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Teologia del dialogo ecumenico

Introduzione

I – I fondamenti storici e teologici dell'ecumenismo

  • 1.1 La storia del movimento ecumenico nel XX° secolo
  • 1.1.1 Gli inizi nelle Chiese e comunità ecclesiali non-cattoliche
  • 1.1.2 La partecipazione della Chiesa Cattolica
  • 1.2 Fondamenti teologici
  • 1.2.1 L’unità come determinazione essenziale della Chiesa
  • 1.2.2 Sviluppo della comprensione del rapporto fra la Chiesa Cattolica e le altre Chiese e comunità ecclesiali
  • 1.2.3 I principi cattolici dell’ecumenismo

II – Le divisioni e gli accordi ecumenici

  • 2.1 Le Chiese orientali antiche
  • 2.1.1 Presentazione: storia delle divisioni
  • 2.1.2 Accordi sulla cristologia e sulle anafore
  • 2.2 L’ortodossia bizantina
  • 2.2.1 Presentazione e strutture
  • 2.2.2 Teologia ortodossa e dialogo
  • 2.3 La Riforma
  • 2.3.1 Presentazione: panorama teologico e ecclesiale
  • 2.3.2 Situazione del dialogo: l’esempio del dialogo lutero-cattolico sull’eucaristia

III – Questioni recenti

  • 3.1 Il dialogo sulle questioni etiche
  • 3.2 La situazione particolare del dialogo con il giudaismo 2

Introduzione

Οἰκέω - οἰκουμένη (scil. γῆ)

“Per ‘movimento ecumenico’ si intendono le attività e le iniziative suscitate e ordinate a promuovere l'unità dei cristiani.” (UR 4)

Ecumenismo: parola molto antica, ha cambiato anche senso. Significava “tutta la terra”, poi passa a significare la “pienezza della dottrina”.

Il patriarca di Costantinopoli si chiama patriarca ecumenico, garante della dottrina.

Quando gli imperatori hanno convocato i concili legano ecumenismo con l’unità della Chiesa.

All’inizio del XX sec c’è un movimento, uno slancio nelle comunità separate prima poi anche nella Chiesa cattolica, per riunire i cristiani. Il senso moderno significa “tutte le attività e le iniziative suscitate per promuovere le attività dei cristiani”.

Teologia del dialogo: ci sono più modi per andare verso questa unità. 3 grandi modi per promuovere l’ecumenismo: pregare insieme, carità, dialogo teologico.

Non è dialogo interreligioso! In questo si parla di parla di persone che stanno fuori dalla cristianità.

Il dialogo ecumenico è intra-religioso. Siamo nella stessa religione.

Punti comuni

  • Scrittura
  • Cristo
  • Trinità

Uno degli scopi del dialogo interreligioso è la pace.

Invece il D.Ec. è l’unità dei cristiani.

Già sin dall’inizio i cristiani sono divisi. Preoccupazioni pastorali e dottrinali.

Quasi tutti i concili ecumenici avevano come scopo l’unità. Concilio di Firenze x es è stato radunato per ritrovare l’unità.

La CC considera che il movimento ecumenico è un segno dei tempi: non è solo un evento importante, ma un evento dove la mano di Dio sta operando, fa parte della guida della Chiesa da parte di Dio.

NB. L’ecumenismo proviene da Dio!

Ha avuto inizio tra i fratelli separati.

Il CVII esorta all’ecumenismo.

Dietro ai segni dei tempi c’è una questione ecclesiologica importante. Chi governa la Chiesa? Lo SS. Gli uomini sono strumenti. Dobbiamo aprire quindi gli occhi sui segni che provengono da Dio. La teologia è il 2° passo, che prova a capire cosa Dio ha detto. Ogni evento non è segno dei tempi. Si deve discernere.

I primi movimenti erano nel XIX nel mondo protestante. 3

La svolta più importante: 1910, Edimburgo. Sono radunati pastori protestanti di molti paesi del sud del mondo. Risveglio per provare a portare pace.

Poi 2° guerra mondiale: per la 1° volta nei lager ci sono persone di diverse fedi che soffrono insieme e testimoniano la fede. Dopo la guerra si sono organizzati dei movimenti a livello teologico.

Nel 1948: creazione del concilio delle Chiese, sede a Ginevra, che raduna 348 denominazioni, tranne i cattolici.

La CC aveva paura di un’alleanza, una federazione di Chiese, a livello politico. La CC avrebbe avuto sempre ragione, perché avrebbe dovuto partecipare con la maggior parte dei membri (la CC rappresenta il 50% dei cristiani). Partecipa, ma non nelle votazioni.

Global christian form: struttura che raduna il maggior numero di confessioni cristiane.

Dal lato della CC

Il punto di partenza è stata l’introduzione della settimana per l’unità dei cristiani. Introdotta dagli anglicani e ripresa dalla CC. La CC ha stabilito come obiettivo la preghiera per il ritorno dei fratelli separati alla CC. Denominata “settimana di preghiera per l’unità delle chiese”. Non si sa come si farà questa unità, ma la si chiede a Dio.

I – I fondamenti storici e teologici dell'ecumenismo

1.1 La storia del movimento ecumenico nel XX° secolo

“Ora, il Signore dei secoli, il quale con sapienza e pazienza persegue il disegno della sua grazia verso di noi peccatori, in questi ultimi tempi ha incominciato a effondere con maggiore abbondanza nei cristiani tra loro separati l'interiore ravvedimento e il desiderio dell'unione. Moltissimi uomini in ogni dove sono stati toccati da questa grazia, e tra i nostri fratelli separati è sorto anche per grazia dello Spirito Santo un movimento che si allarga di giorno in giorno per il ristabilimento dell'unità di tutti i cristiani chiamato […] nuovamente ecumenico.” (UR, 1)

“Questo santo Concilio esorta tutti i fedeli cattolici perché, riconoscendo i segni dei tempi, partecipino con slancio all'opera ecumenica.” (UR, 4)

1.1.1 Gli inizi nelle Chiese e comunità ecclesiali non-cattoliche

Alleanza evangelica mondiale (1846), Lambeth Conference nel 1867.

Conferenza mondiale delle missioni (Edimburgo, 1910)

Conferenza di Stoccolma 1925

Faith & Order (Fede e costituzione)

Consiglio Ecumenico delle Chiese (1948)

Global Christian Forum (2007)

1.1.2 La partecipazione della Chiesa Cattolica

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. (Society of the Atonement).

Paul Wattson

Paul Couturier: “Per l’Unità che Cristo vuole per la sua Chiesa con i mezzi che vuole ... donata come, quando e dove Lui vorrà”. 4

Comunità con indirizzo ecumenico: Chevetogne (1939) - Focolari (1944) - Taizé (1940) - Grandchamp (1936 – 1950).

Segretariato per l’unità (1960). Preside: Card. Bea > Pontificio concilio dell’unità dei cristiani

Concilio Vaticano II, documenti

Unitatis reintegratio

Passi istituzionali importanti post-conciliari

  • 1. Revocazione degli anatemi con Costantinopoli: 7/12/1965. Paolo VI e Atenagora, per la 1° volta da 5 secoli. Paolo VI ha baciato i piedi del patriarca, perché al concilio di Firenze hanno scritto un accordo, e il papa ha chiesto che il patriarca gli baciasse i piedi, ma il patriarca non l’ha fatto.
  • 2. Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (1967) è diventato un dicastero.
  • 3. Visita di Paolo VI al CEC Consiglio ecumenico delle Chiese (10/09/69): “Sono in mezzo a voi. Il mio nome è Pietro”…

Molte comunità create con indirizzo ecumenico: Bose (1965-1968) - Mother of God (1966) – Comunità Chemin Neuf (1973)

GPII si è molto impegnato in ambito ecumenico. Enciclica Ut unum sint

Ciò che è nuovo nel XX sec è l’urgenza. Il mondo ne ha bisogno.

Lo sguardo storico aiuta a vedere come le separazioni non sono mai colpa di uno solo dei 2.

C’è molto meno l’idea di ritorno alla CC, quanto l’idea di andare insieme verso l’unità.

Idea del coinvolgimento di tutti.

Presa di coscienza che il movimento di unità fa parte della coscienza della Chiesa, dell’essenza, della missione.

1.2 Fondamenti teologici

1.2.1 L’unità come determinazione essenziale della Chiesa

Nuovo Testamento

“Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti. Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi.” (1 Cor 1,10-11)

“Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.” (Ef 4,1-6)

“Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.” (Gv 11,51-52) 5

“Prego perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in […] te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.” (Gv 17, 20-23)

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.” (Gv 13,34-35)

“Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.” (At 2,42-48)

Vaticano II

“Siccome la Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano, santo Concilio, continuando il tema dei precedenti Concili, intende con maggiore chiarezza illustrare ai suoi fedeli e al mondo intero la propria natura e la propria missione universale. Le presenti condizioni del mondo rendono più urgente questo dovere della Chiesa, affinché tutti gli uomini, oggi più strettamente congiunti dai vari vincoli sociali, tecnici e culturali, possano anche conseguire la piena unità in Cristo.” (LG, 1).

La Chiesa deve essere segno di unità, ma anche deve produrre unità.

“Così la Chiesa universale si presenta come ‘un popolo che deriva la sua unità dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’ S. Cipriano, De Orat. Dom. (LG, 23: PL 4, 553).” 4)

“In questo si è mostrato l'amore di Dio per noi, che l'unigenito Figlio di Dio è stato mandato dal Padre nel mondo affinché, fatto uomo, con la redenzione rigenerasse il genere umano e lo radunasse in unità [cf. 1 Gv 4,9; Col 1,18-20; Gv 11,52]. Ed egli, prima di offrirsi vittima immacolata sull'altare della croce, pregò il Padre per i credenti, dicendo: ‘che tutti siano una sola cosa, come tu, o Padre, sei in me ed io in te; anch'essi siano uno in noi, cosicché il mondo creda che tu mi hai mandato’ (Gv 17,21), e istituì nella sua Chiesa il mirabile sacramento dell'eucaristia, dal quale l'unità della Chiesa è significata ed attuata. Diede ai suoi discepoli il nuovo comandamento del mutuo amore [cf. GV 13,34] e promise lo Spirito consolatore, il quale restasse con loro per sempre, Signore e vivificatore.” (UR, 2)

Cristo è morto per l’unità! La missione della Chiesa è quindi l’unità.

Mezzi per l’unità

  • 1. Eucarestia
  • 2. Amore
  • 3. Spirito Santo 6

L’unità fa parte della fede della Chiesa, dell’identità e della sua essenza.

“Gesù stesso nell'ora della sua Passione ha pregato "perché tutti siano una sola cosa" (Gv 17,21). Questa unità, che il Signore ha donato alla sua Chiesa e nella quale egli vuole abbracciare tutti, non è un accessorio, ma sta al centro stesso della sua opera. Né essa equivale ad un attributo secondario della comunità dei suoi discepoli. Appartiene invece all'essere stesso di questa comunità. Dio vuole la Chiesa, perché egli vuole l'unità e nell'unità si esprime tutta la profondità della sua agape.” (UUS, 9)

Noi siamo credibili se siamo nell’unità.

Se l’unità vuole essere cattolica, deve essere visibile (strutture, sacramenti…) e invisibile.

a. “La chiesa è essenzialmente invisibile e necessariamente visibile” H. Kung

Non è sufficiente. È il contrario! Essenzialmente visibile e necessariamente invisibile.

L’unità non può essere solo invisibile. Non basta l’unità di fede. C’è bisogno anche unità della vita sacramentale.

b. L’unità è una questione di fede. La Chiesa è già unita, il corpo di Cristo è già unito.

L’unità della Chiesa visibile è ferita, ma l’unità di tutta la Chiesa non lo è. È molto più l’invisibile del visibile. L’unità è già data, ma ha bisogno di essere guarita.

c. L’unità non è contraddittoria con la diversità.

1.2.2 Sviluppo della comprensione del rapporto fra la Chiesa Cattolica e le altre Chiese e comunità ecclesiali

Il “subsistit in

1° sviluppo della chiesa romana e le altre chiese. Ci sono elementi ecclesiali anche nelle altre comunità.

Il testo di LG del 62 diceva “Il corpo di C è la CC”. Poi nel 63, hanno aggiunto che anche fuori dalla CC si trovano elementi di santificazione. Poi hanno aggiunto che l’identità della C di C sussiste nella CC. La CC partecipa in modo pieno alla C di C.

Se il CVII dice che ci sono elementi di santificazione e verità anche fuori, significa che anche le altre partecipano alla CdC, ma in modo meno pieno.

Da un lato possiamo dire che c’è identità tra CC e CdC. Dall’altro lato, possiamo anche dire che la CdC non si riduce alla CC.

La T economica è la T immanente, ma non si riduce ad essa.

C ci fa partecipare in modo pieno alla T, ma la T non si riduce a C.

Nel CV troviamo elementi concreti, abbiamo 4 dimensioni delle dimensioni di unità:

  • 1. La CC ha in se stessa tutti i mezzi di unità (virtù teologali, eucarestia, episcopato, papato, SpS, SS…). Noi abbiamo la pienezza dell’unità.
  • 2. La CC ha tutti i mezzi di salvezza. Abbiamo più mezzi, ma non è detto che abbiamo più salvati!

Sacramenti

  • Pienezza del primato di Pietro, pienezza storica
  • Pienezza della continuità storica
  • 7 Inammissibilità: questi mezzi non possono essere perduti nella CC. Da qualche parte del mondo c’è la possibilità di ricevere i mezzi di salvezza. Nella storia questi mezzi non vanno persi.

NB. Lo SS non agisce solo nella CC, ma anche fuori, c’è salvezza fuori, ci sono anche elementi di ecclesialità. C’è una partecipazione delle altre C alla C di X.

“Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica e che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr. Gv 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cfr. Mt 28,18ss), e costituì per sempre colonna e sostegno della verità (cfr. 1 Tm 3,15). Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità, che, appartenendo propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l'unità cattolica.” (LG 8)

“Solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è il mezzo generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza.” (UR, 3)

“La Chiesa cattolica afferma che, durante i duemila anni della sua storia, è stata conservata nell'unità con tutti i beni con i quali Dio vuole dotare la sua Chiesa, e ciò malgrado le crisi spesso gravi che l'hanno scossa, le carenze di fedeltà di alcuni suoi ministri e gli errori in cui quotidianamente si imbattono i suoi membri. La Chiesa cattolica sa che, in nome del sostegno che le proviene dallo Spirito, le debolezze, le mediocrità, i peccati, a volte i tradimenti di alcuni dei suoi figli, non possono distruggere ciò che Dio ha infuso in essa in funzi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.rei di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Veto Etienne Emmanuel.
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