Concetti Chiave
- Il sistema dell'arco e della volta divenne predominante nell'architettura romana dal III secolo a.C., evolvendo da conoscenze già presenti nel Vicino Oriente e nella Magna Grecia.
- I Romani sostituirono il sistema trilitico con l'architettura archivoltata, permettendo una costruzione più rapida ed economica, introducendo anche una nuova estetica caratterizzata da linee curve.
- L'arco a tutto sesto, usato sistematicamente dai Romani, è semicircolare e necessita di una chiave di volta per garantire stabilità, richiedendo un supporto provvisorio durante la costruzione.
- Le volte romane, come la volta a botte e la volta a crociera, erano progettate per coprire spazi rettangolari e quadrangolari, sfruttando l'innovativa struttura degli archi.
- L'opera cementizia romana, basata su malta di calce e sabbia, ha rivoluzionato la costruzione, offrendo vantaggi in costi e tempi, e ha portato all'uso di calcestruzzo per strutture funzionali e decorative.
Indice
L'evoluzione dell'arco
Il sistema dell'arco e della volta, o archivoltato, divenne dominante nell'architettura Romano a partire dal III secolo a.C. Questi sistemi erano già conosciuti nel Vicino Oriente, in Assiria, in Mesopotamia. I greci cominciarono a usarli dal IV secolo a.C. e giunsero nell'Italia centrale attraverso le città della Magna Grecia.
L'innovazione romana
Furono però i Romani a intuire i vantaggi di sostituire integralmente il sistema trilitico costituito da due piedritti verticali e un architrave orizzontale, con il sistema archivoltato, in cui l'architrave viene sostituito da un arco. Questo cambiamento permetteva di ridurre tempi e costi.
Quella dell'arco fu anche una rivoluzione estetica: per la prima volta l'architettura introduceva una successione di linee curve. Nell'architettura Romana si affermò un uso prevalentemente decorativo degli ordini architettonici, fatto di semicolonne addossate a muratore autoportanti.
Caratteristiche dell'arco romano
L'arco impiegato sistematicamente dai Romani e l'arco a tutto sesto, ossia di forma semicircolare. Il diametro alla base di questo semicerchio è chiamato luce (o corda), e corrisponde alla linea di massima ampiezza, mentre il raggio perpendicolare alla luce è detta freccia (o monta o saetta) e ed è la linea di massima altezza.
Struttura e stabilità dell'arco
Sulla faccia superiore dei due piedritti, che costituiscono il piano d’imposta (ossia di costruzione dell'Arco), si dispongono a partire dalle estremità i conci, elementi sagomati in modo che le linee di congiunzione fra di essi, detti giunti, siano orientati verso l'ideale centro dell'arco, come tanti raggi. L'ultimo concio a essere posizionato è quello centrale, chiamato chiave di volta, poiché rende stabile e autoportante l'intera struttura. Perciò, prima della disposizione dei conci è necessario costruire una "cèntina", una struttura provvisoria in legno.
Vantaggi e sfide dell'arco
Rispetto all'architrave, l'arco realizza luci molto più ampie e sopporta carichi più elevati. Però, a causa della sua forma curva, l'arco produce anche delle spinte laterali, che è necessario controbilanciare con delle murature dette di rinfianco. In tal caso sarà visibile solo il profilo interno dell'arco, cioè l'intradosso, e l'arco verrà detto intradossato. Nel caso il profilo esterno dell'arco, l'estradosso, venga lasciato a vista, l'arco si dirà estradossato. In questi casi la facciata dell'arco lasciata a vista, detta archivolto, viene decorata attraverso cornici assumendo anche un ruolo ornamentale.
Volte romane
I romani sperimentarono diverse volte in muratura, con un funzionamento strutturale basato sui principi dell'arco.
Tecniche murarie romane
Fra le tecniche murarie elaborate dai romani c’è l’opera cementizia, tecnica sparsa Tra il Lazio e la Campania a partire dal III secolo a.C.
Alla base dell'Opera cementizia vi è la malta, ottenuta dalla mescolanza di sabbia e calce viva, prodotta attraverso la cottura di pietre calcaree. È facilmente lavorabile quando ancora umida, mentre una volta asciugata è dotato di buona resistenza.
Uso del calcestruzzo
All'inizio i romani si limitarono a usare la malta come collante fra corsi di pietra o mattoni. Più avanti la utilizzarono come materiale costruttivo autosufficiente, con il calcestruzzo, o cemento romano, composto da malta e pietrisco. Ha enormi vantaggi nei costi e nei tempi di lavorazione. Il materiale cementizio veniva gettato all'interno di casseforme in legno che venivano poi rimosse, o, secondo la tecnica a sacco, nelle quali il calcestruzzo serve da legante fra due paramenti murari.
Innovazioni nel calcestruzzo
Tra le messe a punto più significative del calcestruzzo vi fu una speciale malta idraulica, ricavata con l'Impiego di una sabbia di origine vulcanica detta pozzolana (da Pozzuoli). Era molto resistente all'acqua e risultava ideale per costruire ponti, reti idriche e strutture portuale.
L'opera cementizia fu limitata all'inizio alle solo strutture funzionali, ma con il passare del tempo venne utilizzato anche per plasmare gli spazi interni.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'innovazione principale apportata dai Romani nell'architettura rispetto ai sistemi precedenti?
- Quali sono le caratteristiche principali dell'arco romano?
- Quali vantaggi offre l'arco rispetto all'architrave?
- Quali tipi di volte utilizzarono i Romani e quali sono le loro caratteristiche?
- Qual è l'importanza dell'opera cementizia nell'architettura romana?
I Romani sostituirono il sistema trilitico con il sistema archivoltato, utilizzando l'arco al posto dell'architrave, il che ha permesso di ridurre tempi e costi nella costruzione (testo).
L'arco romano è a tutto sesto, di forma semicircolare, con la luce che corrisponde alla massima ampiezza e la freccia che rappresenta la massima altezza (testo).
L'arco consente di realizzare luci più ampie e di sopportare carichi maggiori, ma produce spinte laterali che necessitano di murature di rinfianco per essere controbilanciate (testo).
I Romani utilizzarono la volta a botte, la volta a crociera e la volta a padiglione, ognuna con specifiche forme e adattamenti per coprire spazi rettangolari o quadrangolari (testo).
L'opera cementizia, basata su una malta resistente, ha permesso ai Romani di utilizzare il calcestruzzo come materiale costruttivo autosufficiente, riducendo costi e tempi di lavorazione (testo).