Concetti Chiave
- I materiali termoindurenti sono polimeri con una struttura reticolata complessa, caratterizzati da monomeri con tre estremità reattive, che ne influenzano la produzione e lavorazione.
- La polimerizzazione dei termoindurenti deve essere arrestata prima del completamento, permettendo la fusibilità del prodotto e l'utilizzo di tecniche come lo stampaggio per compressione e la spruzzatura.
- Una volta polimerizzati, i termoindurenti non possono essere nuovamente modificati o formati, rendendo fondamentale la polimerizzazione in due fasi per ottenere un reticolo stabile.
- I materiali termoindurenti sono soggetti a degrado chimico e fisico; il degrado chimico è irreversibile e può comprometterne le proprietà meccaniche, mentre il degrado fisico è reversibile.
- Il degrado chimico può causare la rottura dei legami della catena polimerica, introducendo legami secondari di cross-linking che peggiorano le proprietà meccaniche del materiale.
Caratteristiche dei materiali termoindurenti
I materiali termoindurenti sono un particolare tipo di materiali polimerici, i cui processi di produzione sono influenzati dalla trifunzionalità dei monomeri presenti alle loro estremità.
Le tecniche di produzione dei materiali termoindurenti dipendono molto dalla loro natura chimica, in quanto essi presentano una struttura più reticolata e più complessa rispetto a quella dei termoplastici. A differenza dei termoplastici, se sottoposti a un trattamento termico al di sopra di una certa temperatura si irrigidiscono e diventano insolubili, pertanto arrivati a una certa temperatura non possono essere fusi nuovamente senza incorrere in degrado. Questi polimeri si comportano in questo modo a causa dell'alto grado di reticolazione, dovuto al fatto che i monomeri presentano ben tre estremità reattive anziché due, che sono quelle che si hanno nei materiali termoplastici. L'alto grado di reticolazione che li caratterizza ostacola la mobilità delle molecole, danno origine a un comportamento fragile. È importante quindi che i termoindurenti non possono essere lavorati dopo aver subito il processo di polimerizzazione, ma è importante polimerizzare in due fasi. Solo nella fase finale per effetto di un riscaldamento le molecole si salderanno tra loro ed erano all'origine al reticolo, dopodiché non saranno più modificabili e formabili.
Produzione e lavorazione dei termoindurenti
Per la produzione dei polimeri termoindurenti la polimerizzazione può avvenire solo in massa ed è necessario arrestare la reazione prima di esse arrivi a completamento, ovvero quando il prodotto è ancora fusibile. Le tecniche di foggiatura utilizzate sono per esempio lo stampaggio per compressione: la resina fluidificata viene introdotta sottoposta a una certa pressione in uno stampo chiuso, e poi il riscaldamento, più lungo rispetto ai materiali termoplastici, consente la reticolazione. Oppure è possibile usare la tecnica spray che permette di spruzzare il termoindurente direttamente nello stampo. Le resine epossidiche sono un esempio di materiale termoindurente ottenuto per policondensazione.
Degrado chimico e fisico dei termoindurenti
I materiali termoindurenti possono subire facilmente fenomeni di degrado chimico per opera della temperatura oppure delle specie chimiche che reagiscono con essi e che sono presenti nell'ambiente in cui vengono posti in opera. Tuttavia il degrado può essere non solo fisico ma anche chimico, in particolare il degrado termico, ovvero dovuto alla temperatura, ossia corrispondere a una variazione del comportamento in un certo range di temperature, ma può anche portare alla rottura di alcuni legami della catena. Mentre il degrado fisico e reversibile, il degrado chimico è irreversibile. Uno degli effetti più importanti del degrado chimico è la creazione nei polimeri di legami secondari di cross-linking, che sono capaci di modificare le proprietà meccaniche determinanti peggiorandole.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche dei materiali termoindurenti?
- Come avviene la produzione dei polimeri termoindurenti?
- Quali sono i tipi di degrado che possono colpire i materiali termoindurenti?
- Qual è l'importanza della polimerizzazione in due fasi per i termoindurenti?
I materiali termoindurenti sono polimeri con un alto grado di reticolazione, dovuto alla trifunzionalità dei monomeri. A differenza dei termoplastici, diventano insolubili e rigidi dopo un certo trattamento termico, non potendo essere fusi nuovamente senza degrado.
La polimerizzazione dei termoindurenti avviene solo in massa e deve essere interrotta prima del completamento per mantenere la fusibilità. Tecniche come lo stampaggio per compressione e la spruzzatura sono utilizzate per la lavorazione.
I materiali termoindurenti possono subire degrado chimico e fisico. Il degrado chimico è irreversibile e può portare a rottura dei legami della catena, mentre il degrado fisico è reversibile e può influenzare le proprietà meccaniche.
La polimerizzazione in due fasi è cruciale per i termoindurenti, poiché consente di saldare le molecole in un reticolo solo nella fase finale, rendendo il materiale non modificabile e formabile dopo il processo di polimerizzazione.