Concetti Chiave
- La teoria keynesiana contrasta con quella classica, sostenendo che l'offerta di beni supera la domanda, portando a un reddito effettivo inferiore a quello potenziale.
- Esiste un equilibrio di sotto occupazione, dove le imprese possono raggiungere l'equilibrio di mercato senza utilizzare appieno i fattori produttivi.
- Il libero movimento dei salari non riduce la disoccupazione, poiché salari più bassi possono portare a una minore domanda da parte delle imprese.
- L'intervento dello Stato è necessario per raggiungere la massimizzazione del reddito nazionale e il pieno impiego, poiché l'equilibrio non è automatico.
- La domanda pubblica è fondamentale per garantire l'equilibrio di piena occupazione, contribuendo alla creazione del Welfare State secondo Keynes.
Contrasto con la teoria classica
Teoria sviluppata da John Keynes, in pieno contrasto con le teoria classica. Infatti secondo i Keynesiani:
1. Non c’era un equilibrio economico generale: secondo loro l’offerta di beni e servizi è maggiore della domanda di beni e servizi. Più precisamente nel breve periodo il reddito potenziale è sempre maggiore del reddito effettivo (infatti non si possono utilizzare tutti i fattori produttivi a pieno, alcuni rimarranno inutilizzati.
2. Non c’era equilibrio di piena occupazione, bensì un equilibrio di sotto occupazione: ci può essere equilibrio di mercato ma non è di piena occupazione. Infatti un imprenditore può produrre 100 e vendere 100 (così da essere in equilibrio) ma può non aver utilizzato a pieno i fattori produttivi.
* Nel fattore lavoro la domanda di beni non è realizzabile con il libero movimento dei salari perché modificando i salari non ci sarà una diminuzione dei disoccupati. Infatti verranno pagati di meno gli operai, le imprese consumeranno di meno, la domanda delle imprese diminuirà tanto da non assumere più manodopera.
* I risparmi sono maggiori degli investimenti. Per arrivare a un uguaglianza non bastava variare il tasso di interesse ma bisognava guardare anche l’efficienza marginale del capitale (aspettative dell’imprenditore).
3.
Intervento dello Stato
L’equilibrio non era automatico: Massimizzazione del reddito nazionale e pieno impiego dei fattori produttivi non sono raggiungibili automaticamente, per questo c’è bisogno dell’intervento dello Statoato in economia.
4. Y(Reddito)= C(consumi)+I(investimenti)+G(domanda pubblica)+X(esportazioni)+M(importazioni. Secondo i Keynesiani è proprio la domanda pubblica che garantisce l’equilibrio di piena occupazione e permette l’impiego dei fattori produttivi. Grazie a questa Keynes crea il Welfare State, o Stato Sociale.
Keynes inoltre afferma che è la domanda a determinare l’offerta, e non il contrario. Negli anni sessanta-settanta questa teoria provocò disoccupazione e crescita del tasso di disoccupazione.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra la teoria keynesiana e quella classica riguardo all'equilibrio economico?
- Perché secondo i Keynesiani non si raggiunge mai la piena occupazione?
- Qual è il ruolo dello Stato secondo la teoria keynesiana?
La teoria keynesiana sostiene che non esiste un equilibrio economico generale, poiché l'offerta di beni e servizi supera la domanda, portando a un reddito potenziale sempre maggiore di quello effettivo (come indicato nel testo).
I Keynesiani affermano che esiste un equilibrio di sotto occupazione, dove le imprese possono essere in equilibrio senza utilizzare pienamente i fattori produttivi, e il libero movimento dei salari non riduce la disoccupazione (come spiegato nel testo).
Secondo i Keynesiani, l'intervento dello Stato è necessario per raggiungere la massimizzazione del reddito nazionale e il pieno impiego, poiché l'equilibrio non è automatico e la domanda pubblica è fondamentale per garantire l'occupazione (come evidenziato nel testo).