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Concetti Chiave

  • Un terremoto di magnitudo 5,86 ha colpito l'Emilia Romagna il 20 maggio 2012, causando gravi danni e 7 vittime.
  • La seconda scossa del 29 maggio, di magnitudo 5,8, ha aggravato la situazione, portando il numero delle vittime a 20 e degli sfollati a 15.000.
  • La comunità emiliana ha risposto con solidarietà, con terremotati che si aiutano a vicenda e volontari che supportano le zone colpite.
  • I danni al patrimonio artistico includono crolli di castelli e chiese, mentre l'economia ha subito perdite stimate di 500 milioni di euro.
  • Nonostante la cessazione delle scosse di grande intensità, la popolazione è consapevole del rischio sismico e si prepara a convivere con esso.

Che cos'è un evento inaspettato?

Un terribile evento inaspettato ha devastato città, paesi, case e persino gli animi delle persone: le violente scosse di terremoto che hanno colpito l’Emilia Romagna a partire dalle ultime settimane del mese di maggio.
Nessuno avrebbe mai sospettato di abitare in un’area ad alto rischio sismico come si è rivelata essere la nostra Emilia, da sempre considerata una terra sicura e indistruttibile. Nonostante antiche credenze però, la notte di domenica 20 maggio 2012 (verso le 4) la terra ha tremato per venti secondi con un’intensità di 5,86, partendo dall’epicentro a Finale Emilia ed espandendosi verso le zone circostanti. Già questa prima forte scossa, seguita da altre di magnitudo inferiore, ha causato danni gravissimi ai paesi della bassa modenese come Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Crevalcore e Canaletto, dove l’intensità macrosismica rilevata è stata pari a 7.

Le vittime complessive di questa terribile nottata sono state accertate come 7, il numero dei feriti gravi è presto salito a 50 e gli sfollati erano più di 5.000.

Il giorno seguente su TV e giornali sia locali che nazionali impazzava la terribile notizia della notte appena terminata, con aggiornamenti in tempo reale riguardo alle continue scosse di assestamento e alle azioni frenetiche dei soccorritori all’opera per cercare di salvare il numero più alto possibile di persone coinvolte.

Placati momentaneamente il panico e la tensione causati dalla scossa, già si stavano avviando le manovre per la ricostruzione dei centri danneggiati, credendo che il peggio fosse passato, quando in realtà nessuno sospettava che a poco più di una settimana di distanza, la situazione sarebbe a dir poco precipitata.

La seconda scossa e il caos

Alle 9 del mattino del 29 maggio, in pieno orario lavorativo, un sisma di 5,8 scuote nuovamente l’Emilia per trenta interminabili secondi, partendo da un epicentro situato tra Medolla e Cavezzo, nel modenese. Partono immediatamente le operazioni di evacuazione di uffici, scuole, case, luoghi pubblici… ma la situazione degenera. Dove la scossa non ha creato danni gravi, tutti cercano di tornare al più presto alle proprie abitazioni, bloccando la circolazione del traffico cittadino. C’è gente in strada, i veicoli vanno a passo d’uomo e i mezzi di soccorso sgomitano tra le auto quasi ferme per raggiungere i feriti. Le linee telefoniche sono in tilt e anche ogni altro tipo di comunicazione risulta difficile.

Diversa e più drammatica è invece la situazione nelle aree prossime all’epicentro, dove la maggior parte degli edifici è crollata o ha subito danni quasi irreparabili. Il panico dilaga tra gli sfollati, il cui numero è salito a 15.000, e i soccorritori accorrono con le squadre cinofile per recuperare le persone rimaste bloccate sotto le macerie. Le vittime accertate sommate a quelle della prima scossa sono 20 e i feriti più di 350.

Un’ennesima scossa è stata registrata pochi minuti prima delle 13 e in seguito ne sono state avvertite almeno altre 60, come assestamento. Gli esperti annunciano la possibilità di una durata di parecchi giorni di una “scia sismica” come conseguenza dei due sismi più violenti.

Solidarietà e ricostruzione

La paura ora fa parte della vita degli Emiliani: se gli “sfollati” sono costretti a vivere nelle tendopoli, per ovvie ragioni, anche quelli che hanno ancora una casa tendono a passare la notte accampati nei parchi pubblici e nei giardini, in previsione di altri eventi sismici. C’è anche chi fugge dal terremoto, trasferendosi in altre zone d’Italia, presso parenti o amici.

Sembra invece nascere una nuova solidarietà tra i cosiddetti “terremotati”, i quali si aiutano a vicenda, ad esempio dando ospitalità a chi non ha un posto dove stare. Sono molti i volontari, anche tra i giovani, che aiutano nelle zone più colpite e non mancano le organizzazioni benefiche che raccolgono fondi dalla popolazione per donarli al fine della ricostruzione.

Danni al patrimonio e all'economia

Pare tutto finito e ci si riavvia alla normalità, quando alle 21.20 del 3 giugno 2012 un’altra scossa di magnitudo 5,1 nasce da Novi di Modena, dove la torre dell’orologio crolla definitivamente. Il giorno dopo le scuole avrebbero dovuto riaprire i battenti, ma dopo questo evento è stato deciso che sarebbero rimaste chiuse fino all’inizio del nuovo anno scolastico.

Sono stati gravi anche i danni al patrimonio artistico in tutta la zona colpita: gli edifici più danneggiati sono stati castelli, chiese e palazzi di costruzione antica, a partire dal castello Estense di Ferrara fino ad arrivare al Palazzo Ducale di Mantova e al Duomo di Mirandola, senza dimenticare le chiese dei paesi della bassa modenese maggiormente colpiti.

È stata danneggiata seriamente anche la produzione economica di molte aziende, a causa del crollo di capannoni ed impianti produttivi, come l’azienda del Parmigiano-Reggiano che ha subito gravi perdite. I danni economici stimati sono di circa 500 milioni di euro. In più è stato aumentato il prezzo della benzina per incrementare l’entrata statale di denaro e provvedere all’avvio della ricostruzione.

Attualmente, sebbene non si siano più ripresentate scosse di grande intensità, tutti oramai conoscono la natura del territorio in cui abitiamo e prima o poi dovremo rassegnarci ad una “convivenza pacifica” con questi eventi che tanto hanno sconvolto la vita quotidiana di molte persone.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto iniziale del terremoto del 20 maggio 2012 in Emilia Romagna?
  2. Il terremoto ha causato gravi danni a città e paesi, con 7 vittime, 50 feriti gravi e oltre 5.000 sfollati, sorprendendo gli abitanti di una zona considerata sicura (testo).

  3. Come ha reagito la popolazione dopo la seconda scossa del 29 maggio?
  4. La popolazione ha vissuto il panico e la confusione, con un aumento degli sfollati a 15.000 e oltre 350 feriti, mentre le operazioni di soccorso si complicavano a causa del traffico e delle comunicazioni interrotte (testo).

  5. Quali forme di solidarietà sono emerse tra gli sfollati?
  6. Gli sfollati hanno iniziato a sostenersi a vicenda, offrendo ospitalità e assistenza, mentre molti volontari e organizzazioni benefiche si sono attivati per raccogliere fondi per la ricostruzione (testo).

  7. Quali danni ha subito il patrimonio artistico a causa dei terremoti?
  8. Il patrimonio artistico ha subito gravi danni, con crolli di castelli, chiese e palazzi storici, tra cui il castello Estense di Ferrara e il Duomo di Mirandola (testo).

  9. Qual è stata la stima dei danni economici causati dai terremoti?
  10. I danni economici sono stati stimati intorno ai 500 milioni di euro, con gravi perdite per molte aziende, inclusa quella del Parmigiano-Reggiano, e un aumento del prezzo della benzina per finanziare la ricostruzione (testo).

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