Concetti Chiave
- Il romanzo "La coscienza di Zeno" esplora l'inettitudine del protagonista Zeno, incapace di prendere decisioni nella vita e afflitto da una complessa psiche.
- La narrazione avviene attraverso un diario personale, permettendo al lettore di identificarsi con Zeno, pur mantenendo una distanza critica dal suo soggettivo punto di vista.
- Trieste è l'ambientazione principale, con luoghi che evocano ricordi e emozioni, riflettendo la soggettività di Zeno nei suoi rapporti interpersonali.
- I personaggi, come Augusta e Guido, interagiscono con Zeno, evidenziando il suo stato di malattia e le dinamiche familiari complesse che influenzano la sua vita.
- Svevo utilizza un linguaggio colloquiale e una prosa diaristica per rappresentare la condizione dell'uomo moderno, affrontando temi di malattia, guerra e inettitudine come risposta alla modernità.
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/novecento/900-autori-opere/svevo-coscienza-zeno.html
L'argomento principale del romanzo "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo è l'inettitudine del protagonista. Zeno è incapace di prendere decisioni non solo circa la "malattia" del fumo, ma anche di fronte alle situazioni più importanti della sua vita: dal rapporto di incomprensione con il padre a quello di benevolenza e senso di vendetta nei confronti del cognato Guido, con il quale ha messo in piedi un'impresa commerciale. L'inettitudine, che per Svevo è un controvalore attivo, trova la sua massima realizzazione nella coscienza, quel luogo dove nascono e si consumano le contraddizioni del protagonista. Il tema principale dell'inettitudine, tuttavia, si inserisce in un quadro ben più ampio che comprende anche la malattia e la senilità, di cui Svevo ne analizza sintomi e caratteristiche.
Dopo l'introduzione del Dottor S., che sostiene di aver pubblicato le riflessioni di Zeno Cosini, a sua insaputa e per vendetta, perché egli ha interrotto la cura che stava seguendo, la storia si apre con il capitolo "Il fumo", nel quale emerge chiaramente l'incapacità del protagonista di abbandonare del tutto il vizio del fumo, nonostante ferrei tentativi all'astensione già provati sin dalla più giovane età. A seguire gli eventi della storia sono descritti in flashback, pur legati tra loro da un determinato ordine cronologico: Zeno passa in rassegna i turbolenti giorni che precedono la morte del padre, la bizzarra storia del matrimonio con Augusta, la complessa vita coniugale e il difficile tradimento, l'impresa commerciale, la psico-analisi, l'immagine della guerra e l'inattesa guarigione dalla malattia. Sono presenti, inoltre, sparse nel testo, alcune brevi anticipazioni che servono, più che altro, come connettivi tra un argomento e l'altro, per compattare la materia narrativa. Il carattere dominante del romanzo è la riflessione, per mezzo della quale Zeno Cosini analizza meticolosamente eventi differenti della propria vita, tuttavia segnati tutti dall'inettitudine, dall'incapacità di prendere decisioni stabili, sempre a cavallo tra la malattia e la salute.
L'intera storia si svolge nell'arco di circa trenta anni (1885/90-1916), periodo chiaramente desumibile dalle riflessioni del protagonista: periodo della giovinezza (1880/85), morte del padre (1890), guarigione dalla malattia (1916). L'ambientazione del romanzo è la città di Trieste, di cui vengono messi in rilievo i luoghi chiave, nei quali si snoda la narrazione: la casa paterna di Zeno, quella del suocero Malfenti, l'abitazione di Carla, i Giardini Pubblici, la dimora coniugale di Zeno e Augusta, il posto di lavoro. Sono tuttavia luoghi descritti sommariamente ed in modo assolutamente soggettivo: ognuno di quei luoghi richiama alla memoria Zeno un preciso ricordo corredato da altrettante ben definite sensazioni ed emozioni. Si può anche dire che la materia narrativa si articola su due livelli distinti ma strettamente connessi tra loro: da un lato la narrazione appare verisimile, in quanto condotta dal punto di vista del protagonista, Zeno Cosini; dall'altro anche realistica perché il punto di vista di Zeno può divenire quello di chiunque decida di dedicarsi alla riflessione e all'analisi della propria coscienza.
Il protagonista indiscusso della storia è quindi Zeno Cosini, un ricco commerciante triestino di famiglia ebraica, incapace di condurre serenamente la propria vita, in quanto inetto. Egli soffre di problemi nevrotici che lo portano a supporre di essere costantemente malato, ma non sa di quale malattia. L'unico malanno del quale si può dire egli soffra è l'ipocondria, espressa attraverso menomazioni fisiche: la condizione di malattia è per egli così soverchiante che, per convincersi di essere malato, Zeno zoppica, patisce dolori al fianco e all'anca, e molti altri acciacchi per lo più inesistenti. Questa condizione di "finto malato" emerge chiaramente anche dal fatto che, benché molti medici gli abbiano prescritto numerosi farmaci, nessuno di questi ha avuto una qualche efficacia medica ed egli è finito per "collezionarli". Per questo motivo, Zeno decide di rivolgersi allo psicanalista, che gli consiglia di tenere un diario personale, nel quale scrivere tutti i suoi ricordi, riflessioni e stati d'animo.
La riflessione gli permette di andare alla "radice" della sua malattia e la "rivelazione" subentra grazie all'immagine della guerra, attraverso la quale capisce che riconoscere la corruzione della società, quindi saper distinguere il male dal bene, è sintomo di salute, dunque dell'avvenuta e tanto attesa guarigione. La malattia diviene per Zeno la cifra distintiva di tutta la sua esistenza: è quel "collante" che lo unisce a tutti gli altri personaggi del romanzo, e viceversa. Partendo, infatti, dal presupposto che la malattia caratterizza l'animo (e il corpo) del protagonista anche nelle sue relazioni inter-personali, si può ben credere che egli si approcci agli altri in relazione a questa e che ognuno di quei personaggi che incontra, suscita in lui un determinato malessere psico-somatico, che permane nel corso degli anni grazie al ricordo.
Dall'altro lato, anche tutti gli altri personaggi si sentono fatalmente legati alla persona di Zeno, probabilmente proprio per quella malattia che crede di possedere, e che in realtà non è altro che frutto della sua complessa psiche. Oltre Zeno, i personaggi più importanti della storia sono: il padre, un uomo tranquillo, dai sani principi ma fortemente malato, con il quale Zeno ha vissuto un rapporto contrariato, fatto di amore e di odio, segnato dall'incomprensione e dalla poca fiducia. Egli svolge, seppur inconsciamente, il ruolo di oppressore nei confronti del figlio, volendone sopprimere le tendenze troppo "moderne", persino nel periodo della malattia (si pensi allo schiaffo dato al figlio prima di morire). Augusta Malfenti, la moglie di Zeno, sin da subito è disposta a dedicarsi spassionatamente al marito, a qualsiasi condizione. E' una donna devota al matrimonio, di ottima salute, la quale, seppur ultima scelta di Zeno, diviene per egli quel modello di donna a cui tutte le altre dovrebbero rifarsi. Svolge un ruolo importante per il protagonista in quanto rappresenta la "cura", proprio perché salute fatta persona, della "malattia" di Zeno, quindi ne è l'aiutante. Ada Malfenti, è la donna che Zeno realmente vuole e che ha desiderato visceralmente, benché ella non abbia accettato i suoi sentimenti. Il suo personaggio si configura agli antipodi rispetto a quello di Augusta in quanto contrasta Zeno in ogni sua iniziativa sin da subito, rifiutando l'ironia, la simpatia e la spensieratezza del protagonista. Tuttavia nel corso della storia il suo personaggio subisce un mutamento: dopo il matrimonio, diventa più infelice, a causa della relazione fallimentare con Guido, del suo tradimento e poi della sua morte.
Guido è un giovane di bell'aspetto che diviene il marito di Ada. Suona il violino in modo impeccabile, ma è solito definirsi "principiante" perché il suo scopo principale è quello di dedicarsi al commercio (alla quale attività si rivelerà poi ben poco adatto). E' un personaggio presuntuoso, sicuro di sé, a volte arrogante; tuttavia la sua debolezza emerge proprio nei momenti più difficili della sua vita, nei quali si rivela inefficiente. Il suo ruolo nei confronti di Zeno è piuttosto complesso: da un lato svolge il ruolo di oppressore, in quanto "sottrae" a Zeno la possibilità di sposare Ada, ma al tempo stesso di aiutante, perché gli permette di scegliere Augusta, ovvero il vero amore, quello più puro; dall'altro svolge anche il ruolo di oppresso, perché la sua debolezza lo porterà a chiedere aiuto al cognato, che ha quindi il pieno controllo su di lui. Giovanni Malfenti, è il suocero di Zeno, ricco commerciante dalla forte autorità; tradisce la moglie benché ella se ne accorga, ma anch'egli viene afflitto dalla malattia e muore pochi anni dopo il matrimonio del protagonista. Gli altri personaggi del romanzo sono: la signora Malfenti, Anna e Alberta Malfenti, Copler, Carla Greco (amante di Zeno), Vittorio Lali (pianista e futuro marito di Carla), il Dottor S. (lo psicanalista che segue la terapia di Zeno).
Nel romanzo l'autore abbandonando l'impiego di un narratore estraneo alla vicenda, tipico della narrativa ottocentesca, dà voce al personaggio dell'uomo moderno, l'inetto Zeno Corsini. Zeno conduce la narrazione da un punto di vista soggettivo, attraverso la redazione di un diario personale, nel quale riporta confessioni di natura autobiografica. Tutta quanta la storia scaturisce dalle parole e dai gesti del protagonista, che presenta direttamente il proprio pensiero, punto di vista e le proprie valutazioni. In questo modo la narrazione condotta in prima persona permette che il lettore si identifichi con il narratore, condividendone emozioni e stati d'animo.
Ma proprio perché il punto di vista narrativo è assolutamente soggettivo, il lettore non è in grado di giudicare Zeno e, benché avvicinandosi al suo modo di pensare e alla sua personalità, egli non può identificarsi del tutto con il protagonista per il fatto che quello di Zeno è un punto di vista limitato, che probabilmente non si confà nemmeno alla realtà effettiva delle cose. La "prosa diaristica" che adotta Svevo fa sì che il racconto risulti fluido, scorrevole; non a caso i periodi sono connessi tra loro, in generale, paratatticamente e il linguaggio dei personaggi è piuttosto semplice, realistico, colloquiale, a volte scarno e diretto, tipico del "flusso di coscienza". L'interesse principale di Svevo, attraverso la storia di Zeno Cosini, è quello di esporre la condizione dell'eterno malato e di indurre alla riflessione il lettore.
L'autore vuole dimostrare se effettivamente la malattia di Zeno può essere curata o meno: nella prima parte del racconto sembrerebbe di no, ma la svolta decisiva si ha nelle ultime pagine del diario del protagonista. Egli, infatti, sostenendo che "la vita attuale è inquinata alle radici" e pensando, di fronte all'immagine della guerra, che "l'occhialuto uomo inventa gli ordigni fuori e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice", vuole far capire che è la paura della distruzione, della guerra, del pericolo di morte imminente porta l'uomo alla liberazione dai suoi mali, quindi dalla sua stessa malattia. La malattia è una condizione relativa: dipende dal modo in cui si guarda alla realtà. In ogni caso il personaggio di Zeno, forse proprio per la sua inettitudine e presunta malattia, è quello che si staglia più in alto di tutti perché il suo malessere gli ha permesso di cogliere tutti gli aspetti della realtà che lo circonda, persino, infine, la salute. Con la figura stravagante di Zeno Cosini, Italo Svevo presenta crisi dell’uomo contemporaneo, soverchiato dalla modernità, dalla legge economica. L'unico modo per ripararsi dall'imminente alienazione è, per l'appunto, l'inettitudine.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale de "La coscienza di Zeno"?
- Come si sviluppa la narrazione nel romanzo?
- Qual è il ruolo della malattia nella vita di Zeno?
- In che modo Svevo utilizza il punto di vista di Zeno per raccontare la storia?
- Qual è la conclusione che Zeno raggiunge riguardo alla sua malattia?
Il tema centrale del romanzo è l'inettitudine del protagonista, Zeno Cosini, che si manifesta nella sua incapacità di prendere decisioni significative nella vita, come evidenziato nel suo rapporto con il fumo e le relazioni familiari.
La narrazione si sviluppa attraverso flashback, con Zeno che riflette su eventi significativi della sua vita, come la morte del padre e il suo matrimonio, mantenendo un ordine cronologico che compone la sua storia personale.
La malattia è una condizione centrale per Zeno, che si percepisce come costantemente malato, esprimendo la sua ipocondria attraverso sintomi fisici inesistenti, e diventa un elemento che lo unisce agli altri personaggi del romanzo.
Svevo adotta un punto di vista soggettivo, permettendo a Zeno di narrare la sua storia attraverso un diario personale, il che consente al lettore di identificarsi con le sue emozioni e stati d'animo, pur mantenendo una certa distanza critica.
Zeno giunge alla conclusione che la malattia è una condizione relativa, influenzata dalla percezione della realtà; la sua liberazione dai mali avviene attraverso la consapevolezza e la riflessione, specialmente in relazione all'immagine della guerra.