e gli artisti della Secessione, guidati da Klimt, raccoglieranno prontamente tale sollecitazione, facendo dell'arte una nuova religione, utopia che si infrangerà definitivamente allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Anche la mitologia greca, protagonista di una delle opere più note di Nietzsche, «La nascita della Tragedia dallo spirito della musica» (1972), era una delle componenti fondamentali dell'immaginario klimtiano, più volte citata nei suoi dipinti.

Già evocata dalla suonatrice di lira, da essa è tratta la maschera di Sileno, figlio del dio Pan, simbolo per eccellenza della conoscenza dionisiaca, che il pittore raffigura nell'angolo opposto alla Sfinge.

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Sintesi

La musica dell'800

Caratteri della musica nella cultura romantica

  • Italiano: Leopardi - L'infinito
  • Filosofia: Hegel
  • Storia dell'arte: Gustav Klimt - La Musica I (1895)
  • Tedesco: Schubert
  • Francese: Le Symbolisme, C. Baudelaire => La musique
  • Inglese: William Wordsworth => The solitary reaper
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