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Concetti Chiave

  • I terremoti sono movimenti rapidi del terreno causati dalla frattura di faglie e possono essere classificati in superficiali, medi e profondi in base alla loro profondità.
  • Le onde sismiche emesse durante un terremoto includono onde longitudinali, onde trasversali e onde lunghe, ciascuna con caratteristiche di propagazione e velocità differenti.
  • Il sismografo registra le onde sismiche e fornisce un sismogramma, mentre la scala Richter misura la magnitudo, e la scala Mcs valuta l'intensità del terremoto tramite osservazioni empiriche.
  • Le zone ad alta sismicità si trovano ai margini delle placche tettoniche, come dorsali oceaniche e catene montuose, con zone particolarmente attive in Italia come Calabria e Sicilia.
  • La resistenza di un edificio durante un terremoto dipende dall'intensità del sisma, dalle caratteristiche del sottosuolo e dalla vulnerabilità della costruzione, influenzando l'affidabilità delle scale di misurazione.

Qual è la definizione e classificazione dei terremoti?

Un terremoto (scossa tellurica o scisma) è una serie di rapidi movimenti del terreno prodotta dall’improvvisa frattura di faglie; la scossa principale libera l’energia maggiore, le repliche liberano minore energia. Le vibrazioni di un terremoto possono causare oscillazioni orizzontali (scosse ondulatorie) o verticali (scosse sussultorie); di solito si verificano contemporaneamente. I terremoti possono essere distinti in:

- Superficiali (a meno di 70 km di profondità);

- Medi (tra 70 e 300 km di profondità);

- Profondi (tra 300 e 700 km di profondità).

L’ipocentro o fuoco è il luogo del sottosuolo dove ha origine il terremoto, mentre l’epicentro è la proiezione dell’ipocentro sulla superficie.

Onde sismiche e strumenti di rilevazione

Un terremoto emana tre tipi di onde:

- Onde longitudinali: si propagano per compressioni e dilatazioni successive, provocano variazioni di volume, si muovono parallelamente alla direzione di propagazione e sono più veloci, quindi arrivano per prime agli strumenti di rilevazione; sono chiamate anche onde p.

- Onde trasversali: vibrano perpendicolarmente alla direzione di propagazione, sono più lente e arrivano per seconde; sono dette anche onde s.

- Onde lunghe: sono molto lente e si propagano solo sulla superficie terrestre.

Scale di misurazione dei terremoti

Lo sismografo è lo strumento che rileva le onde sismiche, ed è composto da un corpo sospeso che, per inerzia, tende a mantenere il suo stato di quiete. Al corpo è collegato un pennino che scrive su un rotolo di carta soldale al terreno; al passaggio delle onde sismiche, il terreno vibra, il pennino rimane immobile e registra i movimenti, dando come risultato un sismogramma. Il tempo che intercorre tra l’arrivo delle onde p e quello delle onde s fornisce la distanza dall’epicentro. La scala Richter è la scala usata dai sismologi: fu creata nel 1935 dal statunitense Charles Richter e fa riferimento alla magnitudo, cioè la quantità di energia liberata in Joule secondo il logaritmo M=log10A/A0.

Nel 1902 Giuseppe Mercalli aveva proposto una scala di 10 gradi, che poi venne modificata diventando la scala Mcs (Mercalli, Cancani, Sieberg), divisa in 12 gradi, basata su osservazioni empiriche, che misurano l’intensità di un terremoto, cioè la misura dei danni del sisma. È una scala meno affidabile rispetto alla scala Richter, perché gli effetti del sisma sono diversi a seconda della distanza dall’epicentro. Inoltre, la resistenza di un edificio a un terremoto dipende da vari fattori: intensità del sisma, caratteristiche del sottosuolo su cui è costruito l’edificio, la vulnerabilità della costruzione. Le isosisme sono linee che delineano un’area in sui il sisma si è verificato con uguale intensità.

Distribuzione geografica dei terremoti

I terremoti si verificano ai margini delle placche (non a caso, sulle cartine, le sono sismiche sono fasce strette e allungate); le zone ad alta sismicità sono: dorsali oceaniche, fosse oceaniche, catene montuose recenti, regioni a elevata attività vulcanica, zone continentali soggette a incipiente separazione. In Italia le sono più sismiche sono: Sicilia, Calabria, Campania, Appennino umbro-marchigiano ed emiliano, Friuli Venezia-Giulia. È particolarmente attiva la subduzione della placca africana sotto l’arco calabro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di terremoto e come si classificano?
  2. Un terremoto è una serie di movimenti rapidi del terreno causati dalla frattura di faglie. Si classificano in superficiali, medi e profondi, a seconda della loro profondità (meno di 70 km, tra 70 e 300 km, e tra 300 e 700 km, rispettivamente).

  3. Quali sono i tipi di onde sismiche emesse durante un terremoto?
  4. Durante un terremoto si emettono tre tipi di onde: onde longitudinali (onde p), onde trasversali (onde s) e onde lunghe, con le prime che sono le più veloci e arrivano per prime agli strumenti di rilevazione.

  5. Come funziona un sismografo e quale scala viene utilizzata per misurare i terremoti?
  6. Un sismografo rileva le onde sismiche tramite un corpo sospeso che registra i movimenti del terreno su un rotolo di carta. La scala Richter, creata nel 1935, misura la magnitudo del terremoto, mentre la scala Mcs valuta l'intensità basata su osservazioni empiriche.

  7. Quali fattori influenzano la resistenza di un edificio durante un terremoto?
  8. La resistenza di un edificio dipende dall'intensità del sisma, dalle caratteristiche del sottosuolo e dalla vulnerabilità della costruzione, rendendo la scala Mcs meno affidabile rispetto alla scala Richter.

  9. Dove si verificano più frequentemente i terremoti e quali sono le zone sismiche in Italia?
  10. I terremoti si verificano ai margini delle placche tettoniche. In Italia, le zone più sismiche includono Sicilia, Calabria, Campania, Appennino umbro-marchigiano ed emiliano, e Friuli Venezia-Giulia, con particolare attività nella subduzione della placca africana.

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