Concetti Chiave
- Il poema di Tasso si distingue per la sua natura eroica, concentrandosi sulla verosimiglianza e sull'educazione del lettore cristiano, a differenza del romanzo di Ariosto che incorpora elementi fantastici.
- Iniziato da adolescente, il poema di Tasso è stato completato solo a Ferrara e pubblicato nel 1581, dopo varie revisioni, ottenendo subito un grande successo.
- Tasso mira a creare un poema che, pur essendo eroico, rimanga verosimile, educando il lettore attraverso la meraviglia cristiana e una riflessione morale.
- L'opera di Tasso riflette una tensione tra l'unità stilistica e le digressioni idilliache, evidenziando le contraddizioni di una società in transizione.
- La religiosità nel poema di Tasso si esprime attraverso l'esaltazione della fede cristiana e la rappresentazione di forze sovrannaturali, creando un equilibrio tra religione e passione per il demoniaco.
Differenze tra Tasso e Ariosto
Per l’argomento del poema Tasso di distacca da Ariosto: il suo non è un romanzo ma un poema eroico e per questo viene meno l’aspetto magico e fantastico per concentrarsi sulla verosimiglianza, senza tuttavia mettere da parte il maraviglioso per coinvolgere, dilettare ed educare il lettore. Il fatto stesso che la crociata non sia eccessivamente lontana nel tempo rende il pubblico interessata ma allo stesso tempo consente un certo margine di finzione. Quella di tasso non è la ricerca di un piacevole diletto ma ha un fine didascalico, quello di educare il popolo Cristiano al fine di condurlo a una riscossa, senza perdersi in inutili fantasie. D’ispirazione sono l’Iliade e l’Odissea, quindi non tanto le opere più contemporanee, ma anche Stazio e Apollonio. Anche dal punto di vista stilistico si ritorna a uno stile prettamente sublime ed elevato, anche tenendo conto dell’aspetto celebrativo per i fasti del cristianesimo
Origini e sviluppo del poema
La prima idea di un poema cavalleresco risale a quando tasso aveva 15 anni e difatti aveva provato a metterla in pratica con il Gerusalemme, fermandosi tuttavia a 116 ottave, resosi conto della difficoltà dell’impresa rispetto alle abilità che aveva al tempo. Trascorso qualche anno e trasferitosi a Ferrara, riprese nella composizione del poema che venne terminato nel 1575 e venne pubblicato nelle 1581. 3 anni dopo venne pubblicata una nuova edizione da Gonzaga, con alcune modifiche e censure in accordo con l’autore. Il poema riscosse subito molto successo
la formazione letteraria del tasso risale a un’età dove vigeva una visione estremamente codificata della letteratura. All’arrivo a Ferrara probabilmente aveva scritto e letto pubblicamente dei discorsi sull’arte poetica, che successivamente aveva integrato dando maggiore risalto al pensiero di Aristotele.
Scopo e struttura del poema
Il tasso afferma che la storia debba trattare ciò che è vero, la poesia ciò che è verosimile. Il suo scopo era quello di creare un poema eroico, diverso da quello di Ariosto considerato troppo irregolare. Il poema epico per essere considerato verosimile doveva fare riferimento alla storia, lasciando un margine di manovra alla creatività del poeta, che doveva essere capace di giostrarsi fra materia vicina, che ne impedirebbe la spinta creativa, e lontana, incomprensibile al lettore. La poesia non può tuttavia essere separata dal diletto, anche se visto nella prospettiva rinascimentale del giovamento, ovvero a una migliore comprensione di argomenti morali e religiosi. Ciò va fatto attraverso la meraviglia, ma non una meraviglia fiabesca, ma una meraviglia cristiana, attraverso gli angeli e i diavoli infernali, verosimili al lettore in quanto verità di fede
nell’opera di tasso contemporaneamente a una esaltazione della religione si assiste a una celebrazione della religiosità più intima, del proprio spirito interiore, attraverso una presa d’atto della fugacità delle cose umane e del bisogno di catarsi. Questa opposizione si denota anche nel contrasto fra la religione rigorosamente codificata a una quasi passione per il mondo sovrannaturale e demoniaco, come si osserva negli episodi dove intervengono le forze infernali
Ambivalenze e contraddizioni
Questa separazione è evidente anche dal punto di vista formale. Se da un lato infatti l’autore aspira a comporre qualcosa di unitaria e stilisticamente elevato, dall’altro l’intera opera è continuamente pervasa da note idilliache e filoni secondari, con i personaggi principali che fuggono dallo scenario di guerre in avventure per amore o per gloria. La struttura unitaria è costantemente sotto minaccia, sempre quasi sul punto di rompersi. Probabilmente le origini di queste ambivalenze vanno ricercate nelle complesse contraddizioni della società in transizione del tempo, ma forse sono proprio queste che rendano l’opera tanto profonda e apprezzata.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tematica tra Tasso e Ariosto?
- Quando e come è nata l'idea del poema cavalleresco di Tasso?
- Qual è lo scopo principale del poema di Tasso?
- Come si manifesta l'ambivalenza nell'opera di Tasso?
- In che modo Tasso celebra la religiosità nel suo poema?
Tasso si distingue da Ariosto per il suo poema eroico, che si concentra sulla verosimiglianza e ha un fine didascalico, mentre Ariosto presenta un'opera più fantastica e romanzesca.
L'idea del poema cavalleresco risale ai 15 anni di Tasso, ma il progetto del "Gerusalemme" fu ripreso e completato solo dopo anni, pubblicato nel 1581 dopo essere stato terminato nel 1575.
Lo scopo del poema di Tasso è creare un'opera eroica che si basi su eventi storici, differente da quella di Ariosto, e che miri a educare il lettore su temi morali e religiosi attraverso la meraviglia cristiana.
L'ambivalenza si manifesta nella tensione tra l'aspirazione a una struttura unitaria e le digressioni idilliache, con personaggi che si allontanano dalle guerre per inseguire avventure amorose o gloriose, riflettendo le contraddizioni della società del tempo.
Tasso esalta la religione e la religiosità intima, riconoscendo la fugacità delle cose umane e il bisogno di catarsi, attraverso un contrasto tra la religione codificata e una passione per il sovrannaturale, evidenziata dagli interventi delle forze infernali.