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Cinico, sincero e rappresentazione

  • Cinico = Quando l’individuo non è convinto della propria recitazione e non è interessato all’opinione del pubblico.
  • Sincero = Quando crede nell’impressione comunicata con la propria azione.

Park: Ognuno di noi, in quanto persona (maschera), più o meno coscientemente, impersona una parte. L’individuo comincia con un certo impegno nella rappresentazione che gli viene richiesta e poi oscilla varie volte fra sincerità e cinismo.

Rappresentazione = Si intende tutta quell'attività che un individuo svolge davanti a un pubblico tale da avere una certa influenza su di esso.

Facciata = Quella parte della rappresentazione dell'individuo che funziona in maniera fissa e generalizzata allo scopo di definire la situazione per quanti la stanno osservando.

Le parti tipiche della facciata

  • L’ambientazione: Tutti quei dettagli di sfondo che forniscono lo scenario e gli arredi per quelle improvvisazioni di azioni umane che vi hanno luogo dentro, davanti e sopra. È statica.
  • Facciata personale: Elementi dell’equipaggiamento espressivo che si identificano strettamente con l’attore e che naturalmente lo seguiranno ovunque. (Es. i distintivi di rango o di carica; il vestiario; il sesso; l’età e la caratteristica razziale; la taglia e l’aspetto; il portamento; il modo di parlare; l’espressione del viso; i gesti della persona, ecc.) Sono fissi e non variano nel tempo, altri sono relativamente mobili e transitori.

Stimoli che formano la facciata personale

  • Apparenza: Stimoli che suggeriscono gli status dell’attore o che ci informano della condizione rituale temporaneamente vissuta dall’individuo.
  • Maniera: Stimoli che ci avvisano del ruolo interattivo che l’attore pensa di svolgere nella situazione che sta per verificarsi.

Ci aspettiamo una coerenza reciproca tra apparenza e maniera, = coerenza interna della facciata. Ma possono anche tendere a contraddirsi a vicenda.

Ci aspettiamo di trovare anche una certa coerenza fra ambientazione, apparenza e maniera.

Caratteristiche delle informazioni trasmesse dalla facciata

  • Astrattezza: Gli osservatori devono conoscere un ristretto e quindi agevole repertorio di facciate e sapere come reagirvi, perché si possano orientare in una vasta gamma di situazioni.
  • Generalità: Differenti routine possono servirsi della stessa facciata, questa tende a divenire istituzionalizzata, (diventa rappresentazione collettiva e realtà a sé stante.) Quando un attore assume un determinato ruolo sociale, generalmente scopre che a questo è già stata assegnata una particolare facciata. Dato che di solito le facciate sono scelte e non create, è probabile che sorgano difficoltà.

Non solo gli elementi che compongono la facciata di una particolare routine siano comuni a un’intera gamma di routine, ma anche come l’intera gamma di routine nella quale è rinvenibile un dato elemento del repertorio semantico differisca dalla gamma di routine nella quale è rinvenibile un altro elemento facente parte della medesima facciata sociale.

Qualità teatrali della realizzazione

In presenza di terzi, l’individuo puntualizza tipicamente la propria attività con segni che accentuino in modo teatrale fatti che altrimenti potrebbero passare inosservati o apparire oscuri, e il più delle volte deve darne prova nel giro di un secondo.

In certi status, la resa teatrale non costituisce un problema, (es. poliziotti).

Però in molti casi la resa teatrale del proprio lavoro costituisce effettivamente un problema.

Idealizzazione

Socializzazione plasmata e modificata per adattarla alla comprensione e alle aspettative della società nella quale viene presentata.

  • La rappresentazione di una routine presenta al pubblico, attraverso la propria facciata, delle pretese piuttosto astratte.
  • Tendenza che hanno gli attori a offrire ai propri osservatori un’impressione che è idealizzata in molti modi diversi.

Pertanto, quando l’individuo si presenta davanti a terzi, la sua rappresentazione tenderà a incorporare ed esemplificare i valori sociali già accreditati, anche di più di quanto non comporti l’insieme del suo comportamento.

Es. mobilità verticale.

Società: sistema generalizzato di stratificazione + idealizzazione dei ranghi più elevati + aspirazione da parte di chi si trova nei più bassi ad ascendere ai più alti.

La mobilità verticale implica la messa in scena di rappresentazioni appropriate e gli sforzi per salire e quelli per evitare di scendere socialmente sono espressione di sacrifici fatti per il mantenimento della facciata.

Se durante una rappresentazione un individuo deve esprimere norme ideali, sarà obbligato ad astenersi dal compiere un’azione che risulti incongruente con quelle norme, quanto meno apertamente. Ci si accorge spesso che in privato ognuno vi si abbandona.

Cosa nasconde?

  1. Piaceri segreti, economie, attività lucrativa che resta nascosta al suo pubblico e che è incompatibile con l’impressione che spera di dare della sua attività.
  2. Sbagli ed errori spesso sono corretti prima che abbia luogo la rappresentazione (deve dare impressione d’infallibilità).
  3. Presentare soltanto l’opera finita.
  4. Molte rappresentazioni non potrebbero aver luogo se prima non fossero stati eseguiti dei lavori fisicamente poco puliti, semi-illegali, crudeli e in qualche modo degradanti.
  5. L’attore sacrificherà quegli standard la cui violazione può essere occultabile, allo scopo di mantenere quelli il cui mancato rispetto sarebbe subito evidente.

Un attore ha la tendenza a nascondere o sminuire quelle attività, fatti e motivi che sono incompatibili con una versione idealizzata di se stesso e dei suoi prodotti.

Un attore genera la convinzione che egli è legato ai suoi ascoltatori da un rapporto che è più ideale di quanto non lo sia effettivamente. La routine che stanno rappresentando al momento sia l’unica da essi rappresentata o almeno la più importante.

Egli ha tanti diversi “IO sociali” quanto sono i gruppi di persone della cui opinione egli si preoccupa.

Conservazione del controllo dell’espressione

Il pubblico accetti indicazioni di secondaria importanza come una prova dell’importanza della sua rappresentazione: è un inconveniente. Perché il pubblico può fraintendere il significato che un’indicazione avrebbe dovuto esprimere, o può scorgere un significato imbarazzante.

Il pubblico è scettico circa la realtà che gli vogliamo presentare: tende a interpretare le imperfezioni marginali come segno della messa in scena, discrepanza tra la realtà e la sua proiezione ufficiale.

Gesti involontari

  • Un attore può perdere il controllo dei propri muscoli.
  • Essere troppo o troppo poco interessato all’interazione.
  • Regia inadeguata.

La coerenza espressiva richiesta nelle rappresentazioni indica una netta dissonanza tra il nostro umano “io” ed un “io” socializzato.

Come indica Santayana, il processo di socializzazione ha una funzione non solo di trasfigurazione ma anche di fissaggio.

Rappresentazioni fuorvianti

Un pubblico accetta in buona fede le indicazioni rappresentate, trattando i simboli come prova di qualcosa di più grande o diverso dai simboli stessi. Ciò mette l’attore in condizione di essere frainteso, e esige da lui una particolare cura espressiva in tutto ciò che fa quando si trova davanti a un pubblico, e mette il pubblico in condizione di essere sviato, e sono pochi i simboli che non si possono usare per indicare la presenza di qualcosa che effettivamente non c’è.

L’impressione che l’attore cerca di dare può essere vera o falsa, sincera o finta, valida o fasulla. Questo dubbio fa sì che prestiamo particolare attenzione a quegli aspetti della rappresentazione che non possono essere facilmente manipolati, così da giudicare l'attendibilità di quelli che più si prestano ad inganni.

Quando ci accorgiamo che la persona con cui stiamo trattando è un impostore e un perfetto imbroglione, scopriamo che egli non aveva il diritto di recitare la parte che stava recitando. Quanto più la rappresentazione dell'impostore si avvicina a quella vera, tanto più possiamo essere minacciati. (Assunzione di una personalità fittizia) fonti di confusione.

La falsa impressione data da un individuo in una qualsiasi delle sue routine può costituire una minaccia per l’intero rapporto o ruolo di cui la routine specifica è soltanto una parte, poiché una rivelazione che lo discrediti in uno dei campi della sua attività può far sorgere dubbi relativamente a tutti gli altri campi in cui egli non avrebbe niente da nascondere.

Trasformano le sue attività in rappresentazioni. Invece di eseguire semplicemente il proprio compito dando sfogo ai propri sentimenti, l'attore ne esprime l'esecuzione, trasmettendo in modo accettabile quanto sente.

Generalmente la rappresentazione di un'attività è, in certa misura, diversa dall'attività stessa e quindi inevitabilmente falsa. E l'immagine che crea, per quanto fedele ai fatti, è soggetta a tutte le incongruenze a cui sono sottoposte le impressioni.

Se le impressioni suscitate dalle rappresentazioni della vita di ogni giorno sono soggette ad alterazioni… in che senso una data impressione è falsa?

La rappresentazione di un individuo accentua certi aspetti e ne nasconde altri. Se consideriamo la percezione come una forma di contatto e comunicazione, allora il controllo di ciò che viene percepito è un controllo del contatto che si crea e i limiti e le regole posti a ciò che viene mostrato sono anche i limiti e le regole del contatto.

È opinione diffusa che l'imporre restrizioni al contatto, cioè mantenere le distanze, sia utile al fine di creare e mantenere il rispetto per il pubblico.

Si arriverà ad impedire al pubblico di guardare l'attore e questo è ciò che a volte è accaduto quando l'attore si attribuisce qualità e poteri ultraterreni.

Accordano all'attore un certo spazio entro il quale costruire un'impressione di sua scelta e gli permettono di dare protezione o minaccia, cosa che gli sarebbe impossibile se egli venisse controllato da vicino.

Realtà e artificio

Nella cultura Anglo-americana esistono due modelli di buon senso:

  • La rappresentazione vera, sincera e onesta (Abbiamo la tendenza a considerare le rappresentazioni vere come qualcosa di non artificiale).
  • La rappresentazione falsa, accuratamente messa in scena.

Ma una rappresentazione riesce nella misura in cui i testimoni possono credere che gli attori siano sinceri.

Quindi, pur essendo in genere le persone quello che appaiono, niente vieta che tali sembianze siano artificiali. Esiste quindi un rapporto statico fra apparenza e realtà.

Una rappresentazione onesta, sincera e seria è meno strettamente connessa con il mondo della realtà di quanto non si potrebbe credere a prima vista: la vita stessa è una recita.

Le rappresentazioni quotidiane legittime non sono recitate o inscenate nel senso che l'attore sa in anticipo esattamente quello che deve fare e quindi agisce in un certo modo solo per raggiungere quel dato effetto.

Essere un particolare tipo di persona, non implica solamente possedere gli attributi necessari, ma anche mantenere gli standard di condotta ed apparenza che il proprio gruppo sociale comporta.

Una nicchia sociale è un modello di comportamento appropriato, coerente, abbellito e ben articolato.

Rappresentazione = Semplice estensione espressiva del carattere dell’attore, e a vedere perciò la sua funzione in termini personali.

Ma la rappresentazione serve per esprimere le caratteristiche del compito scelto e non quelle dell’attore.

La definizione della situazione proiettata da un certo partecipante è parte integrale di una proiezione che è attivata e mantenuta dalla stretta cooperazione di più partecipanti.

Équipe di rappresentazione

Équipe di rappresentazione = Qualsiasi complesso d’individui che collaborano nell’inscenare una singola routine.

Coalizione = Collaborazione fra due attori.

Le équipe e le rappresentazioni di équipe possono essere considerate le unità più adatte a studiare come sono create e controllate le impressioni. È possibile ricondurre l’interazione fra due persone, descrivendole come interazioni di due équipe, ognuna delle quali è formata da un solo membro. Un attore può essere contemporaneamente attore e pubblico (manovra di auto-inganno avviene spesso).

Elementi principali del rapporto reciproco dei membri di una medesima équipe

  • Ogni membro ha la possibilità di fare fallire lo spettacolo o di disturbarlo con un comportamento inappropriato. Bisogna fidarsi: c’è un vincolo d’interdipendenza reciproca.
  • Se i membri di un gruppo devono cooperare per mantenere una determinata definizione della situazione nei confronti del loro pubblico, sarà difficile mantenere quella stessa impressione nei confronti di loro stessi.
  • Tendono a essere legati da familiarità = Intimità senza calore, rapporto formale che è automaticamente offerto e accettato non appena l’individuo occupa un posto nell’équipe.

Differenza tra équipe e gruppo informale

Gruppo informale = Gruppo di persone che si riuniscono per svaghi informali, (che possono anche costituire un’équipe perché devono cooperare per mantenere una definizione della situazione verso quanti sono al di sopra o al di sotto di essi. Desiderosi di mantenere le rispettive distanze sociali, si trovano a essere in un rapporto di familiarità imposta che è caratteristico dei compagni di équipe impegnati a metter su uno spettacolo.

Spesso si formano ristretti gruppi informali non per favorire gli interessi di coloro con i quali l’individuo inscena uno spettacolo, ma per proteggerlo da un’indesiderata identificazione con essi. Hanno la funzione di proteggere l’individuo dalle persone del proprio rango. (Non tutte le persone del proprio status siano ammesse a far parte del gruppo.)

Determinati individui possono riunirsi formalmente o informalmente in un gruppo di azione allo scopo di promuovere fini da tutti condivisi con gli strumenti a loro disposizione. (Équipe) Ma, oltre alla collaborazione drammaturgica, esistono molti mezzi con i quali un gruppo di azione può raggiungere certi fini es. forza/potere di contrattazione. (Dà a un insieme di individui una potenzialità di generare gruppi che non è connessa al fatto che in certe circostanze il raggruppamento così formato probabilmente agirà, in termini drammaturgici, come un’équipe.)

Attore: Dare una particolare definizione della situazione, poiché questa costituisce la sua versione di ciò che è la realtà. Dato che è équipe formata da un solo individuo, può decidere rapidamente e agire senza ripensamenti.

Équipe: La realtà può essere ridotta a una linea collettiva piuttosto tenue poiché può darsi che questa non sia ugualmente gradita a tutti i membri dell’équipe. Ci dev’essere lealtà verso l’équipe e i propri compagni tale da favorire l’adesione alla linea adottata.

  • Può essere richiesto ai membri di un’équipe di posporre ogni pubblica presa di posizione, fintanto che la posizione dell’équipe non sia stata definita e, una volta che il gruppo abbia deciso in un dato modo, tutti i membri possono essere obbligati a conformarsi.
  • Un aperto dissenso di fronte al pubblico crea una nota falsa. (Si cerca di mantenere una certa definizione della situazione).
  • Nella vita le cose più vere e concrete sono quelle sulla cui descrizione gli individui si trovano d’accordo. Se due individui vogliono mentire o distorcere la versione dell’avvenimento che presentano, allora non solo sarà necessario che si consultino a vicenda, per accordarsi sulla versione da dare, ma dovranno anche nascondere il fatto che si siano accordati prev
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stearbitrio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Marchisio Roberto.
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