Concetti Chiave
- I movimenti verticali della crosta terrestre sono causati da fenomeni isostatici, che determinano sollevamenti e sprofondamenti di porzioni oceaniche e continentali.
- Il modello fissista, prevalente all'inizio del '900, descriveva una Terra in contrazione con stratificazione basata sulla densità, suddividendo la crosta in Sial, Sima, Osol e Nife.
- La formazione delle catene montuose nel modello fissista era attribuita alla contrazione della crosta, ma non spiegava l'irregolarità della loro distribuzione globale.
- Critiche al modello fissista evidenziavano l'incoerenza con le temperature di raffreddamento della Terra, che risultavano troppo elevate rispetto agli studi sul calore terrestre.
- La teoria dell'isostasia metteva in discussione la spiegazione dell'origine degli oceani, sostenendo che le masse continentali dovrebbero galleggiare e non sprofondare.
Quali sono i movimenti verticali della crosta terrestre?
Studiando l'interno della Terra si è visto come la crosta terrestre possa essere soggetta a movimenti verticali a causa di fenomeni isostatici. Fino alla metà dell'800, è ancora agli inizi del '900, le teorie più accettate (ovvero teorie fissiste) non prevedevano spostamenti orizzontali dei continenti. Anche le ipotesi sulla struttura dell'interno della Terra erano imperfette e non suffragate dai dati sismici di cui disponiamo oggi.
Modello fissista e stratificazione terrestre
Il modello fissista dominante agli inizi del '900 era quella di una Terra in contrazione e ancora in via di raffreddamento, nella quale si andavano stratificando i diversi materiali a secondo della densità: infatti si distingueva uno strato superficiale formato da rocce granitiche e metamorfiche chiamato Sial (dalle iniziali di silicati di alluminio), uno strato sottostante chiamato Sima (da silicati di magnesio) formato da rocce basiche, prevalentemente gabbri e peridotiti, uno strato chiamato Osol (ossidi e solfuri) e infine il Nife (nichel e ferro), che corrispondeva al nucleo.
La parte superficiale del Sial, per effetto della contrazione, si sarebbe corrugata formando le catene montuose. Nel modello venivano ammessi movimenti verticali di sollevamento di porzioni oceaniche per formare terre emerse, e di sprofondamento (subsidenza) di parti continentali che potevano anche venire totalmente invase dal mare.
Critiche al modello fissista
Agli inizi del '900 ebbe inizio una revisione critica delle teorie fissiste e quindi anche del teoria della teoria della Terra in contrazione. I punti non chiariti e facilmente attaccabili della teoria erano sostanzialmente tre.
1) Se le catene montuose si fossero originate da una contrazione che aveva presumibilmente ridotto il volume terrestre in modo uniforme, queste si dovrebbero distribuire omogeneamente sulla superficie terrestre; invece si osserva che le montagne sono distribuite in modo irregolare.
2) Per giustificare la presenza di catene montuose molto elevate, la Terra avrebbe dovuto raffreddare a partire da una temperatura troppo alta (dell'ordine di migliaia di gradi) in disaccordo con gli studi sul calore terrestre.
3) In accordo con la teoria dell'isostasia, le masse continentali (più leggere) dovrebbero galleggiare e non sprofondare in un substrato più denso: in questo modo non è soddisfacente la spiegazione dell'origine degli oceani.
Domande da interrogazione
- Quali sono i movimenti verticali della crosta terrestre e quali fenomeni li causano?
- Qual era il modello fissista riguardo alla stratificazione terrestre agli inizi del '900?
- Quali critiche sono state mosse al modello fissista?
I movimenti verticali della crosta terrestre sono causati da fenomeni isostatici, che portano a sollevamenti e sprofondamenti delle porzioni di crosta. Fino agli inizi del '900, le teorie fissiste non prevedevano spostamenti orizzontali dei continenti.
Il modello fissista descriveva una Terra in contrazione e raffreddamento, con stratificazione dei materiali in base alla densità, distinguendo tra Sial, Sima, Osol e Nife. Questo modello ammetteva movimenti verticali, ma non orizzontali, dei continenti.
Le critiche al modello fissista riguardano la distribuzione irregolare delle catene montuose, la necessità di temperature di raffreddamento irrealistiche e l'inadeguatezza della spiegazione dell'origine degli oceani secondo la teoria dell'isostasia.