Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il teatro italiano del novecento vede una transizione da compagnie girovaghe, dominate dal grande attore, a compagnie stabili con il regista come figura centrale.
  • La regia "all'italiana" si sviluppa in connessione con l'industrializzazione dello spettacolo, rendendo il teatro più prevedibile e uniforme.
  • Il rispetto del testo diventa fondamentale, portando alla formazione di compagnie con una qualità media e meno eccellenze singole.
  • Il teatro di varietà emerge come una forma più flessibile e comica, contrastando le rigidità del teatro di prosa tradizionale.
  • Le trasformazioni teatrali del periodo sono caratterizzate da contraddizioni, con l'emergere di stili diversi e la ricerca di una maggiore apertura espressiva.

Quali sono le trasformazioni del teatro italiano nel novecento?

Durante i primi decenni del novecento il teatro, in Italia, subisce importanti trasformazioni. In questo periodo si accende una battaglia che informerà tutta la prima parte del secolo, rivolgendosi poi definitivamente solo nella seconda. È la battaglia che porterà dalla compagnia girovaga, che ha come centro l'arte del grande attore-mattatoree, a una compagnia, per lo più stabile, che ha invece come principale esponente il regista, figura nuova che matura proprio nella prima metà del novecento.

Evoluzione della regia teatrale

La particolare declinazione della regia così come si svilupperà in Italia (la cosiddetta regia "all'italiana") è da mettere in stretta relazione con l'accelerazione del processo di industrializzazione dello spettacolo tipico dell'avvio del secolo.

Il teatro tende infatti in questo periodo a trasformarsi sempre più in un prodotto come tale prevedibile e ripetibile. Ecco allora che diventa necessario eliminare le intemperanze e l'eccentricità del grande attore-mattatore che inizia a pretendersi sempre più degli attori il rispetto del testo scritto; che i critici spingono nella direzione della formazione di compagnie dette "di complesso", con una buona qualità media ma senza punte; e infine, che ciascuna rappresentazione tende a trasformarsi in una semplice "replica", e cioè nella ripetizione di un prodotto, appunto, provato e finito e non più soggetto a modificazione nel corso del tempo.

Contraddizioni e nascita del teatro di varietà

Questo processo si avvia non senza non senza contraddizioni. Negli stessi anni nasce infatti il teatro di varietà. Un teatro che, grazie soprattutto alla sua struttura più aperta e libera rispetto al teatro "di prosa" (il teatro di varietà consta di una serie di numeri che si susseguono senza necessariamente una trama che li leghi), è più difficile da irrigidimentare nella "replica". Inoltre il teatro di varietà è un teatro comico, a differenza del teatro tipico della regia "all'italiana" che è tendenzialmente un teatro "serio".

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali trasformazioni del teatro italiano nel novecento?
  2. Durante i primi decenni del novecento, il teatro italiano passa da compagnie girovaghe, dominate dal grande attore-mattatore, a compagnie stabili con un focus sulla figura del regista, che emerge come nuova figura centrale in questo periodo.

  3. Come si evolve la regia teatrale in Italia nel novecento?
  4. La regia "all'italiana" si sviluppa in relazione all'industrializzazione dello spettacolo, portando a un teatro sempre più prevedibile e ripetibile, dove si richiede agli attori il rispetto del testo e le rappresentazioni diventano semplici "repliche" di prodotti finiti.

  5. Qual è la relazione tra il teatro di varietà e il teatro di prosa nel novecento?
  6. Il teatro di varietà, con la sua struttura aperta e comica, si sviluppa in contraddizione con il teatro di prosa "serio", risultando più difficile da rigidire nella "replica" e offrendo una maggiore libertà espressiva rispetto al teatro tradizionale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community