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Concetti Chiave

  • Il cinema si distingue da altre arti figurative per la sua dimensione temporale, che comprende il tempo della pellicola e quello del film.
  • I film possono essere classificati in base alla durata in lungometraggi (oltre 60 minuti), mediometraggi (30-59 minuti) e cortometraggi (fino a 30 minuti).
  • La durata assoluta dell'inquadratura è il tempo cronometrico tra due stacchi di montaggio, fondamentale per la struttura del film.
  • La durata relativa dipende dalla durata assoluta e dal tempo di lettura, influenzando la percezione e la decodificazione dell'inquadratura.
  • Un equilibrio tra durata assoluta e tempo di lettura è tipico del cinema narrativo, garantendo una fruizione efficace del contenuto visivo.

La dimensione temporale del cinema

Gran parte della novità del cinema rispetto ad altre arti figurative risiede nella sua dimensione temporale. Possiamo parlare del tempo cinematografico in una duplice prospettiva: il tempo materiale della pellicola e dell'inquadratura, e quello del film. Per

quanto concerne il tempo della pellicola, una prima distinzione può essere fatta tra lungometraggio, mediometraggio e cortometraggio. Il lungometraggio è il film che di norma dura più di 60 minuti; il cortometraggio ha una durata complessiva di massimo 30 minuti; il mediometraggio si aggira tra i 30 e 59 minuti.

Durata assoluta e relativa

C'è poi una temporalità legata la velocità di ripresa e di proiezione. C'è poi una temporalità che è propria dell'inquadratura. La durata assoluta indica la durata cronometrica dell'inquadratura, ossia il tempo che intercorre tra due stacchi di montaggio.

La durata relativa è data dalla differenza tra la durata assoluta il tempo di lettura dell'inquadratura. Il tempo di lettura è ovviamente un dato legato a fattori soggettivi, ma chiedi certo varia in base alla quantità di elementi visivi contenuti nell'inquadratura e in base al taglio di ripresa adottato. Per questi fattori la durata relativa può risultare insufficiente, sufficiente o sovrabbondante rispetto alla differenza tra durata assoluta il tempo di lettura richiesto. Nel caso di durata relativa insufficiente l'inquadratura non è riconoscibile nel suoi elementi o lo è parzialmente. All'estremo opposto troviamo la durata relativa sovrabbondante: la durata assoluta dell'inquadratura è sproporzionata rispetto al tempo di lettura necessario per la sua decodificazione. Il caso più frequente invece è quello della durata relativa sufficiente: esso è tipico del cinema narrativo a partire dall'epoca classica e si caratterizza per una situazione di equilibrio tra durata assoluta dell'inquadratura e tempo di lettura della stessa.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale novità del cinema rispetto ad altre arti figurative?
  2. La principale novità del cinema risiede nella sua dimensione temporale, che si può analizzare sia attraverso il tempo materiale della pellicola e dell'inquadratura, sia attraverso il tempo del film stesso.

  3. Come si classificano i film in base alla loro durata?
  4. I film si classificano in lungometraggi (oltre 60 minuti), mediometraggi (tra 30 e 59 minuti) e cortometraggi (massimo 30 minuti).

  5. Qual è la differenza tra durata assoluta e durata relativa in un'inquadratura?
  6. La durata assoluta è il tempo cronometrico tra due stacchi di montaggio, mentre la durata relativa è influenzata dal tempo di lettura dell'inquadratura, che può variare in base a fattori soggettivi e alla quantità di elementi visivi presenti.

Domande e risposte

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