Concetti Chiave
- L'ijma' rappresenta il consenso comunitario, considerato infallibile e un fondamento del diritto islamico, che si basa sulla convinzione che la comunità musulmana non sbaglia mai.
- Con l'espansione dell'impero islamico, l'ijma' è evoluto in ijma' degli 'ulema, che sono diventati i rappresentanti della umma, accentuando il loro ruolo politico.
- Il principio di "ordinare il bene e proibire il male" è centrale nell'islam, riflettendo la necessità di seguire le indicazioni del Corano e gli insegnamenti del Profeta.
- Il concetto di bene e male è complesso e richiede contestualizzazione storica, influenzando pratiche come la proibizione di alcol e musica nei matrimoni.
- Il jihad, inteso come lotta nel cuore, con la lingua e con la mano, può includere anche il tirannicidio, evidenziando le implicazioni politiche e storiche di questo principio.
Il principio dell'ijma'
L’ordinare il bene e proibire il male: un principio che viene accolto da tutte le sette musulmane. Ha base coranica, in cui si afferma prima di tutto che i musulmani sono la migliore comunità che sia mai nata tra gli uomini.
Questo è importante nell’ottica della umma islamica, vista come comunità carismatica, infallibile, perché vi deriva il concetto di ijma’, il consenso comunitario. È uno dei fondamenti del diritto islamico. La comunità musulmana non sbaglia mai, come afferma anche un hadith del Profeta. Quando una norma, un’idea, viene accettata da tutta la comunità, essa è allora vera e infallibile, certa e indiscutibile. L’accordo generale ha valore quasi dogmatico, normativo. Si pone però il problema storico che quando nacque il concetto di ijma’ ci si trovava più o meno all’epoca del Profeta, con una comunità islamica che era assimilabile ad una polis greca, con poche persone aventi diritti. È evidente che le riunioni cittadini erano concretamente possibili, così come le decisioni condivise.
Il ruolo degli 'ulema
Nato l’impero islamico, risultava difficile giungere ad una ijma’. Si decise quindi di passare alla ijma’ degli ‘ulema, a seconda del tempo e del luogo. Se quella della umma è un principio potenzialmente e altamente democratico, derivato dall’assemblea cittadina, la ijma’ degli ‘ulema li rende praticamente i rappresentanti della umma, enfatizzando il loro ruolo essenzialmente politico.
Bene e male nell'islam
Detto ciò, si capisce che la comunità islamica deve per forza di cose ordinare il bene e proibire il male. Ma cosa si intende per bene e male? Come regola generale si intende per “bene” ciò che dice il Corano e quello che ha fatto il Profeta. Rimangono però i problemi di contestualizzazione storica. Infatti, se è vero ciò, proibire il male (e di conseguenza ordinare il bene) è, per esempio, entrare in una taverna e fracassare gli otri di vino, o proibire la musica ai matrimoni. A parte questi atti “superficiali”, ci sono aspetti più importanti che hanno a che vedere con la questione, per esempio, dello jihad.
Il jihad e le sue implicazioni
Un hadith riporta che Muhammad avrebbe detto che ci sono tre modi per mettere in pratica tale comandamento: col cuore, con la lingua e con la mano. Bisogna assumere l’atteggiamento della preghiera, l’ammonizione orale (parresia) e la lotta. Di conseguenza, il jihad armato, che in alcuni casi contempla anche il tirannicidio. Si tratta di un principio che di per sé nel Corano non ha implicazione politica, ma ha tali ricadute se viene inserito e interpretato nel contesto storico. Si tratta di un’ulteriore conferma di Islam come ortoprassi.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del principio dell'ijma' nella comunità musulmana?
- Come è cambiato il concetto di ijma' con l'espansione dell'impero islamico?
- Cosa si intende per "bene" e "male" nell'Islam?
- Quali sono le modalità di attuazione del jihad secondo il Corano?
L'ijma' rappresenta il consenso comunitario ed è considerato infallibile e indiscutibile, poiché quando una norma è accettata da tutta la comunità, essa diventa vera e certa, come affermato nel testo.
Con l'espansione dell'impero islamico, è diventato difficile raggiungere un ijma' generale, portando alla necessità di affidarsi all'ijma' degli 'ulema, che sono diventati i rappresentanti della umma, accentuando il loro ruolo politico.
Nel contesto islamico, il "bene" è ciò che è indicato dal Corano e dalle azioni del Profeta, mentre il "male" è ciò che deve essere proibito, ma la sua definizione può variare a seconda del contesto storico e culturale.
Il jihad può essere praticato in tre modi: col cuore, con la lingua e con la mano, implicando un atteggiamento di preghiera, ammonizione orale e, in alcuni casi, lotta armata, con interpretazioni che possono avere ricadute politiche nel contesto storico.