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Concetti Chiave

  • Le tecniche neurofisiologiche, come l'elettroencefalografia, analizzano l'attività elettrica del cervello, rilevando ritmi come alfa e beta.
  • La tomografia ad emissione di positroni utilizza traccianti per studiare il metabolismo cerebrale, utile per indagare le demenze.
  • La risonanza magnetica funzionale misura il flusso di glucosio, individuando le aree cerebrali attive come l'area di Broca e Wernicke.
  • Studi di risonanza magnetica funzionale rivelano aree comuni tra amore materno e romantico, ricche di ossitocina e vasopressina.
  • La Default Mode Network si attiva in assenza di stimoli esterni, dimostrando la connettività funzionale tra aree cerebrali distanti.

Indice

  1. Tecniche di studio dell’attività cerebrale
  2. Elettroencefalografia
  3. Tomografia ad emissione di positroni
  4. Risonanza magnetica funzionale
  5. Sovrapposizione tra amore materno e amore romantico

Tecniche di studio dell’attività cerebrale

Abbiamo due tipi di tecniche:
• neurofisiologiche;
• radiofisiologiche.
Le più antiche sono le neurofisiologiche, in particolare l’elettroencefalografia che studia l’attività elettrica del cervello.
I campi magnetici cerebrali vengono studiati dalla magnetoencefalografia.

Elettroencefalografia

È una tecnica che risale al 1929, scoperta da Hans Berger. Essa rileva delle differenze di potenziale elettrico fra due elettrodi sistemati in zone diverse del cervello.
In un soggetto rilassato compare un ritmo di circa 9-14 hertz: questo è il ritmo alfa che compare soprattutto nelle aree posteriori. Se il paziente apre gli occhi, il riposo non c’è più: compare il ritmo beta 15-30 Hz.
Sono ritmi fisiologici che si possono rilevare con l’elettroencefalogramma.
Magnetoencefalografia
È una tecnica più moderna e sofisticata che rileva aree magnetiche nel cervello.

Tomografia ad emissione di positroni

Questa deve rilevare l’emissione di queste particelle da parte di traccianti come il 18F-FDG, 18 fluoro-desossiglucosio, i neuroni captano avidamente il glucosio, quindi se iniettiamo questo tracciante, possiamo vedere com’è il metabolismo del cervello. È un esame che serve a studiare le demenze.

Risonanza magnetica funzionale

È la tecnica principe per studiare l’attività mentale. L’esame studia il flusso cerebrale, misurando il flusso di glucosio. I neuroni che consumano più glucosio sono i neuroni più attivi in quel momento.
Inoltre ha un’alta risoluzione spaziale.
Come ad esempio:
area di Broca: è l’area del lobo frontale che si attiva per l’espressione del linguaggio.
Area di Wernicke: l’area dell’ascolto e sta nel lobo temporale.

Sovrapposizione tra amore materno e amore romantico

Durante un ulteriore studio di risonanza magnetica funzionale ad un gruppo di persone hanno mostrato la fotografia del figlio per vedere cosa accadeva e quali aree si sarebbero attivate. Ad un ulteriore gruppo hanno invece mostrato la foto dell’amata/o. Da un confronto ne deriva la presenza di aree con un overlap notevole in aree ricche di ossitocina e vasopressina per cui si pensa che vi siano meccanismi sottesi ma sono presenti anche delle differenze.
Dopo aver visto come vengono attivate le aree, è bene tenere a mente che il cervello non risponde solo a stimoli (5% in confronto alla sua attività di base). Difatti quest’ultimo è sempre attivo, anche quando siamo a riposo, basti pensare che si consumano circa 450 calorie al giorno perché i neuroni sono tra le cellule metabolicamente più attive e si hanno delle fluttuazioni ovvero, delle aree del cervello tendono ad essere più o meno reattive. Tali aree possono essere connesse perché si co-attivano (sono capaci di attivarsi contemporaneamente). Pertanto porzioni cerebrali seppur spazialmente lontane, danno luogo alla connettività funzionale. Da ciò si deduce che esistono network neurali che collegano abbracciando le varie parti del cervello. La rete maggiormente studiata è stata la cosiddetta Default Mode Network, attiva quando non abbiamo stimoli al cervello e lasciamo il soggetto libero di fantasticare e vagare con la mente, in questo momento abbiamo un’attività cerebrale che sembra collegare strutture spazialmente lontane. Dunque il mind wandering attiva con successo il Default Mode Network.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tecniche di studio dell'attività cerebrale menzionate nel testo?
  2. Il testo menziona due tipi principali di tecniche per studiare l'attività cerebrale: le tecniche neurofisiologiche, come l'elettroencefalografia, e le tecniche radiofisiologiche, come la tomografia ad emissione di positroni e la risonanza magnetica funzionale.

  3. Come funziona l'elettroencefalografia e quali ritmi cerebrali rileva?
  4. L'elettroencefalografia, scoperta da Hans Berger nel 1929, rileva le differenze di potenziale elettrico tra due elettrodi posizionati in diverse aree del cervello. Rileva ritmi fisiologici come il ritmo alfa (9-14 Hz) in soggetti rilassati e il ritmo beta (15-30 Hz) quando il soggetto apre gli occhi.

  5. Qual è il ruolo della risonanza magnetica funzionale nello studio dell'attività cerebrale?
  6. La risonanza magnetica funzionale è fondamentale per studiare l'attività mentale, misurando il flusso di glucosio nel cervello. Identifica le aree cerebrali più attive, come l'area di Broca per l'espressione del linguaggio e l'area di Wernicke per l'ascolto.

  7. Cosa rivela lo studio sulla sovrapposizione tra amore materno e amore romantico?
  8. Lo studio con risonanza magnetica funzionale mostra che ci sono aree cerebrali con notevole sovrapposizione tra amore materno e amore romantico, ricche di ossitocina e vasopressina, suggerendo meccanismi comuni ma anche differenze tra i due tipi di amore.

  9. Cos'è la Default Mode Network e quando si attiva?
  10. La Default Mode Network è una rete neurale che si attiva quando il cervello non riceve stimoli esterni e il soggetto è libero di fantasticare. È associata al mind wandering e collega strutture cerebrali spazialmente lontane, dimostrando la connettività funzionale del cervello.

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