Concetti Chiave

  • Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, nasce nel 1861 a Trieste in una famiglia borghese di commercianti ebrei, con influenze culturali italiane e tedesche.
  • Inizia la sua carriera letteraria mentre lavora come impiegato, continuando a scrivere e a leggere autori come Freud e Nietzsche.
  • Le prime pubblicazioni di Svevo, come "Una vita" e "Senilità", affrontano temi di inettitudine ma risultano in fallimenti commerciali.
  • Dopo oltre 20 anni di inattività letteraria, nel 1923 pubblica "La coscienza di Zeno", che segna il suo ritorno e il successo nazionale e internazionale.
  • Il sostegno di James Joyce e l'attenzione per la psicanalisi influenzano positivamente la sua opera, contribuendo alla sua notorietà.

Le origini e la formazione di Italo Svevo

- Italo Svevo è lo pseudonimo di Ettore Schmitz -> scelse di chiamarsi Italo (per esplicitare i legami con l’Italia) e Svevo (per esplicitare i legami con la Germania)

- nasce nel 1861 a Trieste (città sotto l’impero austriaco che è un “crogiolo” di popoli, razze, culture e un “crocevia” di cultura dell'Europa centrale -> punto di incontro tra la cultura italiana e le altre presenti nell’impero tra cui quella tedesca) da una famiglia borghese di commercianti ebrei (la madre è italiana e il padre è austriaco)

- dal 1873 al 1878 frequentò un collegio tedesco

- sin da giovane ha la passione per la letteratura e coltivò gli studi letterari da autodidatta

- nel 1879 frequentò l’istituto superiore di commercio a Trieste dove ebbe una formazione di indirizzo commerciale

Inizio della carriera letteraria

- dal 1880 fino al 1899 svolge l’attività di impiegato presso la Banca Union di Trieste dove è in contatto con il mondo impiegatizio piccolo-borghese-> questa attività viene avviata malvolentieri, in seguito al fallimento economico del padre

- nello stesso periodo (insieme all’attività lavorativa) continua a coltivare i propri interessi letterari -> inizia le letture dei naturalistici francesi, dei veristi italiani, dei realisti russi, di Darwin, di Marx, di Nietzsche e nel 1908-1910 di Freud

- inizia a dedicarsi all’attività letteraria come scrittore

- collabora con la rivista irredentista “L’Indipendente

- scrive commedie e racconti che poi pubblica sotto lo pseudonimo

Pubblicazioni e fallimenti iniziali

- nel 1890 pubblica “L’assasinio di Via Belpoggio” sotto il nome Ettore Samigli

- nel 1892 pubblica, a proprie spese e sotto il nome di Italo Svevo, il primo romanzo “Una vita”:

- il narratore è esterno ed è quindi scritto in terza persona

- la tematica principale è l’inettitudine

- la pubblicazione del romanzo ha un esito fallimentare

- nel 1898 pubblica, sotto il nome di Italo Svevo, il secondo romando “Senilità”:

- il narratore è esterno ed è quindi scritto in terza persona

- la tematica principale è l’inettitudine e l’incapacità di godersi la vita -> effetto di una “senilità” precoce (=vecchiaia psicologica) dovuta dal rimpianto di una vita mai vissuta

- c’è una continua dialettica tra capacità/incapacità, passione (gioventù)/senilità, attitudine/inettitudine a vivere

- la pubblicazione del romanzo ha un esito fallimentare

Ritiro e riflessione sulla letteratura

- i due fallimenti portano Svevo a rinunciare (almeno pubblicamente) all’attività letteraria ->per oltre 20 anni non pubblica alcuno scritto ma continua a scrivere (diari, riflessioni, saggi e racconti)

- nel 1896 sposa Livia Veneziani, da cui ha avuto una figlia nel 1897

- nel 1899 inizia a lavorare presso la ditta di vernici del suocero, di cui diventa socio, dove è in contatto con il mondo medio-alto borghese dell’industria e del commercio, facendo così un salto di classe sociale

- inizia a diffondersi l’ottica borghese-mercantile della legge del profitto (=il valore di ogni cosa si misura in base a quanto è quotata sul mercato) -> anche la letteratura diventa sconveniente se non è socialmente riconosciuta e se non è gratificata dal successo -> nel 1902 scrive “Io, a quest’ora e definitivamente, ho eliminato dalla mia vita quella

ridicola e dannosa cosa che si chiama letteratura” -> Lavagetto Mario (critico italiano e docente universitario) ha analizzato il comportamento contraddittorio di Svevo nei confronti della letteratura:

- il proposito di smettere di scrivere è simile a quello che Zeno ha a proposito del fumo

- il tenere un diario (che Svevo dice che lo aiuta a conoscerci meglio per liberarsi dal “vizio” della letteratura) è una sorta di surrogato e di pratica sostitutiva alla letteratura

Ritorno alla scrittura e successo

- nel 1905 incontra James Joyce che visse alcuni anni a Trieste

- tra 1908 e il 1910 inizia con la psicanalisi, dopo lo studio dell’opera di Freud

- negli anni della guerra c’è una diminuzione della’attività commerciale che lo porta alla ripresa dell’attività intellettuale (studi, attenzione per la psicanalisi e scrittura)

- nel 1923 pubblica, a proprie spese, il terzo romanzo “La coscienza di Zeno” -> il romanzo ha successo e provoca una successiva notorietà di Svevo

- nel 1925 Eugenio Montale pubblica un saggio “Omaggio a Italo Svevo

- riscuote grande successo anche all’estero, grazie anche a Joyce che lo rende noto in Francia

- nel 1928 muore in un incidente d’auto a Treviso


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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dello pseudonimo "Italo Svevo"?
  2. Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, scelse "Italo" per evidenziare i legami con l'Italia e "Svevo" per sottolineare quelli con la Germania, riflettendo la sua identità culturale complessa.

  3. Quali sono le principali influenze letterarie di Svevo durante la sua formazione?
  4. Svevo, autodidatta, si dedicò alla lettura di autori naturalistici francesi, veristi italiani, realisti russi, oltre a studiare opere di Darwin, Marx, Nietzsche e Freud, che influenzarono profondamente la sua scrittura.

  5. Quali sono i temi principali dei romanzi "Una vita" e "Senilità"?
  6. Entrambi i romanzi affrontano la tematica dell'inettitudine; "Una vita" esplora il fallimento personale, mentre "Senilità" si concentra sull'incapacità di godere della vita, evidenziando una "senilità" precoce.

  7. Come ha influito il matrimonio e la carriera commerciale sulla vita di Svevo?
  8. Dopo il matrimonio con Livia Veneziani e l'ingresso nella ditta di vernici del suocero, Svevo abbandonò temporaneamente la letteratura, vivendo un cambiamento sociale e professionale che lo allontanò dalla scrittura per oltre vent'anni.

  9. Qual è stato il ruolo di James Joyce nel rilancio della carriera di Svevo?
  10. L'incontro con James Joyce nel 1905 e l'influenza della psicanalisi portarono Svevo a riprendere la scrittura, culminando nel successo del romanzo "La coscienza di Zeno" nel 1923, che lo rese noto anche all'estero.

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