Il kiswahili
Kiswahili è una lingua parlata in molti paesi dell’Africa Orientale, fa parte delle lingue Bantu ed è appartenente al ramo delle lingue Niger-Congo, ma comprende anche molte influenze lessicali arabe.
- Swahili deriva dalla parola araba "sahil" che significa “della costa”/dalla costa.
- Waswahili, si intendono letteralmente gli abitanti della costa. Oggi con questo termine intendiamo tutti coloro che appartengono alla cultura swahili, diventando un simbolo di liberazione culturale dalle potenze culturali.
Kiswahili è l'unica lingua africana che è stata adottata dall’Unione africana. Il kiswahili può essere definito anche come lingua franca: un'interlingua usata da molti parlanti quando interagiscono per uno specifico interesse comune, come il commercio. Durante l’epoca pre-coloniale, molti parlanti di lingue diverse erano uniti dal cosiddetto “commercio islamico” in cui il kiswahili divenne il linguaggio commerciale. Con l’arrivo dei missionari, dai caratteri arabi si passò a quelli latini e, anche se il legame religioso più forte è con l’islam, i cattolici utilizzarono lo swahili come lingua di evangelizzazione.
Sviluppo e politiche linguistiche in Tanzania
Lo sviluppo della lingua swahili è correlato alla politica linguistica tanzaniana che, con l’indipendenza nel 1961 dal governo coloniale britannico, pose la lingua swahili come autentico simbolo del nuovo stato indipendente. Nel periodo post-coloniale, la Tanzania contava ben 120 diverse lingue, ma con l’introduzione dei lavori pubblici e dei piani industriali da parte del presidente Nyerere (primo presidente della repubblica unita di Tanzania che introdusse il “socialismo africano”: Ujamaa), il kiswahili divenne l’unica lingua che univa i vari gruppi etno-linguistici.
Con la dichiarazione di Arusha, documento con cui vennero sanciti i principi a cui si sarebbe dovuta ispirare la politica di sviluppo economico e sociale del paese, il Kiswahili iniziò a svilupparsi lessicalmente.
- Per il progetto di standardizzazione fu istituito il BAKITA (Consiglio Nazionale dello Swahili) che facilitò il processo di sviluppo lessicale. Tra il 1972-1985 furono pubblicati i primi opuscoli contenenti glossari dei termini, compilando a cura di Rajmus Ohly, il "Primary Technical Dictionary English-Swahili".
- Alla metà degli anni ottanta il BAKITA subì un arresto, probabilmente per un mancato interesse da parte della leadership politica di quegli anni e come la situazione fu affrontata, venne descritto in una rivista edita dal TUKI (Istituto di Ricerca Kiswahili di Dar es Salaam), che si sostituì nel compito dello sviluppo lessicale successivamente.
Struttura grammaticale della lingua swahili
- Lingua a 5 vocali.
- Lingua agglutinante: tende ad essere molto regolare e ad avere un alto numero di morfemi per parola che ne determinano il significato.
- Parole molto lunghe e complesse, formate da una lunga catena di morfemi con un valore univoco, con una radice lessicale a cui vengono aggiunti diversi affissi.
- Raggruppamento dei sostantivi in classi nominali, che non specificano il genere ma raggruppano in diverse categorie esseri umani, animali, ecc. Le classi sono 18.
- I verbi sono composti dalla radice verbale e l’eventuale derivazione. Il primo elemento è il marcatore del soggetto, seguito da quello del tempo, modo e aspetto, concludendo con la radice che può essere modificata da estensioni verbali.
Sviluppo della lingua swahili
Il fenomeno di una lingua in evoluzione, alla ricerca di una precisa identità, è tipico dei paesi di nuova formazione o appartiene alla fase embrionale di un paese che è alla ricerca di un'identità.
Due sono le varianti dello swahili considerate standard:
- Kiswahili Sanifu, nato dal processo di standardizzazione portato avanti dal 1974 dal BAKITA.
- Kiswahili Fasaha, gestito da BAKIZA che dal 1983 si occupa di promuovere lo swahili tra le isole di Zanzibar.
Le altre varianti sono considerate non-standard, chiamate spesso “uchafu wa lugha” (sporcizia delle lingue).
Lingua inglese e Kiswahili
La lingua inglese è ancora considerata un simbolo d’istruzione e un prerequisito per posti di lavoro prestigiosi. L’accesso alla lingua inglese, al giorno d’oggi, è disponibile a una larga parte della comunità, grazie ai media, alla globalizzazione e alla stampa. Inoltre, da simbolo negativo di colonizzazione, l’inglese sta acquisendo valore positivo di globalizzazione, in quanto simbolo di modernità che attrae i giovani. Tutti i paesi dell’Africa orientale, condividendo lo stesso sfondo anglofono prodotto dalla colonizzazione, possiedono la stessa variante d’inglese. A tutte le varianti d’inglese parlate in Africa, un elemento comune è la semplificazione della grammatica, che produce un linguaggio più semplice da imparare e usare.
Code-switching
La combinazione tra due o più lingue si manifesta frequentemente nella società. Tale fenomeno di alternanza linguistica viene definito code-switching. Fenomeno differente è il prestito che prevede un’integrazione morfologica e fonologica, mentre il code-switch può includerlo ma non è necessario.
- Il code-switch richiede una conoscenza bilingue.
Il code-switching avviene a due livelli:
- Le variazioni riguardano intere frasi di uno stesso periodo che vengono condotte o interamente in inglese o interamente in swahili.
- Le variazioni avvengono all’interno della frase. Questa tipologia prevede anche il code-switching all’interno della stessa parola.
Modalità di code-switching
- Influenza dell’inglese nelle tag questions. Questo sottogruppo comprende frasi condotte in swahili che, però, presentano in fine enunciato una interrogativa in inglese per tenere legato l’interlocutore al proprio discorso e assicurarsi che lo stia seguendo.
- Code-switching all’interno della frase prima swahili e poi inglese, o viceversa. Quando questa tecnica avviene all’interno dello stesso periodo si creano degli enunciati formati da due o più proposizioni, coordinate o subordinate, in cui la prima è in swahili e la seconda in inglese.
- Code-switching alternato. Nel caso in cui la frase viene mantenuta nella lingua matrice e soltanto alcune parole in inglese compaiono ogni tanto creando un codice alternato. Le parole in inglese vengono inserite nel contesto della frase in maniera casuale.
- Code-switching all’interno di verbi o espressioni verbali. Il code-switching può avvenire all’interno del verbo stesso. La struttura grammaticale del verbo è in swahili e la radice lessicale in inglese.
- Code-switching all’interno di sostantivi. Meno frequente, la teoria di base è utilizzare parole di lessico inglese preponendo ad esse il prefisso della classe grammaticale cui la corrispondente parola swahili appartiene.
Il code-switch tra inglese e swahili ha creato sotto-forme della nuova espressione linguistica che possono essere raggruppate entro alcuni modelli linguistici:
- Campus Swahili
- Sheng Keniano
- Kiswanglish
- Alcuni aspetti di code-switching all’interno della lugha ya mitaani (lingua di strada)
Campus Swahili
Primo modello linguistico che riflette il fenomeno del code-switching. È lo swahili con interferenze inglesi che viene parlato dai membri dello staff dell’università di Dar es Salaam. È una variante che ha preso piede in ambito universitario negli anni ’60. Negli ultimi anni del novecento si sono notati fenomeni simili tra persone con un medio-alto livello culturale, i wasomi (insegnanti, giornalisti, dottori). È il riflesso linguistico dell’esclusione della massa della popolazione dalla possibilità di accedere al consumo della maggior parte dei beni materiali.
- Campus Swahili comprende l’uso di uno swahili standard sofisticato, mescolato ad un inglese standard. Dal punto di vista fonetico, la variante di inglese utilizzata è swahilizzata.
La scelta di questo codice è ovviamente politica e sociale: crea un’insormontabile barriera tra l’élite e il resto della società che non ha un’educazione elevata. Questo lo rende un codice specialistico. Opposto a questo modello è quello della lingua di strada. Espressione di una cultura emergente che nasce da nuovi bisogni.
Sheng Keniano
Nel termine sheng troviamo la descrizione di questo linguaggio che mette insieme swahili e inglese. Insieme alla lingua di strada, viene utilizzata per creare un’identità sociale. Le cause principali che portano all’uso di queste varianti sono: creare un’identità giovanile, trovare una maniera per andare oltre le divisioni etniche e opporsi al linguaggio coloniale. È uno slang molto sviluppato e conosciuto anche dalle comunità di keniani che vivono all’estero.
Kiswanglish
Può essere considerato come un bilinguismo imperfetto. È un linguaggio informale il cui ambiente di questo code-switching è quello della vita comune di strada e consiste nella swahilizzazione delle parole inglesi. A fianco della lugha ya mitaani (lingua di strada) conferisce al linguaggio una sfumatura di giovinezza e mondanità. Deve il suo sviluppo principalmente ai mass media e alla parallela diffusione del primo rap tanzaniano, sviluppatosi grazie all’apertura verso la cultura e le industrie musicali straniere dopo la fine del restrittivo regime socialista.
Importante dominio è il mondo del marketing. Il kiswanglish è presente in cartelli pubblicitari e insegne di negozi, ma possiamo ritrovarlo anche in film tanzaniani, nei fumetti e nei cartoni.
- È un fenomeno più comune nel parlato, ma attualmente possiamo ritrovarlo anche in conversazioni informali nelle e-mail, negli sms e nel linguaggio di internet.
Lugha ya mitaani
Nasce come lingua parlata di strada da una sola categoria sociale molto bassa, ha una formazione continua e dinamica...
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