Concetti Chiave

  • Svevo si distingue per il suo background triestino, una città di confine che mescola diverse culture e tradizioni, influenzando profondamente la sua scrittura.
  • La formazione culturale di Svevo è segnata da pensatori come Schopenhauer, Nietzsche e Darwin, che hanno modellato la sua comprensione della volontà umana e del determinismo.
  • La psicanalisi di Freud ha avuto un ruolo significativo nella sua narrativa, utilizzata come strumento per esplorare la psiche dei personaggi piuttosto che come terapia.
  • Svevo si ispira ai grandi romanzieri realisti francesi, come Flaubert, e utilizza umorismo e sarcasmo per rivelare la miseria della coscienza borghese.
  • Il suo stile, influenzato dal parlato triestino e dalla lingua tedesca, riflette la complessità dell'analisi interiore dei suoi personaggi, distinguendosi dalla tradizione letteraria italiana.

Indice

  1. Svevo e l'influenza di Trieste
  2. Formazione culturale di Svevo
  3. Influenza della psicanalisi
  4. Influenze letterarie
  5. Differenze con Joyce
  6. Stile e critica

Svevo e l'influenza di Trieste

Svevo si presenta come un autore molto diverso dal tradizionale letterato italiano del suo tempo (in Italia le linee di tendenza erano le opere di D'Annunzio e di certe modalità veristiche e naturalistiche).

  • Innanzitutto, ad incidere sulla sua diversità è l’ambiente della sua stessa città, Trieste, una città mitteleuropea (del Centro Europa): è una città di confine, in cui convivono la civiltà italiana, quella tedesca e quella slava, per cui presenta una vivace mescolanza di popoli e culture diverse.

  • Trieste è inoltre una città commerciale e Svevo appartiene a questo clima sociale: egli condusse studi commerciali e si accostò alla letteratura solo da autodidatta.

  • La scrittura letteraria non fu la sua professione: fu prima impiegato di banca, poi dirigente d’industria.

  • Formazione culturale di Svevo

    Sulla sua formazione culturale incisero particolarmente Schopenhauer, Nietzsche e Darwin.

    Da Schopenhauer riprese le riflessioni sulla natura effimera del desiderio e della volontà umani, assieme al tentativo di smascherare gli autoinganni attraverso cui gli uomini si illudono di avere libertà di scelta. Infatti, nei suoi romanzi mira a rivelare gli alibi che i suoi personaggi si costruiscono per occultare ai propri stessi occhi le vere motivazioni dei propri atti e mettere a tacere i propri sensi di colpa per sentirsi “innocenti”.

    Da Nietzsche trasse l'idea del soggetto non come salda e coerente unità, ma come pluralità di stati in continua trasformazione.

    Da Darwin riprese il suo determinismo: il comportamento umano è il prodotto di leggi immodificabili, non dipendenti dalla volontà. Però, allo stesso tempo, riconosce come quei comportamenti siano dipendenti anche dal contesto storico.

    Il pensiero marxista influenzò il suo atteggiamento critico verso la società borghese e la chiara percezione dei conflitti di classe. Dal marxismo trasse anche la consapevolezza che tutti i fenomeni, inclusa la psicologia individuale, sono condizionati dal contesto storico. I conflitti dei suoi personaggi sono caratteristici del borghese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

    Influenza della psicanalisi

    La psicanalisi di Freud svolge un ruolo fondamentale nella scrittura di Svevo. Tuttavia, il rapporto con le sue teorie fu problematico. Svevo non apprezzava la psicanalisi come terapia, ma come puro strumento narrativo, uno stimolo all’ispirazione letteraria.

    In una lettera indirizzata all’intellettuale Valerio Jahien Svevo afferma che le teorie di Freud erano più utili ai romanzieri che agli ammalati. Inoltre, sempre in questa lettera, egli si chiede perché sia così necessario curare le proprie malattie e che questa debba invece essere considerata una ricchezza, perché apre la strada alla vera conoscenza di sé e consente all’uomo di essere sempre in divenire e non cristallizzato in forme come i “sani”, da lui considerati come i veri “malati“. Per Svevo, quindi, la vera guarigione è accettare la propria malattia e riconoscerne le virtù.

    Tuttavia, le teorie di Freud nel romanzo sono rintracciabili in alcuni elementi:

  • Negli atti mancati di Zeno. Piccoli e innocui errori quotidiani in cui si vorrebbe compiere un’azione, ma se ne fa un’altra, rivelando desideri o pensieri repressi e inconsci: lapsus, sviste, dimenticanze.

  • L’organizzazione dei ricordi Zeno procede per salti temporali, lapsus di scrittura, dimenticanze, seguendo un tempo misto (secondo il metodo delle libere associazioni).

  • Le ambivalenze di Zeno verso altri personaggi.

  • Influenze letterarie

    Dal punto di vista letterario, i suoi maestri furono i grandi romanzieri realisti francesi dell’Ottocento: Balzac, Stendhal, Flaubert.

    Da Madame Bovary di Flaubert riprende la rappresentazione della miseria della coscienza del piccolo borghese. Infatti il bovarismo è un elemento che caratterizza i protagonisti dei suoi due primi romanzi, Alfonso Nitti ed Emilio Brentani: sognano di evadere dalla loro squallida vita quotidiana in una più piena e gratificante realtà fittizia; filtrano la realtà attraverso stereotipi ricavati dalle loro letture, restandone vittime. Flaubert, come poi Svevo, assume anche un atteggiamento di fredda irrisione (sarcasmo) verso l'inettitudine dei suoi personaggi e gli alibi che costruiscono per sfuggire ai loro sensi di colpa.

    Anche Dostoevskij esercitò una profonda influenza su Svevo per la sua capacità di addentrarsi nelle zone segrete della psiche dei suoi personaggi.

    Dagli autori inglesi come Swift, Sterne e Dickens, riprese l'umorismo che caratterizza la Coscienza di Zeno.

    L'amicizia con Joyce fu fondamentale. Tuttavia le opere dell’Ulisse di Joyce e la Coscienza di Zeno vennero spesso erroneamente accostate, possedendo tecniche narrative diverse.

  • Differenze con Joyce

    Nel flusso di coscienza di Joyce, accanto alla narrazione in terza persona, vi sono frammenti dei pensieri del protagonista Josh, senza alcun’indicazione di passaggio. Improvvisamente, i pensieri vengono registrati nel loro nascere e nel loro scorrere, senza il filtro della voce narrante per far sì che il lettore possa guardare dentro la mente dei personaggi. Il flusso di coscienza appare senza controllo e casuale.

  • Nella confessione della Coscienza di Zeno, il protagonista, attraverso il monologo, ricostruisce i momenti fondamentali della sua vita e li affida al memoriale il cui destinatario è il dottor S., selezionando gli eventi e distorcendoli secondo il fine di presentarsi come "innocente". Ciò prevede una forma di controllo.

  • Tra i due ci sono soltanto affinità cultura, essendo le due opere legate dallo stesso contesto culturale del Novecento: esplorazione della psiche che mette in crisi la tradizionale visione del mondo, statica e gerarchizzata, sostituendola con una visione aperta.

    Stile e critica

    Svevo è stato accusato per molto tempo di scrivere male perché il suo stile è lontano da quello della tradizione letteraria italiana. Nella lingua di Svevo sono presenti tracce del parlato triestino e della lingua tedesca, che conosceva perfettamente grazie ai suoi studi in Germania. In realtà la sua prosa riproduce il linguaggio dei suoi personaggi: l’analisi tortuosa che essi fanno di se stessi si riflette volutamente nella lingua. In La coscienza di Zeno, dove il protagonista parla in prima persona, usa il linguaggio tipico di un borghese triestino che usa l’italiano. un incidente automobilistico.

    Domande da interrogazione

    1. Qual è l'influenza di Trieste sulla scrittura di Svevo?
    2. Trieste, città mitteleuropea e di confine, ha influenzato profondamente Svevo, contribuendo alla sua diversità rispetto ai contemporanei italiani. La mescolanza di culture e il clima commerciale della città hanno plasmato la sua formazione e il suo approccio alla letteratura.

    3. Quali filosofi hanno influenzato la formazione culturale di Svevo?
    4. Svevo è stato influenzato da Schopenhauer, Nietzsche e Darwin, integrando le loro idee sulla natura umana, il determinismo e la pluralità del soggetto nei suoi romanzi, rivelando le motivazioni nascoste dei suoi personaggi.

    5. Come si manifesta l'influenza della psicanalisi di Freud nella scrittura di Svevo?
    6. Sebbene Svevo non considerasse la psicanalisi come terapia, la utilizzò come strumento narrativo, evidenziando atti mancati e ambivalenze nei suoi personaggi, riflettendo desideri e pensieri repressi.

    7. Quali autori letterari hanno ispirato Svevo?
    8. Svevo si è ispirato ai romanzieri realisti francesi come Flaubert e Balzac, e a Dostoevskij, integrando elementi di umorismo e una profonda analisi psicologica nei suoi lavori.

    9. In che modo lo stile di Svevo si differenzia da quello di Joyce?
    10. A differenza del flusso di coscienza di Joyce, che è casuale e senza filtro, Svevo utilizza un monologo controllato in "La coscienza di Zeno", dove il protagonista seleziona e distorce gli eventi per presentarsi come "innocente".

    Domande e risposte

    Hai bisogno di aiuto?
    Chiedi alla community