Concetti Chiave

  • Karl Barth critica la religione come un tentativo di auto-giustificazione dell'uomo di fronte a Dio, considerandola una forma di peccato e auto-divinizzazione.
  • Kierkegaard affronta la contraddizione tra religione e fede, portando alla luce il paradosso cristiano e l'assoluta alterità di Dio rispetto all'umanità.
  • Guardini distingue tra religione, caratterizzata da aspetti intra-mondani, e fede, che rappresenta una risposta obbediente a una Rivelazione inattesa.
  • La fede è vista come una risposta generosa alla Rivelazione, indipendente dall'esperienza religiosa, che è invece una disposizione naturale umana.
  • L'interazione tra Dio e l'uomo è definita da una radicale frattura, evidenziando l'impossibilità di assimilare il Cristianesimo a esperienze religiose meramente umane.

La posizione di Karl Barth

In primo luogo vi è la posizione di Karl Barth, con la sua radicale opzione antireligiosa, svalutazione radicale e rigetto teologico della religione. Essa è il superbo tentativo posto in essere dall’uomo, corrotto dal peccato e avviato alla morte, di auto-giustificarsi da se medesimo dinanzi a Dio proprio con le opere della religione. È una sorta di acme del peccato, l’incorrere nell’hybris dell’auto-divinizzazione. L’obiettivo polemico di Barth è Schleiermacher, che a partire da un concetto riduttivo della religione, pretende di pervenire senza soluzione di continuità alla rivelazione cristiana. Parte dall’homo religiosus, ma non si può tracciare una linea ascendente con la rivelazione cristiana accolta nella fede, che è invece radicale antitesi, frattura insanabile che interrompe ogni possibilità di rapportarsi a Dio, dal quale lo separa un’infinita differenza qualitativa. Solo Dio può prendere l’iniziativa e andare incontro all’uomo, ed è appunto ciò che accade con la Rivelazione e segnatamente con l’evento cristologico, che è radicale antitesi ad ogni esperienza religiosa meramente umana.

Il paradosso di Kierkegaard

Con il pensiero di Kierkegaard ci si confronta relativamente all’assimilazione del termine religione a quello di Cristianesimo, che è inaccettabile dopo la grande critica barthiana. Sul terreno specificamente filosofico egli si pone in realtà con la sua nozione del paradosso cristiano, una contraddizione radicale tra religione e fede. La paradossalità vera e propria si manifesta nel rapporto di Dio, il totalmente altro, al finito, al conosciuto. È il cristianesimo del concetto-limite, dell’impossibilità. Con l’affermazione dell’assoluta alterità e differenza qualitativa fra il Dio del cristianesimo e l’uomo, si apre il problema della paradossale, almeno a partire dal basso, inserzione del Cristo e più in generale della Rivelazione nel cuore della storia dell’umanità e il divorzio fede-religione è incomponibile.

La soluzione di Guardini

Guardini propone la sua soluzione del dilemma dialettico fede-religione in una indubbia e fondamentale distinzione, avendo la religione un insuperabile carattere intra-mondano, sempre e comunque prerogativa della natura umana. La fede invece è la risposta offerta con disponibilità e obbedienza a una Rivelazione che irrompe del tutto inattesa ed insospettabile. È un Dio personale che si offre alla fede dell’uomo, Cristo, instaurando al posto di un generico sentimento religioso la serietà della fede, e proponendo l’obbedienza radicale al Dio vivente, ha dissipato l’incantesimo del puro sentimento religioso. La religiosità è questione di disposizione, naturale, che è andata sviluppandosi e arricchendosi attraverso tutte le molteplici religioni dell’umanità. La fede è ciò che risulta possibile unicamente come risposta generosa alla Rivelazione e vi può essere fede pure senza l’appoggio dell’esperienza religiosa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Karl Barth riguardo alla religione?
  2. Karl Barth adotta una posizione antireligiosa, rifiutando la religione come tentativo dell'uomo di auto-giustificarsi davanti a Dio. Secondo Barth, la rivelazione cristiana rappresenta una frattura insanabile rispetto all'esperienza religiosa umana, poiché solo Dio può avvicinarsi all'uomo (testo).

  3. Come si confronta Kierkegaard con il concetto di religione e Cristianesimo?
  4. Kierkegaard critica l'assimilazione tra religione e Cristianesimo, evidenziando un paradosso radicale tra fede e religione. Sottolinea l'assoluta alterità di Dio rispetto all'uomo, rendendo impossibile un collegamento diretto tra la religione e la rivelazione cristiana (testo).

  5. Qual è la distinzione fondamentale proposta da Guardini tra fede e religione?
  6. Guardini distingue tra religione, che è intrinsecamente umana e intra-mondana, e fede, che è una risposta a una rivelazione divina inattesa. La fede implica un rapporto personale con Dio, mentre la religione è vista come una disposizione naturale (testo).

  7. In che modo Guardini considera l'esperienza religiosa rispetto alla fede?
  8. Guardini afferma che la fede può esistere anche senza l'appoggio dell'esperienza religiosa, poiché è una risposta generosa alla rivelazione divina. La religiosità è una questione di disposizione naturale, mentre la fede è un atto di obbedienza al Dio vivente (testo).

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